
Piramide, nel cantiere del tram 3 una necropoli con crani e tombe
Così titola la Repubblica online una galleria di foto relative alla scoperta di alcune sepolture presso la Piramide, a Via Ostiense qui a Roma, avvenuta qualche giorno fa durante i lavori per la messa in opera delle rotaie del tram n° 3. L’articolo è comparso sulla mia pagina Facebook, linkata da un mio amico: non leggo quel giornale (giusto per precisare). Incuriosita, ho sfogliato le foto (qui) e ho letto sia la breve notizia sotto la prima immagine della galleria, che l’articolo. E m’è venuta voglia di fare la stronza. E già… E’ più forte di me. In primis, il titolo, che è pure il titolo di questo post: come dovrebbe essere una necropoli? A parte i crani (e le altre ossa che le foto mostrano in abbondanza?), che in fondo a Roma nei secoli più antichi si seppelliva a incinerazione e non è sempre detto che si trovino ossa, mi chiedo davvero cosa ci si aspetti di trovare in una necropoli, se non tombe: forse divani e salottini in cui i morti chiacchiaravano amabilmente nottetempo? Boh… Però aspettate che a Repubblica la sanno lunga…
Pensate che “Tra gli scavi intorno alle rotaie compaiono a terra anche alcuni scheletri, uno quasi intatto con le braccia conserte e adagiato su quello che, con ogni probabilità, sarà stato un tempo il suo sepolcro“. Il suo di chi? Dello scheletro? Lo so, sono una scassaminchia… E comunque, cosa ci fa di grazia un corpo adagiato sul suolo, con le braccia incrociate, per l’estensore dell’articolo? Si trattava forse anche di qualcuno che s’era steso sul prato fuor di Porta (San Paolo) a godersi il cielo, in mezzo a una necropoli immensa come quella che stava sulla Via Ostiense almeno già dal IV secolo avanti Cristo? Un amante di cimiteri, colto da un coccolone e rimasto lì stecchito per secoli, anzi millenni, a braccia conserte, senza che nessuno ne reclamasse il cadavere o si accorgesse della sua presenza? Già, possibile… Come possibile che la presenza di questo gruppetto di crani e tombe riveli la presenza di una “piccola necropoli“. Lasciate stare quello che ho scritto poco sopra, che sull’Ostiense c’era praticamente la più vasta necropoli di Roma antica: questa qui del morto con il cranio è una piccola necropoli. Sempre forse, beninteso.
Incuriosita da tante notizie acute (a Repubblica mica sò scemi!), ho cliccato sul link all’articolo connesso (qui), e ho appreso che la necropoli sarebbe cristiana (il perché di questa deduzione non lo dicono: te devi fidà). Si ritrovano gli stessi dati e, soprattutto, un’indicazione molto molto utile per gli Indiana Jones in erba (presente anche nella didascalia lunga sotto la prima foto della galleria):
“Il cantiere all’aperto, la cui data di chiusura è prevista per il 27 marzo, resta però in balia delle intemperie e delle possibili “incursioni” di qualche malintenzionato.“
Ecco: ci sono indirizzo, data di chiusura del cantiere, foto che fanno vedere bene dove lo scavo si trova: affrettatevi, se volete recuperare aggratise qualche pezzo antico da sfoggiare con gli amici! Sapete? Prima i cantieri di questo tipo (e non solo) erano tutti sorvegliatissimi, quando c’era Veltroni e pure Rutelli. Mica ti ci potevi avvicinare. Ora, invece, con Alemanno, le cose sono completamente cambiate. Figurati poi quando ci sono di mezzo quei tuderi dell’ATAC!
Chiusura seria: chiedo di nuovo il permesso (e me lo prendo) per proclamare quanto schifo mi faccia questa gente. Arruolano pure i morti di 2000 anni fa per i loro bassi giochi propagandistici. Notizie idiote, false, non verificate, scritte con la penna dell’ignoranza e messe giù in spregio di qualsiasi logica, e tutte tese a dimostrare la Tesi delle Tesi: abbasso Alemanno.
E il bello è che il popolo bue ci abbocca…
Aggiornamento delle 17.50: La notizia si legge anche sul Corsera. Divertente il contenuto, scritto da qualcuno non non sa nemmeno di cosa parla (siamo finiti sotto al deposito ATAC…), e che però more solito non riesce a risparmiarsi una frecciatina allo stile molto “romano” della vicenda: cioè l’inciucio, il nascondere le cose etc. etc. Vabbe’, non commento nemmeno. Per abbassarmi al livello da dopolavoro leghista dell’articolo del Corsera, mi limito solo a ripescare questo articolo qui, leggendo il quale si capisce bene quale sia il modo “milanese” di trattare poveri morti, sospettati pure di essere martiri cristiani, di quasi duemila anni fa.