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Archivi Categorie: turisti incivili

Ancora barbari all’opera. Stavolta vengono dalla civilissima Francia, dove tra galletti con le corna in testa e rivoluzionari devastatori di chiese ne sanno qualcosa di come si rispetta l’Antico e ciò che appartiene al  prossimo. Tranquilli, eredi dei celti rivoluzionari: nell’incivilissima Italia non troverete nessuno che vi farà pagare il danno che avete procurato. Anzi! C’è da stupirsi che a questi li abbiano pizzicati. Sarà, ma se potessi io a simili soggetti impedirei la possibilità di entrare nuovamente nel nostro Paese. Perché oggi hai scarabocchiato il Colosseo, e domani che torni dove sfogherai la tua verve creativa?

Aggiornamento del 12/12/11, ore 1.00: Sul Messaggero online è stata pubblicata questa lettera. Io non riesco a immaginare una guida turistica patentata che si comporti nella maniera qui descritta, ma tutto può essere, visto che di imbecilli è pieno il mondo. Il punto, drammatico, è che è vero quello che nella lettera c’è scritto, e cioè che nel Colosseo (e non solo) c’è pochissima sorveglianza. E che i turisti, spesso proprio quelli stranieri, sono estremanente maleducati e irrispettosi. La seconda cosa, purtroppo, è strettamente legata alla prima: tu, turista che entri a casa mia, sei tenuto a comportarti in maniera appropriata; se non lo fai di tua spontanea volontà, allora io ho tutto il diritto di farti comportare come è giusto che tu faccia. Elementare, eppure praticamente impossibile.

Sarò di poche parole. Sono stanca dentro, dormo poco e male. E sono soprattutto schifatissima da quello che sta succedendo in questa cacchio di Nazione. Ho solo voglia di chiudermi nel mio mondo: quello degli affetti sicuri, delle cose sicure, del mio lavoro che è anche la mia passione, quello delle persone e delle cose positive e calde. Nient’altro. Ora io so bene che l’Italia sta danzando sull’orlo del precipizio, guidata da gente scellerata, senza credibilità, così squinternata che nemmeno può più funzionare quel classico e trito riferimento all’Armata Brancaleone che di solito si fa per ogni gruppo di persone male organizzato e dalle poche idee molto confuse. Il bello è che io a questi gli ho dato pure il voto… E poi, scusatemi tanto, ma io mi sarei davvero strarotta le palle di assistere a questo continuo e ignorante riferirsi al Medioevo per commentare quello che accade oggi. Ma ve ne siete accorti o no che stiamo molto, ma molto peggio di quello che si chiama (senza sapere quello che si dice e dal basso di un’ignoranza abissale) “Medioevo”? E magari fossimo nel Medioevo, ma quello vero! Quello in cui la gente difendeva l’invasione della propria terra con onore e coraggio. Quello in cui se aggredivi il bene pubblico venivi punito senza pietà e messo alla berlina. Tanto per dirne due.

Ora, concesso qualche minuto allo sfogo, vengo al punto. Poche cose in questi giorni smuovono i miei sentimenti e tra questi c’è l’amore per la mia Città: si tratta di uno dei principi e delle ragioni che guidano la mia vita e che mi hanno fatto scegliere l’esistenza che mi sono scelta. Ecco, nei giorni passati un coglione cosmico ha usato quei due neuroni da ameba che si ritrova nella scatola cranica, e che evidentemente devono essere entrati in contatto fra di loro per qualche motivazione fortuita e dovuta alla forza di gravità (che so: avrà dormito steso sul lato destro invece che sul sinistro), per andare a sfregiare prima la Fontana del Moro a Piazza Navona e poi Fontana di Trevi. Ci si è messo proprio di impegno, il povero stronzo. Chissà cosa gli dicevano i due neuroni. Chissà quale soddisfazione questo gli ha dato. E me ne frega assai che la Fontana del Moro non sia più quella antica: il povero stronzo non credo lo sapesse e non credo proprio che prima di colpire se ne sia andato in biblioteca a prendere informazioni sull’originalità dell’opera. A latere, mettiamoci pure il coglione americano che s’è messo a scavare vicino al Colosseo e che ha tentato di portarsi via pezzetti del monumento. Lo hanno preso coi pezzi di travertino in tasca, ma qualcuno mi spiega come sia stato possibile che questo imbecille abbia potuto agire indisturbato? Qualcuno mi spiega come abbia potuto avere il tempo di staccarseli, quei pezzetti, e di imbertarseli nei pantaloni? Chi pagherà per tutto questo? E la cosa che mi rode di più lo sapete qual è? Che a questo criminale dovrebbe venir negato l’ingresso in futuro nel nostro Paese: sei persona pericolosa, a Roma hai spicconato il Colosseo e se vai a Verona che fai? T’attacchi all’Arena? Se vai ad Agrigento ti metti a sbocconcellare il Tempio della Concordia? Via! Persona non gradita. Invece no… Non andrà così. Ecco: qui un po’ di sano “Medioevo” ci starebbe tutto…

Tornando all’argomento principale, ecco la notizia che mi ha fatto venir voglia di scrivere questo post: stamattina hanno preso il bastardo di Piazza Navona. Non gli faranno niente, state sicuri, e anzi troveranno anche una giustificazione al suo gesto.  In compenso ci sarà la solita cagnara che il sindaco è un incapace e non garantisce la sicurezza, che bisogna mettere le telecamere per  vigilare sui monumenti (e daje a magnà!), poi diranno che il tipo è un romano (io ti toglierei la cittadinanza, indegno schifoso che non sei altro) e che quindi lo vedi che i criminali non sono tutti stranieri? E via bestemmiando. Ma niente cambierà.

Niente cambierà.

Lo sfogo è stato più lungo del previsto. Avevo esordito scrivendo che sarei stata breve e me ne scuso. Vabbe’, amen. In fondo questo è anche un po’ il mio sfogatoio, e ora va così. Io so solo che se là fuori vedo qualcuno che alza solo le mani sulla bellezza che ho intorno, sulla mia Città,  io le mie, di mani, gliele metto addosso. Ormai siamo in guerra. Non c’è più tempo per le discussioni, i sofismi, cercare di capire e di cambiare. Basta con le chiacchiere e le parole. Fatti. E i fatti si fanno (anche) con le mani.

 

Ieri sera, ma sarebbe meglio dire stanotte, sono andata a dormire tardi. Erano quasi le 2 e, come non accadeva da tempo, ho sentito nuovamente salire dalla strada alla finestra di camera mia l’inconfondibile urlo massificato della mandria americana dedita al pub crawl. Sorpresa, visto che era parecchio tempo che ciò non avveniva più, avrei voluto alzarmi per andare a controllare dalla finestra e confermare la mia impressione, anche perché stanotte la durata dell’urlo è stata notevole ed eccezionale: doveva corrispondere a una mandria molto numerosa. Ma ero troppo stanca e mi son detta: “Tanto se le ronde degli ubriachi son riprese, domani sera le risenti”. Tempo 5 secondi però e il mio cervello, invece di spegnersi e dedicarsi a qualche ora di sonno, ha cominciato a smadonnare in turco. Mi sono così ritrovata a chiedermi, per l’ennesima volta, perché cacchio qui non si possano avere ronde di poliziotti o di chi vi pare per impedire che questo accada. Ma funziona solo nei film americani? Questi vengono qui e devono essere liberi di fare di tutto? E nessuno, dico nessuno che protegga i cittadini? E’ o non è un diritto dei cittadini quello di dormire in santa pace alle 2 di notte? A quanto pare a Roma non lo è. A Roma puoi fare qualsiasi cosa,  come sfasciare una fontanella storica in pieno centro e metterti a ballare nudo in mezzo a una corona di coatti che ti urla “frocio frocio”, e poi scajacce pure un paio de cazzotti, tanto per dire. Del resto abbiamo un sindaco che ritiene che al Centro abiti solo gente sì ricca, ma soprattutto vecchia e triste, mentre la mejo gioventù vive nelle periferie. Peccato che poi i pischelli per divertirsi vengano a rompe il caxxo qui (lo sai, Alemà?) ai vecchi che ci abitano, tra i quali la sottoscritta, che è pure molto ma molto triste. E ricca, come da clichè.

Quindi quanto vuoi stupirti se apri il giornale e trovi questa notizia? Per carità e che sia chiaro: io non giustifico affatto il gesto, che va condannato senza se e senza ma. Cerco solo di analizzarlo. Se davvero può essere accaduto che questo povero ragazzo abbia perso la vita a seguito di una rissa nata dalle proteste dei residenti (cosa che, per inciso, mi sembra un po’ balenga), che questo sia di monito a chi la quiete pubblica la deve tutelare e non lo fa. Perché se davvero le cose sono andate come nell’articolo vengono descritte, questo è un segnale pessimo. L’ultimo di una serie di episodi/segnali che erano tutti avvertimenti. Avvertimenti che non sono stati nemmeno considerati. E’ il segnale che pure le persone miti che abitano in Centro e a Monti (a Monti ci sono nata e cresciuta, ci vivo e so chi ci abita) ne hanno le palle piene, e che in assenza dello Stato è nata l’idea che la giustizia te la devi fare da te. E questo non è bello.

Aggiornamento del 30 giugno, ore 17.00: Il ragazzo non è morto, come girava notizia ieri, ma è vivo, sebbene ancora gravissimo. Forza, Roberto!

Il pub crawl.

Uno schifo indecente che da anni, ripeto: anni, vedo e sento (soprattutto) sotto le finestre di casa mia. Mandrie di lobotomizzati anglofoni che si fanno il giro dei pub della zona per ubriacarsi. Ci puoi mettere l’orologio: annunciati da un boato che potrebbe venire dall’Ade, a una certa ora li vedi attraversare la strada sempre nello stesso punto, e dopo un po’, riemergere sempre nello stesso punto e sempre alla stessa ora. Di solito verso l’1.30, quando la gente normale dorme. Ma a loro che je frega? Bloccano la strada, barcollando e urlandosi l’un con l’altro. Barbari incivili. Con gli anni li ho visti  organizzarsi per bene. Prima erano solo gruppetti, poi una sottospecie di cortei non autorizzati con coglioni loro simili che li gestiscono: bloccano il flusso delle macchine per farli attraversare, li tengono in gruppo (hai visto mai si perdessero), stanno attenti a che non scendano dal marciapiede, ché ubriachi ciucchi come sono ci vuole un attimo a finire sotto una macchina.

Col tempo ho visto fiorire siti internet che pubblicizzano questa indecenza. Ho visto coglioni fare volantinaggio. Ho visto le mandrie farsi sempre più grosse e urlanti.

Poi è venuta l’ordinanza anti alcol del Comune di Roma. C’è scappato anche il morto, questa estate. E allora le mandrie si sono calmate. Ma non hanno smesso di impestare la città.

Oggi sulla Cronaca di Roma leggo questo articolo: Stop allo struscio alcolico dei pub crawl. Chiusi i locali che ubriacano i giovani.

Dico solo una cosa: ci sono voluti anni perché si agisse, nonostante le proteste dei cittadini. Ci voleva forse la giunta comunale nuova? Ci voleva Alemanno? Ora io pretendo che tutto questo finisca. Non me ne frega niente della salute di questi microcefali che decidono di ammazzarsi con l’alcol (lo so: sono una bestia). Mi interessa solo che la mia Città non diventi terreno di barbarie. Ste cose se le facessero a casa loro.

I fatti:

- Una cogliona turista inglese ha fatto il bagno nella Barcaccia, a Piazza di Spagna;

- Un’ancor più cogliona e criminale turista olandese ha inciso il proprio nome con un coltellino sul bordo di Fontana di Trevi. Si è giustificata con i vigili urbani che l’hanno colta in flagrante dicendo di non immaginare che una cosa del genere fosse vietata. Eh sì! Infatti la Fontana di Trevi è piena zeppa di incisioni e graffiti coi nomi dei turisti! Cogliona! E bugiarda! E stronza! La tipa è stata denunciata a piede libero. Io l’avrei affogata direttamente nella Fontana. O, in alternativa, l’avrei sbattuta al gabbio per un po’. Oppure (pena più grave di tutte): le avrei impedito di rimettere piede a Roma.

Barbari! Non ne siete degni!

… turismo incivile da paesi civilissimi.

Qualche giorno fa dedicavo un po’ di righe a quella categoria a me intollerabile che sono i turisti incivili di stanza a Roma. Quelli compiaciutamente civilissimi in Patria (la loro) e sbarbareggianti qui. Tra le di loro gesta, le più odiose, inserivo il vizietto di non fare il biglietto sui mezzi pubblici (i nostri).

Appunto…

Sono Romana. Abito in centro. Vivo a contatto continuo con quello che qui è chiamato con termine sublime turistame (avrei voluto inventarla io ‘sta parola! E usarla a manetta, qui e ovunque!). I turisti me li studio: per strada, sull’autobus, nei musei, nelle chiese, nelle aree archeologiche, nei negozi e nei bar. Ce li ho sempre fra i piedi, e la sociologia del turista mi affascina: lo confesso. È, infondo, un gioco idiota e assolutamente gratis che posso fare passeggiando o stando immobile alla fermata dell’ATAC, senza alcuno sforzo: sono loro che mi passano davanti agli occhi. Io devo solo guardare.

E, a volte, i turisti mi fanno incazzare. A bestia. Fanno casino. Non pagano il biglietto sui mezzi pubblici, e quando vengono beccati dai controllori fanno certe scene penose che il più self-believing furbo italiota al confronto è un gran signore. Al Foro Romano giocano a tirarsi i marmi che raccolgono per terra (per dirne una). Ovunque si arrampicano su statue e fontane per farsi le foto. Pisciano per strada (sì, ho visto anche questo, e in pieno giorno). Bivaccano. Mangiano ovunque. Non hanno rispetto di chiese e monumenti. Capita pure che stacchino pezzi di  Colosseo per portarseli a casa…

Per non dire che non esiste “Vietato calpestare le aiole” che regga: se lorsignori si devono svaccare sul prato di Piazza Venezia (ancora per dirne una), lo fanno. Prova a farlo a casa loro, poi vedi. Ma il massimo, secondo me, è quando tentano di attraversare a membro di segugio la strada come facciamo noi. Ossia: dove ci pare. Non ne sono ovviamente capaci. Certo: lo vedono fare a noi, che ce l’abbiamo nel DNA, e pensano che Yes! Here I can! E vai allora coll’attraversaggio fuori dalle strisce pedonali o a semaforo rosso (per loro). Magicamente, però, in tal caso l’automobilista, che con gli indigeni è in simbiosi e continua a guidare consapevole che il proprio concittadino mai gli finirà sotto la machina,  di fronte all’ospite straniero impenna, svicola, smortaccia… e non si ferma manco per niente, of course. Col risultato che i coglionazzi di turno se ne tornano – coda fra le gambe e umiliazione coram populo – sul marciapiede, cercando subito il semaforo più vicino memori di quanto al loro Paese fa civile attraversare sulle strisce (ecco, bravi: lasciate ‘stà! So cose da trogloditi. Nun è robba pe’ voi…).

Beninteso: non è che siano tutti così. Ma buona parte è così. E questa buona parte proviene sorprendentemente dai quei Paesi che si reputano civili e superiori. A noi. Da quei Paesi che anche i nostri Italiani complessati ritengono abitati da creature divine, civilissime e superiori. Sì… tipo quelle che tutte le sere si ubriacano, e fanno casino, e pisciano (sì, ancora) e urlano per strada, senza pensare che le facciate dei palazzi nascondono, appunto, i palazzi. E che dentro i palazzi le persone che quei palazzi li abitano forse, alle 3 di notte, dormono… O pensano di stare a Hollywood? È cosa vecchia, del resto…

Insomma, è chiaro: a casa loro fanno i perfetti, compresissimi nella parte. Vengono qui, e sarà il sole? Le civili regole che dirigono il loro civilissimo cervello quando sono nel proprio stracivilissimo Paese saltano di botto. Bum!

E allora fanno cose tipo queste.

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