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Archivi Categorie: sinistrorsi

Fazio, riarrotola la lingua...

Sono giorni di corsa questi per me. Però qualche minuto per copiaincollare queste due cosucce qui di seguito c’è. E se non c’era, l’ho trovato.

Guido Liberati, Boldrini dà l’esempio e riempie l’ufficio alla Camera di “trombati”, compagni di partito e figli d’arte 

«Dovremo dare strumenti a chi ha perso il lavoro o non lo ha mai trovato, a chi rischia di smarrire perfino l’ultimo sollievo della cassa integrazione, ai cosiddetti esodati, che nessuno di noi ha dimenticato». Laura Boldrini lo aveva annunciato nel suo discorso d’insediamento da presidente della Camera. Detto, fatto. Nel suo ufficio di presidenza ha immediatamente trovato posto per chi ha perso il seggio, anzi, il lavoro. Di Roberto Natale, che sarà portavoce dopo essere stato candidato e trombato con Sinistra e libertà, si è detto e scritto abbastanza. Si sa meno degli altri nomi che L’Espresso ha pubblicato in anteprima. Consigliere politico sarà Carlo Leoni, candidato e trombato con Il Pd. Nel suo discorso la Boldrini aveva anche sollecitato la necessità di dare risposte ai giovani. Impegno mantenuto anche sotto questo punto di vista. Con un occhio particolare ai giovani figli di politici illustri. Così Giulia Laganà, figlia di Tana De Zulueta (la giornalista inglese che era venuta a darci lezioni democrazia e che ha lasciato tracce dimenticabili nella sua attività di parlamentare Ds) sarà addetta ai rapporti internazionali. Valentina Loiero, figlia dell’ex governatore della Calabria, Agazio Loiero (Ds), sarà a capo della comunicazione, nonostante la “macchia” del passato come giornalista del Tg5 berlusconiano .

Alla comunicazione internet l’unica mosca bianca: Giovanna Pirrotta può contare solo su un trasparente curriculum in Rifondazione comunista e da redattrice di Liberazione. Perché va bene non essere figli d’arte, ma almeno la tessera del partito giusto bisogna averla. Peccato che in tutto questo la neo eletta abbia di fatto quadruplicato lo staff derogando all’etichetta che prevede che il presidente della Camera si porti con sé solo un portavoce, ma faccia poi affidamento per gli altri incarichi sui numerosi e ben pagati giornalisti dell’Ufficio stampa di Montecitorio. In tutto questo, con sprezzo del ridicolo oggi la Boldrini ha sciorinato un altro sermone dei suoi. Dopo l’incontro con l’ambasciatore americano David Thorne, ha sospirato accorata: «Gli italiani stanno soffrendo, le istituzioni devono dunque dare l’esempio».  Assumendo i trombati, i compagni di sezione e i “figli di”?

Se poi leggere Il Secolo XIX non vi piace, allora c’è l’Espresso online di ieri (che tanto la solfa è sempre quella):

Telesio Malaspina, A Boldrini piacciono i ‘figli di’

A Montecitorio, nel nuovo e numeroso ufficio stampa della presidente, ha trovato lavoro la progenie del’ex ministro Agazio Loiero e dell’ex onorevole De Zulueta. Recuperato anche Roberto Natale, il sindacalista trombato con Sel.

Uno staff di comunicazione quadruplicato, alla faccia della sobrietà. Il presidente della Camera Laura Boldrini, innovando la tradizione per cui ogni nuovo capo di Montecitorio arriva col proprio portavoce (e solo con quello) e si appoggia per il resto all’ufficio stampa del Palazzo (che conta già sei giornalisti), ha preso a lavorare con sé altri quattro giornalisti “esterni”. L’elenco comprende: Valentina Loiero, figlia dell’ex dc e poi Pd Agazio, nominata capo della comunicazione; Roberto Natale, già presidente della Federazione nazionale della stampa, ricollocato da Vendola come portavoce del presidente dopo la mancata elezione con Sel; Giulia Laganà, addetta ai rapporti con gli organismi internazionali, nonché figlia dell’ex parlamentare Pd Tana de Zulueta; Giovanna Pirrotta, che si occuperà dell’immagine sui social network e nuove tecnologie. In più, per pareggiare il rapporto tra “figli di” e “trombati”, a far da consigliere politico-istituzionale alla Boldrini sarà Carlo Leone, già vicepresidente della Camera in quota Pd, non rieletto. Uno staff ponderoso per chi, appena insediato, già chiede sacrifici ai dipendenti di Montecitorio.

Eh, che gran donna la Boldrini…

Aggiorno alle 20.40, prendendo questo post dal blog di Elly. Il primo link è inquetante… Si commenta da sé.

Dice: “Perché non dici serenamente a tutti che sei a destra?”.

E’ semplice, e lo ripeto per chi non vivendo il razzismo etico della sinistra – anche quando è mascherato da pelossissima falsa comprensione, quella che poi alla fine chiede l’autodafé – non lo capisce: finché esisterà gente come l’Annunziata, e finché – soprattutto – a questa gente sarà permesso di straparalare coi soldi pubblici e quindi anche miei (che le tasse, pur votando a destra le pago, guarda un po’…), alimentando l’odio razziale in chi ha bisogno di questo per sentirsi migliore (perché niente e nessuno mi leverà mai dalla testa che la stragrande maggioranza di chi vota a sinistra lo faccia perché si sente migliore e perché ha un bisogno disperato di sentirsi parte del Gregge dei Giusti) io non potrò mai essere libera di proclamare la mia fede politica ovunque e comunque. E’ un ragionamento ripugnante in primis a me che lo faccio, ma l’esperienza di anni mi ha costretto a questo.

Guardatela Lucia Torquemada come incalza il suo interlocutore in un altro incontro con Alfano di qualche mese fa  (qui). Guardatela come lo disprezza. Guardatela come, parlottandogli sotto a ogni (o quasi) risposta, lo deride e lo smentisce. Guardatela come, suadentemente, lo tratta da povero scemo cercando di fargli dire quello che lui non ha nemmeno in testa, per poi inchiodarlo alle sue teorie e condannarlo sul tribunale mediatico di casa, convinta di stare dalla parte del giusto e completamente disinteressata alle buone ragioni dell’altro. La Santa Inquisizione faceva uguale. E Lucia Torquemada non è nuova a fare la inquisitora: ce lo ricordiamo tutti come speculò ignobilmente sulla gaiezza di Lucio Dalla morto da poco, no?

Sabato all’ora di pranzo mi è capitato di vedere il Tg3 nazionale. Nel servizio sull’elezione della presidenta della Camera (e mamma mia su questo quanto ci sarà da dire…) la giornalista ha commentato: “Truci le facce a destra…” (qui, minuto 13.50, più o meno)

Truci.

Capito? Per l’Annunziata siamo impresentabili. Per la giornalista del Tg3 siamo truci. Noi, che gli paghiamo lo stipendio, che esistiamo e che non la pensiamo come loro.

I Giusti ci vedono così: truci e impresentabili. La purga è già pronta, tranquilli. Per ora siamo nella fase precedente, quella della derisione e dell’offesa libera.

Poi uno dice: “Perché non dici serenamente che sei a destra?”… (Risposta: “Perché mi sono rotta le palle di interloquire coi cretini, e perché con questa gente non ci può essere dialogo. E perché il mio tempo è prezioso e non lo posso sprecare così. E perché non sono un’idealista, ma amo guardare la realtà per come è. Perché Don Chisciotte che lottava coi mulini a vento non è mai stato il mio eroe. Perché, preso atto di come stanno le cose, passo a considerare le conseguenze. E le conseguenze sono che io all’autodafé non mi ci sottoporrò mai”)

Oggi pomeriggio, tornandomene a casa per Via Cavour, ho notato il solito fenomeno dei manifesti che pubblicizzano “cose di destra” (che ne so: Berlusconi, Storace, Meloni…) strappati accuratamente via dal muro o dal loro supporto da manine tolleranti e sinceramente democratiche, entrate in azione per cancellare ogni presenza dell’Altro, che poi è l’Avversario, il Nemico, Quello che sta Contro. “Monti dica contro chi combatte“, chiedeva smanioso qualche giorno fa Bersani; e se Monti facesse per sé e non contro qualcuno? E quel qualcuno, nel caso, potresti anche essere te, lo sai? E’ un’opzione possibile, lo sai Pieluigino? Insomma, mentre risalivo la via e mi sfilava sotto gli occhi questa fantastica galleria di décollages contemporanei, manco fosse passato di qui Mimmo Rotella redivivo, arrivo quasi al portone di casa e ti trovo il manifesto qui sotto. Poveracci: pensavano di annullare quella fascistona di Giorgia Meloni.

E invece gli è andata peggio.

giorgia meloni

Premesso che per me ognuno può fare in camera da letto quello che vuole, e premesso che delle sorti politiche di Silvio Berlusconi mi interessa solo per quel che concerne il bene del Paese (le sorti personali sono fatti suoi), trovo assolutamente volgare e vomitoso questo accanirsi contro la ragazza che da un po’ di tempo gli compare al fianco: Francesca Pascale. E perché? Perché avrebbe girato questo video qui sopra. Circola in rete da giorni, io l’ho visto solo oggi. E mi sono chiesta: tutto qui? Stupidamente, lo riconosco: ormai dovrei conoscerli i sinistronzi (perché di questo qui si tratta) e sinistrati, i poveracci che se pure il Cav fiata lo accusano di dare fuoco a una scuola piena di bambini. Questo qui sopra è un brano dallo scandalosissimo video girato da Francesca Pascale. E i sinistronzi, che stravedono per un tal Vladimiro Guadagno, in arte Luxuria, che le marchette le ha fatte sul serio (ma lui può: lo certifica la sua fede politica) e osannano Ilona Staller detta Cicciolina, un’altra che proprio non è stata un’educanda (lei può: quando i Radicali l’hanno portata in Parlamento trattavasi di operazione rivoluzionaria, mica di pura mignotteria), inorridiscono per una ragazzetta che ha girato un video – cafone quanto si vuole – ma del tutto innocente. Ma che volete farci? La ragazzetta in questione è l’attuale compagna di Silvio Berlusconi, e come tale la peggiore delle meretrici e la più sozza delle donne. Senza vergogna. Senza dignità. Senza anima. Non come chi ha dato via il culo e tutto il resto per soldi: questi no, questi possono anche sedere in Parlamento. Loro stanno dalla parte dei giusti. Loro possono.

Poi ci si chiede perché gli Italiani hanno sempre più a schifo la politica.

ps 1: il video che ho messo è orribile, mal fatto, ma assolutamente indicativo dell’atteggiamento da caccia alla strega nei confronti della Pascale… Attenzione! Francesca Pascale è quella col costume rosa!!! Se la beccate per strada, issatele il rogo!!!!

ps. 2: poi ci sarebbe pure da parlare di tutte le coppie con anni e anni di differenza, quelle per le quali nessuno si scandalizza. Ma, se ho tempo, magari un’altra volta. Solo che non riesco a smettere di pensare alla Iotti e a Togliatti… Ma loro potevano. Stavano dalla parte dei giusti.

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Roma è tappezzata da questi manifesti da lunedì. Ovunque. Ma questo va bene, si può fare. Una fondazione vicina a Renzi che fa pubblicità – pagandola - al Sindaco di Firenze sul Corsera, no. Che poi, scusate, ma qui chi paga? I comitati per Bersani hanno sforato il tetto delle spese, o il concetto vale solo per Renzi? E’ pubblicità abusiva o regolare? Cioè, fatemi capire: Bersani può e Renzi no? Avessi visto in giro  un manifesto che è uno che invita a votare Renzi. Del resto, tocca stare attenti, che se esageri e ti fai pubblicità i Tre Rosiconi chiamano le truppe cammellate piagnucolando e ti fottono.

Certo che noi a destra faremo pure ridere, pena e rabbia, ma a sinistra – mi permetto - fanno proprio schifo. Manco all’asilo certe scene… E questi pensano di governare l’Italia. E di cambiarla, che è il concetto che mi fa più orrore (purghe in arrivo? Liste di proscrizione?). Un comunista che pretende di cambiare l’Italia mentre tutti sanno che se stiamo così ridotti è anche per colpa loro, mi fa paura. Basta in realtà solo pensare che non cambieranno un bel niente. Anzi, applicheranno il motto del Principe di Salina: “Tutto cambia affinché nulla cambi”. E’ proprio nella loro natura, un marchio di fabbrica evidentissimo pure a chi di politica ne sa poco e ne capisce meno come me. Perché qui non si tratta di politica, ma di comportamenti umani. E’ del resto forse un caso che Bersani abbia preso una valanga di voti al sud? Quei voti che quando vanno a destra sono della mafia e della camorra, ma quando vanno a sinistra no, sono voti di gente perbene?

Così, quelli che domenica vorrebbero partecipare alle primarie, non potranno. Perché la paura fa 90. Perché la libertà chi vota Bersani e ha votato i Tre Rosiconi, non sa cosa sia. Perché loro, quelli che sostengono Bersani, nei propri manifesti invitano a votare tutti, ma in realtà tutti vuol dire: tutti gli amichetti miei, miei e dei Tre Rosiconi. Non chiunque voglia partecipare, e magari portare qualche votarello al Bersani suddetto. Ci sono le regole!!! Non ci vuole tanto a capirlo: è da decenni che millantano la pratica della democrazia mentre all’atto pratico fanno completamente l’opposto, i cari campioni della doppia morale.

Appestare Roma di manifesti abusivi (e Roma è grossa), salvo poi appellarsi alle regole del garante per due pagine su un giornale pagate da una fondazione che sostiene il nemico rientra perfettamente nella loro mentalità. E così cambieranno l’Italia.

Quindi mi raccomando: domenica 2 dicembre andate tutti a votare Bersani!

Piccolo aggiornamento delle 21.30: dal contatto Twitter del blog Roma fa schifo prendo questa fotografia qui. La strada in cui l’attacchino lavora è Via Cavour, che è poi la strada in cui abito. La fotografia che ho pubblicato a capo del post è stata presa alla fermata Cavour della metro B stamattina, sulla stessa strada. E oggi è giovedì… Qui a Monti siamo stati praticamente martellati dal VotaBersani. Col caxxo che ti voto! 

Sono al momento in corso le primarie per il candidato premier del centrosinistra. Io tifo Renzi. Qualche motivo? Ha avuto coraggio, e io amo chi ha coraggio. E’ andato contro tutto e contro tutti, e solo per questo è da elogiare. E’ uno che fa: presidente di Provincia, poi sindaco, tiene famiglia, si candida per le primarie… Questo li farà correre a tutti, se vince e se lo lasceranno fare. E tu ce li vedi i politici a lavorare? Naaaa… Renzi sta dimostrando quanto sia opprimente l’apparato del Bottegone (sì, il Bottegone: anche se fisicamente nel palazzo di Botteghe Oscure loro non ci sono più, il Bottegone ce l’hanno nel cervello), quanto sia difficile per l’Italia liberarsi dalla gerontocrazia e dall’immobilismo. Renzi se ne fotte, parla chiaro e parla spesso contro di loro, una lingua che loro non capiscono, abituati come sono a ragionare/parlare a pacchetto. E’ per questo che lo deridono, ed è per questo che lo odiano (ve lo ricordate questo?). Sì, lo odiano. Ho sentito troppe volte dire “Renzi? Io lo odio” per non adorarlo e fare un tifo sfrenato per lui. Anzi, una di queste volte va raccontata…

Qualche giorno fa, con il mio solito migliore amico, si parlava proprio di primarie. Sussurro la parolina Renzi e non faccio nemmeno in tempo ad attaccarci il punto interrogativo che… “Renzi? Io lo odio! Come lo odiano tutti, del resto”. Ora, sentire una persona normalmente mite che arriva a esprimersi così mi ha dato la misura di molte cose. “Lo ODI, addirittura?” – e qui ho fatto in tempo a velare le mie parole con un tono leggermente derisorio – “Non ti sembra un po’ esagerato? Io non lo odio… Che ti ha fatto Renzi per arrivare ad odiarlo? ODIARLO, oh! Da quando in qua tu odi?”. Espressione sua di disgusto e poi, a seguire: “Fa troppo il Berlusconi”.

Ah, ecco. Fa troppo il Berlusconi.

E che sia così, lo sappiamo. Nel senso che lo odiano per questo: ha osato parlare con il Demonio, con il Male in persona: da quel giorno si è sporcato l’anima che manco una patacca di sugo sulla camicia bianca. Non ha improntato la sua campagna elettorale a parlare male della destra e del Berluska. Osa usare il concetto ”liberalismo in economia”. Osa promettere meno tasse e non ce l’ha coi ricchi. E poi… orrore e raccapriccio! è andato a La Ruota della Fortuna, ed è stato lì che ha perso la sua verginità. E questa quando la perdi, la perdi: non puoi più essere riammesso nella Sacra Congrega del Bottegone, che accetta solo gli Immacolati. Ed ecco quindi che lo hanno deriso e lo deridono in tutti i modi, ecco che anche contro di lui hanno avviato la gioiosa macchina da guerra: contro di lui e contro i suoi elettori, paragonati a quelle merde umane dei berluscones: falsi, guasconi, sordi alle problematiche dell’ambiente, razzisti, col pensiero fisso del sesso, opportunisti e vagamente democristi. E va da sé che è per questo che Renzi a destra piace: è come noi, infimi errori di natura.

Io so solo che nella mia vita vera ce l’ho sul serio una che quando andiamo a mangiare la pizza in pizzeria, ma di quelle pizzerie che ti ci muovi con la macchina perché la pizza è speciale, si prende sempre le cozze, anzi: l’impepata di cozze (l’avete visto il video?). La signora, però, ha fatto politica in Rifondazione Comunista, è una di quelle avvelenate, ultimamente ha proclamato che vuole tornare a fare politica attiva, e non credo di certo vada a votare per Renzi.

Ed è per questo che oggi sarebbe bellissimo se Renzi vincesse: vedere le facce appese dei conformisti sinistroidi che ragionano a luoghi comuni non avrebbe davvero prezzo. Quindi forza! Luridi, pseudoberlusconiani elettori di Renzi, regalateci un sogno!

E però poi magari rompete di meno le palle sui social, con le vostre cronistorie fotografiche di quando avete votato, come avete votato, chi c’era con voi, chi c’era al seggio, che fate prima, che fate dopo, sensazioni, sentimenti, fedesperanzaecarità… marò, che palle… (ché lo sappiamo che c’avete tutti quel vizio di fabbrica là: vi piace tanto fare i bravini, i primini della classe, vi dovete appuntare al petto la medaglia di quelli che fanno quello che va fatto e portarla in giro orgogliosi e col sorriso ebete compiaciuto in faccia…)

Post vagamente nonsense

Ieri nella mia cassetta della posta ho trovato i volantini di Vendola. Intendo quelli per le primarie. C’è qualcosa che mi ha spinto a scansionare questa roba per metterla qui. Non so cosa sia… Forse due cose, principalmente. La prima riguarda il profondo fastidio che mi dà vedere un politico che ancora ha il coraggio di presentarsi come una persona per bene. Che poi se c’è una categoria di persone (non solo politici, of course) da cui diffido sommamente sono proprio quelle che si presentano come “per bene”: puoi stare certo che non lo sono affatto. Ora, non si tratta di qualunquismo, ma proprio che questi (sono tornata ai politici) non c’hanno dignità. Io capisco che sei stato assolto di recente, ma non trovi un po’ di cattivo gusto ed un filino inelegante cavalcare a schioppo le recenti vicende giudiziarie? Ma poi stiamo ancora al migliorismo della sinistra? Ma ci siete rimasti solo voi a crederci, lo sai caro Nichi? Del resto, uno dei motivi più forti che spinge la gggente a votare a sinistra è proprio la convinzione di far parte del popolo eletto. E te ce lo sai, Nichi furbacchione. Che poi a ben vedere Nichi mica ce la mette la faccia. No. Ci mette il disegno a fumetto. Tipo avatar. Ce l’ha pure su Twitter al suo account. Nichi Fumetto. Fa figo, se pensa lui. Io lo trovo straniante, come del resto qualsiasi parola possa uscire dalla bocca della nostra classe politica. E il disegnetto al posto della faccia era il secondo motivo.

Poi le comiche (che già fino ad ora…). Il volantino arancione, quello sui tagli (qui sopra). Che ci tiene ad informarci che “Dal I Municipio (che è la parte di Roma chiusa nelle Mura Aureliane, altrimenti detta “Centro Storico” e dove io abito, nota mia) Il mondo della Cultura (rispettosamente con la C maiuscola, nota mia) sostiene Vendola per il rilancio del Paese”. E a me, scusatemi tanto, dopo che mi sono chiesta “Ma chi cacchio sono questi del Mondo della Cultura che sostengono Vendola? Cioè, metteteme i nomi e cognomi, cialtroni buffoni che non siete altro!”, ed essermi immaginato tutto ‘sto fantomatico Mondo della Cultura asserragliato nel Centro Storico di Roma a sostenere Nichi Vendola, è venuto in mente questo siparietto tra Francesco Venditti e la madre Simona Izzo a Pechino Express…

Il legame è chiaro, no? ;)

ps: e comunque dopo ‘sto video io mi sono innamorata perdutamente di Francesco Venditti :P

Sono giorni che Roma (almeno quella dentro le Mura Aureliane) è invasa da questi manifesti. A ogni angolo, in ogni strada. Mi chiedo quanto siano costati. E comunque, quelli che li hanno concepiti imparassero il romanesco: l’apostrofo a “n’cazza” va prima della “n”, visto che segna la mancanza della “i” iniziale; idem per “n’trallazza”. Si tratta di usare la logica, no di distribuire gli apostrofi a membro di segugio perché fa tanto Trilussa. Inoltre: buona regola di italiano vuole l’accento su “dài” esortativo, e l’apostrofo a “mo’ ” temporale. Detto ciò: qualche virgola qua e là non ci sarebbe stata male, giusto per riprendere fiato.

A Roma c’è tutta una genia di persone che fanno i Pasquini, perché cresciute con i film di Luigi Magni; pensano che basti saperli a memoria per conoscere Roma papalina, la Repubblica Romana e lo spirito dei sonetti del Belli. Poi, però, non sanno scrivere nella lingua del Popolo di cui si autoeleggono voce sincera. Ma del resto il loro eroe, quello che hanno tanta smania di andare a votare, non sa nemmeno l’italiano. Non glielo hanno imparato.

 

Non ci vado per il sottile. Non posso. Ci sono cose sulle quali non transigo.

Leggo su Il Giornale che questo essere (quello del titolo), che non posso chiamare “uomo”, avrebbe dichiarato in Parlamento oggi:

“Formigoni vuole ritornare in campo? Allora, i vari Formigoni e Scopelliti io li farei ritornare in campo, ma in un campo di concentramento!

Oggi ricorrre l’anniversario del rastrellamento del Ghetto di Roma, una data atroce. Se una frase come quella di Barbato fosse stata pronunciata in un giorno qualsiasi, avrebbe fatto schifo. Detta oggi, fa ribrezzo. Detta a Roma, città che a Barbato gli dà da mangiare, è infame. Detta da chi si fa portavoce della legalità e della parte migliore del Paese, è indecente. Che tutti i Migliori della carta stampata e della politica stiano ancora zitti, è nella norma: in Italia non sono tutti uguali, ma c’è chi è più uguale degli altri. E pure chi è più migliore degli altri.

Ripassati la storia, onorevole. Porta rispetto per la Città che ti ospita. Porta rispetto per chi nei campi di concentramento c’è morto. O forse ne sei felice, da quel fasciocomunista che in fondo sei?

La cronaca

Ieri sera stavo a casa del mio più caro amico. Lui mi fa: “Mettiamo su La7, che c’è il tg”. Ok. Mettiamo su La7. Mentre trafficavamo in cucina per la cena, mi arriva all’orecchio la notizia: “Walter Veltroni ha detto che non si ricandiderà al Parlamento”. Di primo acchito ho pensato: E ‘sti ca…? Poi però ho preso a ragionare (diciamo) e allora ecco le domande: Non si ricandiderà al Parlamento… E dove si candiderà? Che vuole fare? Perché? Perché non si ricandida al Parlamento. Nel giro di tre nanosecondi la mia mente ritrova l’incubo: questo si candida a sindaco di Roma, guarda come va a finì…

Gelo.

Intanto il servizio andava avanti, e la voce di commento riportava questa solenne affermazione del suddetto: “Rinunciare a fare il parlamentare non vuol dire rinunciare a fare politica. Continuerò a fare politica, ad impegnarmi in quello a cui ho sempre creduto, cioè l’impegno civile, la battaglia di valori sulla legalità”.

Gelo, di nuovo. E cetriolo gigante in arrivo, altro che Cleopatra

Poi, quando sono tornata a casa, ho dato un’occhiata ai siti, ai giornali online, e ho appreso che l’annuncio era stato dato a Che Tempo che Fa, davanti a Don Fabio Fazio. E ho anche visto che tutti ne parlavano, grande stupore, Ohhh… Veltroni lascia, che bell’esempio, magari facessero così anche gli altri!

Oggi vedo che poco è cambiato. La notizia mi sembra tenga banco, e ancora chi loda il gesto, chi si augura che rinunci anche al corposo vitalizio, chi spera che anche altri lo seguano, e c’è pure chi crede che sia arrivato il momento di andare in Africa, come da vecchia promessa mai mantenuta. Ora, siccome ho deciso di capire a fondo che cosa l’ex sindaco abbia detto da Don Fazio, mi sono cercata il video su Youtube e ho optato per qualche minuto di masochismo puro: ho visto la registrazione dell’intervista.

Le mie considerazioni

Orbene: potrei sapere, di grazia, su quale base si illaziona che Walter Veltroni si ritirerà dalla politica? Lui non dice questo, anzi. Chiaro e tondo: “Continuerò a fare politica”. Non solo: fa pure ipocrita ironia (come è nel suo stile) sull’annunciato ritiro in Africa del 2006, rivelando dopo 4 anni e mezzo che non andò in Africa perché gli fu chiesto di candidarsi a Premier, e cioè (nel suo modo di vedere) a Salvatore della Patria; un po’ come fu chiesto a Celestino V di lasciare l’eremitaggio e farsi papa (ora che ci penso: De Gregori non c’ha scritto una canzone su Celestino V, dedicandola a Veltroni?). Non ci dice cosa, precisamente, farà. Parla, come consueto, di aria fritta. Confonde le acque. Fa il vago. Si autoincensa con atteggiamento di vittima sacrificale e si sbrodola di acqua e zucchero. Roba da picco glicemico, as usual. Ora, la vaghezza dell’uomo è talmente evidente, e chi lo ha avuto a sindaco per sei anni – malsopportandolo e vivendone tutta l’ipocrisia e la vacuità – certe cose le sa riconoscere. Parlo di me, se non fosse chiaro. Di me che non capisco perché stiano tutti a strapparsi i capelli (o a gioire, di converso) per il (creduto) annuncio del suo ritiro dalla politica. Boh. Qualcosa mi sfugge, e vorrei capire. Io sto ai fatti, e apprendo che Veltroni ha detto che non si ricandiderà in Parlamento, ma che continuerà a fare politica, e che non andò in Africa come aveva promesso perché gli fu chiesto di candidarsi alla guida del Paese. Non poteva dire di no. Lui il gran rifiuto non lo poteva mica fare. Ora, in questa grande vaghezza di intenti, a me sembra tutto possibile, soprattutto che qualcuno – magari la stessa Superiore Entità che gli chiese di candidarsi a Premier nel 2008 – gli chieda di candidarsi a Sindaco di Roma nel 2013. La sinistra romana è rimasta senza candidato principe, dopo che Zingaretti è stato dirottato dulle Regionali: come lo colmi ‘sto buco? Ce sta Walterino in giro: non te lo vuoi giocare per riacchiapparti la Città?

Che per ora questo rimanga in incubo, una paura. Ma io dei superbuoni non mi fido. Un po’ come Riccardi, che mai avrebbe accettato un posto nel Governo Monti. E infatti s’è visto. E di Riccardi si parla anche come possibile candidato sindaco; lui nega, ma chi gli crede dopo i numeri da circo di novembre scorso? Povera Roma mia… 

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