Sono giorni di corsa questi per me. Però qualche minuto per copiaincollare queste due cosucce qui di seguito c’è. E se non c’era, l’ho trovato.
«Dovremo dare strumenti a chi ha perso il lavoro o non lo ha mai trovato, a chi rischia di smarrire perfino l’ultimo sollievo della cassa integrazione, ai cosiddetti esodati, che nessuno di noi ha dimenticato». Laura Boldrini lo aveva annunciato nel suo discorso d’insediamento da presidente della Camera. Detto, fatto. Nel suo ufficio di presidenza ha immediatamente trovato posto per chi ha perso il seggio, anzi, il lavoro. Di Roberto Natale, che sarà portavoce dopo essere stato candidato e trombato con Sinistra e libertà, si è detto e scritto abbastanza. Si sa meno degli altri nomi che L’Espresso ha pubblicato in anteprima. Consigliere politico sarà Carlo Leoni, candidato e trombato con Il Pd. Nel suo discorso la Boldrini aveva anche sollecitato la necessità di dare risposte ai giovani. Impegno mantenuto anche sotto questo punto di vista. Con un occhio particolare ai giovani figli di politici illustri. Così Giulia Laganà, figlia di Tana De Zulueta (la giornalista inglese che era venuta a darci lezioni democrazia e che ha lasciato tracce dimenticabili nella sua attività di parlamentare Ds) sarà addetta ai rapporti internazionali. Valentina Loiero, figlia dell’ex governatore della Calabria, Agazio Loiero (Ds), sarà a capo della comunicazione, nonostante la “macchia” del passato come giornalista del Tg5 berlusconiano .
Alla comunicazione internet l’unica mosca bianca: Giovanna Pirrotta può contare solo su un trasparente curriculum in Rifondazione comunista e da redattrice di Liberazione. Perché va bene non essere figli d’arte, ma almeno la tessera del partito giusto bisogna averla. Peccato che in tutto questo la neo eletta abbia di fatto quadruplicato lo staff derogando all’etichetta che prevede che il presidente della Camera si porti con sé solo un portavoce, ma faccia poi affidamento per gli altri incarichi sui numerosi e ben pagati giornalisti dell’Ufficio stampa di Montecitorio. In tutto questo, con sprezzo del ridicolo oggi la Boldrini ha sciorinato un altro sermone dei suoi. Dopo l’incontro con l’ambasciatore americano David Thorne, ha sospirato accorata: «Gli italiani stanno soffrendo, le istituzioni devono dunque dare l’esempio». Assumendo i trombati, i compagni di sezione e i “figli di”?
Se poi leggere Il Secolo XIX non vi piace, allora c’è l’Espresso online di ieri (che tanto la solfa è sempre quella):
Telesio Malaspina, A Boldrini piacciono i ‘figli di’
A Montecitorio, nel nuovo e numeroso ufficio stampa della presidente, ha trovato lavoro la progenie del’ex ministro Agazio Loiero e dell’ex onorevole De Zulueta. Recuperato anche Roberto Natale, il sindacalista trombato con Sel.
Uno staff di comunicazione quadruplicato, alla faccia della sobrietà. Il presidente della Camera Laura Boldrini, innovando la tradizione per cui ogni nuovo capo di Montecitorio arriva col proprio portavoce (e solo con quello) e si appoggia per il resto all’ufficio stampa del Palazzo (che conta già sei giornalisti), ha preso a lavorare con sé altri quattro giornalisti “esterni”. L’elenco comprende: Valentina Loiero, figlia dell’ex dc e poi Pd Agazio, nominata capo della comunicazione; Roberto Natale, già presidente della Federazione nazionale della stampa, ricollocato da Vendola come portavoce del presidente dopo la mancata elezione con Sel; Giulia Laganà, addetta ai rapporti con gli organismi internazionali, nonché figlia dell’ex parlamentare Pd Tana de Zulueta; Giovanna Pirrotta, che si occuperà dell’immagine sui social network e nuove tecnologie. In più, per pareggiare il rapporto tra “figli di” e “trombati”, a far da consigliere politico-istituzionale alla Boldrini sarà Carlo Leone, già vicepresidente della Camera in quota Pd, non rieletto. Uno staff ponderoso per chi, appena insediato, già chiede sacrifici ai dipendenti di Montecitorio.
Eh, che gran donna la Boldrini…
Aggiorno alle 20.40, prendendo questo post dal blog di Elly. Il primo link è inquetante… Si commenta da sé.



E che sia così, lo sappiamo. Nel senso che lo odiano per questo: ha osato parlare con il Demonio, con il Male in persona: da quel giorno si è sporcato l’anima che manco una patacca di sugo sulla camicia bianca. Non ha improntato la sua campagna elettorale a parlare male della destra e del Berluska. Osa usare il concetto ”liberalismo in economia”. Osa promettere meno tasse e non ce l’ha coi ricchi. E poi… orrore e raccapriccio! è andato a La Ruota della Fortuna, ed è stato lì che ha perso la sua verginità. E questa quando la perdi, la perdi: non puoi più essere riammesso nella Sacra Congrega del Bottegone, che accetta solo gli Immacolati. Ed ecco quindi che lo hanno deriso e lo deridono in tutti i modi, ecco che anche contro di lui hanno avviato la gioiosa macchina da guerra: contro di lui e contro i suoi elettori, paragonati a quelle merde umane dei berluscones: falsi, guasconi, sordi alle problematiche dell’ambiente, razzisti, col pensiero fisso del sesso, opportunisti e vagamente democristi. E va da sé che è per questo che Renzi a destra piace: è come noi, infimi errori di natura.



