Il coraggio è non farsi condizionare dalla paura
E la forza è parlare così, con quella dolcezza nel sorriso e negli occhi. Dolcezza che è solo e soltanto figlia della potenza dell’anima. Lui ce l’aveva, e per questo è un eroe.

Il coraggio è non farsi condizionare dalla paura
E la forza è parlare così, con quella dolcezza nel sorriso e negli occhi. Dolcezza che è solo e soltanto figlia della potenza dell’anima. Lui ce l’aveva, e per questo è un eroe.

Ricordiamocelo. Ricordatevelo la prossima volta che li vedrete cianciare in tv con aria partecipe e compunta sull’eccessivo costo della politica, che bisogna tagliare, e la spending review (ma taglio delle spese no, che così magari lo capisce pure mia nonna?), e che ti credo poi che si vota Grillo ma che l’antipolitica no, e che blablablablablablablabla… E ariblablablablablablablabla…
Ieri a Montecitorio è andata in scena questa cosa vomitevole qui: si iniziava a discutere la riforma dei rimborsi elettorali ai partiti e si sono presentati in 15. Gli altri 615 dove stavano? E il loro presidente Fini il Super Partes, l’Uomo Nuovo della politica italiana, il Giusto? Il Che fai mi cacci? Il Probo, la Vittima… dove stava? A scegliere il costumino nuovo per la prossima stagione balneare? E tutti gli altri? Dove stavano? Dove stavate, l’anima de li mejo antenati vostri?
Poi, già che ci stiamo, gustatevi pure questa:
Mi devo sentire un’imbecille troglodita ignorante di politica se desidero che tutti quelli che ieri non si sono presentati a Montecitorio e quelli che qui sopra hanno votato contro vadano a zappare la terra, che non è nemmeno detto ci riescano perché quella del contadino è un’arte nobile e antica? Chi continua a difendere questi schifosi è solo chi desidera di fare parte della loro combriccola, prima o poi. Si vergognino! Gli uni e gli altri!
Cara …,
Siamo costretti ad annullare la visita prevista per venerdì perché è previsto uno sciopero dei trasporti pubblici e praticamente tutti i soci prenotati hanno comunicato l’impossibilità di raggiungere le Scuderie ed hanno cancellato la prenotazione. Valuteremo l’opportunità di prenotare un altro turno di visita.
Ti faremo sapere.
Un caro saluto.
…
Questa email l’ho ricevuta ieri sera. Avete letto bene? Mi viene annullato un impegno di lavoro preso da mesi e confermato da settimane. Perché? Perché venerdì a Roma ci sarà l’ennesimo sciopero dei mezzi e per chi s’era iscritto alla visita (da settimane: prima di Pasqua la visita aveva già raggiunto il numero massimo consentito degli iscritti…) sarà difficile… impossibile raggiungere le Scuderie del Quirinale, davanti a casa di nonno Giorgio. I responsabili della società cercheranno di prenotare un altro turno (nel museo in cui la visita guidata si sarebbe dovuta tenere i gruppi entrano solo su prenotazione, con obbligo del whisper), cosa che sarà difficile poiché già quando abbiamo prenotato questa visita di venerdì e quella che ho fatto il 29 aprile scorso, siamo stati costretti ad accettare orari “difficili”, tipo domenica alle 14 (quella del 29), proprio perché il calendario-prenotazioni era tutto pieno. Io ho subito comunicato la mia disponibilità per determinati giorni, visto soprattutto che da qui alla fine di giugno sarò in apnea quasi costante, e quindi niente di più facile che la mia disponibilità non coinciderà con quella del calendario-prenotazioni, e quindi addio visita e addio soldi.
Altri risultati e conseguenze?
1. Salterà la cena prevista dopo la visita come momento conviviale per i soci; il ristorante prenotato non vedrà diversi clienti già dati per sicuri da settimane;
2. La società che ha organizzato la visita non vedrà il guadagno (e per i motivi espressi sopra, forse non lo recupererà nemmeno in futuro);
3. L’ente che gestisce le Scuderie del Quirinale e che aveva in prenotazione quella ventina di visitatori sicuri per venerdì pomeriggio, non li vedrà e non incasserà i 10 euro a testa del biglietto;
4. La ditta che fornisce i wishper perderà l’incasso previsto.
Per ora mi fermo qui. Non è la prima volta che questo accade, che mi accade. Ora, io mi chiedo – e vi chiedo: chi sarà colpito dall’ennesimo sciopero dei mezzi pubblici? A chi pensano che porterà danno lo sciopero dei mezzi pubblici previsto per venerdì quei gran geni teste di minchia che lo hanno indetto? A chi dovrebbe mettere paura? Chi ne sarà ricattato? Chi ne subirà le conseguenze? L’ATAC? Il Comune di Roma? I dirigenti comunali? I dirigenti dellATAC? Il Governo? Il Sindaco? La Fornero? Cip&Ciop? Chi, di grazia?
E’ una notizia vecchia, ma stamattina ci sono incappata gironzolando in rete:
Pensioni gratis agli stranieri: è boom
Ogni volta che leggo cose come questa mi torna in mente quella badante romena con cui parlai tanti anni fa, in una mattina d’estate sul trenino Roma-Ostia. Mi (ci, in realtà: ero con un’amica) raccontò che con i soldi che percepiva qui e che mandava regolarmente in Romania stava facendo laureare tutti i figli (“perché l’istruzione è la prima cosa”: la ammirai per questa affermazione) e, soprattutto, si stava costruendo una splendida villa e stava mantendendo ad alti livelli la famiglia tutta. Le brillavano gli occhi mentre lo diceva: era orgogliosissima di quello che stava facendo per i suoi. C’era però qualcosa che mi distrurbava profondamente nelle sue parole: era l’immagine di questo fiume di denaro che da qui prendeva la strada dell’estero e che andava a fare ricche persone lontane. E quando io le chiesi se lì c’era davvero tanta povertà come ci dicevano, lei sorridendo mi disse: “No no! I miei stanno benissimo!”. Ora, per carità: se lavori e ti dai da fare, se ti sacrifichi è tutto sacrosanto. Però l’idea che una villa fosse costruita in Romania con i soldi di un vecchietto morente mi dava fastidio, così, d’istinto: il vecchietto risparmia qui per una vita, e i suoi risparmi si trasformano in ville altrove. Mi chiesi: “Ma se questo meccanismo verrà moltiplicato per n-mila volte, che accadrà?”.
La risposta ce l’abbiamo oggi. Ma quel che è peggio è che la badante straniera che si fa la villa coi soldi italiani ci può pure stare: la questione pertiene le persone private e se al momento le badanti straniere sono più numerose e a buon mercato di quelle italiane, ci si può fare poco. Il dramma è quando ci si mette pure lo Stato ad aggravare la cosa e non solo non controlla il flusso e la presenza di lavoratrici illegali, ma si mette anche a fare il patrigno di quei figli che dovrebbe proteggere e tutelare, soprattutto i momenti di disperata crisi come questa. Questa è la tragedia vera, altro che le ville in Romania con i soldi dei vecchietti italiani e delle loro famiglie, col beneplacito di chi ci governa…
Aggiornamento delle 19.10: Poi, a proposito di colf italiane, di badanti straniere e quant’altro capita di leggere questo: Io colf italiana, sono l’ultimo gradino della società. Mi verrebbe da dire alla signora che con lei ci stanno anche gli storici dell’arte (ho colleghi che di giorno facevano le badanti e i camerieri, e di notte studiavano o lavoravano per quello che avevano studiato: non racconto frottole…), ma questa è un’altra storia. E poi il mal comune mezzo gaudio mi fa ribrezzo e sono piuttosto orientata a pensare che il mal comune ci dovrebbe far incazzare tutti di più di quanto non siamo già incazzati.
Mentre noi Romani ci dedicavamo a quella cosa tutta e solo nostra che è il 21 aprile e ci auguravamo buon Natale, i barbari si davano da fare, more solito, nell’offesa continua a Roma. Che però ieri faceva gli anni e che forse meritava di essere lasciata in pace, almeno per un giorno – il giorno della sua festa - da quelli che si permettono pure di blaterare, vantandosi di esserne figli: Anche noi discendiamo dai Romani!!! Parliamo una lingua neolatina, mica slava!!!
Sì, certo. E io sono etrusca.
(Posso apparire qualunquista, lo so e non me interessa niente. Sto facendo di tutta l’erba un fascio. Ok, e allora? Io sono stufa, strastufa e arcistufa dello scempio continuo che si fa di Roma. I sofismi non servono, ed è finito il tempo della comprensione e dei distinguo. Roma deve essere solo per chi la ama. Gli altri: via, a calci in culo. In queste cose non ci possono essere vie di mezzo: o stai da una parte, o dall’altra. Tertium non datur).
Inizio a scrivere questo post alle 12:20.
Più o meno una ventina di minuti fa, quando le campane di mezzogiorno hanno cominciato a suonare, s’è levato da Piazza dell’Esquilino un lamento che poco aveva di italiano. Piazza dell’Esquilino, per la sua vicinanza relativa al Viminale a distanza di sicurezza però dal ministero, viene spesse volte concessa a manifestanti extracomunitari che reclamano casa, lavoro, permesso di soggiorno e diritti assortiti. Si mettono lì e cominciano a urlare nelle loro lingue cacofoniche (chi è che le trova melodiose alzi la mano e faccia l’ipocrita oppure vada a farsi vedere da un otorino) con tono aggressivo, e vanno avanti così per ore. Con somma gioia di noi residenti. Oggi, però, cazzo! E’ domenica! E il lamento è iniziato a mezzogiorno! In perfetta sintonia con le campane… E dietro l’abside di Santa Maria Maggiore, basilica patriarcale di Roma dove oggi si celebrano messe a ciclo continuo.
Siccome il lamento non finiva, ma si intensificava, e di certo non mi conciliava la concentrazione (sto lavorando), ma anzi cominciava a darmi notevolmente sui nervi, ho cercato in rete cosa potesse essere a sfracassare le orecchie degli abitanti di Via Cavour pure di domenica mattina. Ed ecco che ho trovato:
http://it.paperblog.com/domenica-15-aprile-corteo-dei-sikh-1028268/
http://roma.ogginotizie.it/129364-roma-esquilino-sede-di-corteo-sikh-nuovo-piano-bus/
http://spqr.magazineroma.it/articolo/domenica-15-aprile-corteo-dei-sikh
http://esquilino.wordpress.com/2012/04/14/domenica-15-aprile-corteo-del-sikh/
Ok. Sono i Sikh. Che vogliono, non si capisce. Perché debbano rompere i coglioni qui, non è noto. Di domenica, dietro una delle principali basiliche di Roma. Mi chiedo cosa accadrebbe se andassimo a fare sto fracasso in prossimità di qualche loro tempio nel giorno di festa e nell’ora di punta. E lo dico da non credente e praticante, ci tengo a precisarlo per qualche cretinetti pronto a darmi della fondamentalista cristiana.
Sono le 12.35 e il fracasso non è finito, anzi: le voci sono due, e sta salendo anche la musica. Non mi pare un corteo, ma una manifestazione stabile. L’idea che si debba arrivare così fino alle 19, come ho letto nei vari link (che poi si rimpallano la notizia fra di loro) mi tira fuori istinti della peggior specie.
Quo usque tandem abutere patientia nostra?
Aggiornamento 1: Sono quasi le 14. I Sikh continuano la loro manifestazione. Al fracasso sikh si sono aggiunti i fischietti di due vigilesse che stanno dirigendo il traffico e impedendo l’accesso alle macchine a una strada proprio sotto le mie finestre, e i clacson degli automobilisti leggerissimamente incazzati. E sono le 2 di pomeriggio, ora in cui qui di domenica non passa un’anima e si sta finalmente in pace. Il traffico, grazie ai Sikh e soprattutto a chi lo ha permesso loro, è quasi quello di un giorno feriale a mezzogiorno.
Mario Monti ieri a Tokyo ha detto, più o meno, che gli Italiani stanno con lui e con il governo, e non con i partiti. I quali, quindi, – ed è corollario che vien da sé alla potente affermazione - si stessero zitti e la smettessero di rompere, che tanto lui (lui Monti) va avanti per la sua strada. Sennò, com’era la storia? lui se ne va perché sta qui mica per tirare a campare (qui, con un bel commento di Franco Bechis).
Ecco, allora, giusto per mettere i puntini sulle i: Monti, io sono Italiana e con te non ci sto manco per niente. Quindi, evitati di parlare in mio nome e abbassa le penne. Che io poi (e molti come me, sai?) non stia nemmeno coi i partiti, è un altro paio di maniche: se ne parla nel mondo reale, quello che te e i tuoi conoscete poco e niente e che non avete voglia alcuna di conoscere. Ma pazienza: non si può del resto pretendere tanto da chi si crede il messia salvatore e non perde occasione per far sapere ai suoi sudditi che sta facendo loro un favore, mentre nel profondo del suo cuoricino non vede l’ora di tornarsene nell’empireo degli Migliori, abbandonando il volgo cafone e ignorante al proprio destino. E già: perché in fondo a chiamarti a salvare la Patria è stato un uomo, ben preciso, con nome, cognome e indirizzo specifici, e se qualcosa ti agita e ti fa proclamare davanti a tutti e senza ritegno che “Il dopo Monti sarà fantastico. Per me“, allora puoi anche tornartene da dove sei venuto, anticipare quel dopo, risparmiarci il tuo schifo per noi e per questa maltrattata Nazione. Che sarà infame, levantina e piena di difetti e di gente ovvibile, ma davvero non si merita di essere governata e rappresentata da uomini pieni di spocchia, ignoranza e disprezzo mal celato e per niente contenuto.
Un paio di link sul “consenso popolare” al governo Monti e suoi suoi effetti più visibili:
Liberty Fighter: Monti - Il consenso è proporzionale al numero di suicidi
E un’aggiunta serale, grazie al blog di Elly: Andrea Bellantone, La pedagogia rivoluzionaria del prof. Monti che soffoca l’Italia
Da quando il TAR ha così amorevolmente annullato la delibera di Alemanno con cui si impedivano i cortei bloccacittà, l’antica usanza è ripresa in grande stile. Questi quattro gatti che vedete nella fotografia stanno sfilando in questo momento per Via Cavour. Ci sono gli elicotteri che girano qui sopra da non so quanto, che manco Apocalypse Now. Protestano per la casa (motivo ufficiale). Sono indigeni, il che – a differenza di quelli che vengono da fuori e che si organizzano i finesettemana a Roma con la scusa del corteo, piombando qui di venerdì - li ha portati a manifestare di sabato pomeriggio: il resto della Città fa lo struscio a Via del Corso, loro per Via Cavour e Via dei Fori Imperiali, ma giusto in tempo per liberarsi per la serata e rimanere in Centro. Mi sa che quello che sta urlando come un ossesso le ragioni dei manifestanti è Andrea Alzetta, detto Tarzan (poi chi è, è: io lo catalogo sotto la dicitura scassaminkia, e il nome mi interessa poco).
Il che mentre Roma è invasa dagli scozzesi e da chi è venuto a vedere la partita di rugby (credo al momento rintanati per il terzo tempo allo Stadio dei Marmi), ai quali si sommano quelli che domani correranno la Maratona (e arivai col Centro bloccato!), i consueti turisti da weekend e le manifestazioni per i simpaticissimi 151 anni dell’Italia. Più, quei poveri coglioni dei Romani, che non sia mai si possano godere il primo pomeriggio di primavera in santa pace. Però c’è il diritto a manifestare, e vuoi evitartelo proprio oggi? Non vuoi lasciare a chi è in visita a Roma uno spaccato di vita quotidiana? Un meraviglioso ricordo di caos da portare con se quando tornerà a casa?
Ma soprattutto: Roma merita questo?
Aggiornamento delle 18.50: i quattro gatti notevolmente stronzi di cui sopra stanno ripercorrendo Via Cavour in senso inverso rispetto al solito, a quello cioè che hanno fatto poco fa. Tutto presidiato. Starde bloccate e traffico deviato. L’elicottero di Apocalypse Now che ha ripreso a volare sulla zona. Non è normale questo: di solito i cortei sfilano e poi si sciolgono a fine percorso, mica tornano indietro. Lo struscio e le vasche si fanno al Corso, poi… Questi invece le fanno per Via Cavour, urlando contro la polizia che li protegge ”bastardi” (ricordate il coglione no tav pecorella? Ecco: la specie è quella) e che “occupiamo tutto”. Ecco: io vi farei occupare tutta Rebibbia e Ragina Coeli, poi butterei la chiave e per farvi guadagnare vitto e alloggio vi troverei un lavoro, tipo pulire le strade o i cessi delle stazioni. In fondo è un tetto sulla testa e un lavoro quello che volete, no? Non è la mia un’ottima soluzione? ‘ccivostra…
Lucia Annunziata già qualche giorno fa aveva sparato un bestialità allucinante: “Difenderei Celentano anche se dicesse di voler mandare i gay nei campi di sterminio”. Una frase del genere non serve nemmeno venga commentata. Non serve tornarci sopra. Fatto sta che la signora Annunziata, a seguito di quella affermazione e delle polemiche, aveva promesso – pronta e improvvisata paladina dei gay - di dedicare una puntata di In Mezz’ora alle problematiche degli omosessuali. Detto fatto. La puntata promessa è andata in onda oggi, e nel corso di essa (più o meno dal minuto 32 del video linkato) ci si è collegati con Bologna per parlare dell’omosessualità di Lucio Dalla. Durante i suoi funerali. I funerali di Lucio Dalla. In diretta da luogo in cui si stavano svolgendo quei funerali. Proclamando che “se non ha mai fatto outing finisce pure che ti seppelliscono in cattedrale con tutti gli onori” (parola più parola meno, ma il senso è questo), più varie altre amenità.
La signora Annunziata pensa di aver fatto bella figura di fronte a quel mondo gay che ha offeso con la sua idiozia qualche giorno fa, alzando l’asticella dell’imbecillità delle sue affermazioni? A sentire Grillini sì. Quindi tutti tranquilli e contenti. E chi se ne frega se si è sfruttato il funerale di un uomo pacifico e radioso per rifarsi una verginità di opinionista che la signora Annunziata non ha mai avuto. Per riacquistare i punti persi per aver dato aria alla lingua. Ha costretto Dalla a fare outing. Da morto.
Posso dire che Lucia Annunziata mi fa schifo?
Aggiornamenti di lunedì 5 marzo, ore 18
- Il confessore di Dalla: «Le polemiche per il funerale in Chiesa? Vendetta dei gay»
- La Lega contro Dalla: « Un italiota. Colpa della mamma che non era padana…» (a proposito di volgarità in morte…)