
Pensierini sparsi di mercoledì sera (io non volevo postare oggi… sto preparando la consegna di domani mattina e ho poco tempo, visto che nel pomeriggio m’è toccato dover arrivare alla Camilluccia (Roma Nord, XX Municipio, la parte più colpita dalla neve di venerdì), dove ho capito che cosa è voluto dire trovarsi con 30-50 cm di neve fuori della porta, visto che là le colline sono ancora tutte bianche; però ho chiuso accordi per un nuovo lavoretto, e quindi il viaggio me lo sono fatto mooolto volentieri. Poi però arrivano sollecitazioni niente male, e allora 5 minutini li trovo…)
1. Sul sito del Governo sono online i consigli per il freddo. Non commento. Si apprezza l’impegno, ma mi chiedo di nuovo se questi ci considerino un popolo di minus habentes con la sveglia al collo… Ma è la Sobrietà, bellezza. E mò ce la teniamo.
2. Questa è più importante: mi sto rendendo conto, e non solo io (se ne è parlato oggi con più di un amico), che i media stanno facendo passare un messaggio orribile, e che cioè qui a Roma non stiamo facendo altro che lamentarci per la neve, che siamo convinti di aver sopportato una catastrofe cosmica, incuranti – questo è il peggio - che nel resto di Italia si muore di freddo. Io vorrei che chi passa di qui, anche se per caso, e mi legge, sapesse che non è così. Io mi vergogno molto per questo, nel mio piccolo. Mi scuso, anche se non ho nulla per cui chiedere scusa: io sono preoccupatissima, e se apro i giornali e cerco notizie è solo per sapere cosa sta accadendo nella mia terra, che va dalla Valle d’Aosta alla Sicilia. Forse è chi ci sta dipingendo così che dovrebbe chiedere scusa a noi, ma da queste parti non ce l’aspettiamo e sappiamo che questo non accadrà mai: avete bisogno del vostro capro espiatorio, di un nemico rispetto al quale sentirvi migliori? Eccoci qui (sai che novità). Ed è ovvio che se i media continuano a parlare dell’emergenza a Roma come ne parlano, a tamburo battente e a reti unificate, e poi mandano immagini del Centro di Roma libero dalla neve (perché lì stanno i monumenti, e quelli fanno vedere; e perché tanto ormai questa è una vicenda solo ed esclusivamente politica e quindi quello che passa è pilotato all’origine) quelli che abitano nella Marsica e stanno bloccati dentro casa da due metri di neve poi si incazzano! Chi non si incazzerebbe? Puoi dar loro torto, se ti chiedono di parlare di loro e no dei Romani che invece se ne vanno a giocà a scivolarella al Circo Massimo? I disagi a Roma ci sono stati, ognuno di noi ne ha avuto grandi e piccoli (a me, per esempio, sono saltate già due visite guidate programmate da tempo, cosa per cui perderò dei soldi, e ho rimandato impegni e appuntamenti che ora devo recuperare, ma ci sta, e non me ne lamento nemmeno un po’. Per non dire del fatto che all’ora di pranzo mi sono trovata bloccata dentro casa perché col ghiaccio il balcone sopra il portone del mio palazzo ha cominciato a perdere pezzi e i vigili del fuoco hanno lavorato per almeno 3 ore; poi sono uscita dal negozio che comunica con l’androne, sennò alla Camilluccia come c’arrivavo? e non so quanto ancora siano stati qui). Per quello che mi riguarda, per le persone con cui ho parlato di questo, la gioia, l’eccitazione buona, il tornare bambini è il desiderio profondo di viversi questa cosa straordinaria è stata la cosa più forte. Ovunque mi giri, io trovo persone che parlano della nevicata di venerdì con gli occhi che brillano, e davvero mi stupisco di quello che poi devo leggere sui giornali o vedere in tv, che ci sta facendo passare per un popolo di indecenti chiagniefotti egoisti. Non è così, e vi prego: credetemi. E la città è tornata alla normalità, gli uffici sono aperti e tutto funziona. Oltretutto, i paesini bloccati da due metri di neve ce li abbiamo alle porte di Roma, e molti di noi lì hanno i propri parenti. E i morti ci sono stati anche a Roma…
3. Non ho potuto non pubblicare la foto. Gira su Facebook. Già, perché a Roma, i Romani con questa nevicata ci si divertono da matti e giocano anche così. Altro che chiagniefotti…
4. Bel post da The Front Page. Impara, Italia. Impara (se puoi).
5. Fine. Torno al lavoro.