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Archivi Categorie: La Nevicata del 12

Altro che Giulia, o Blizzard, o Burian… Io la chiamerei Paganini.

E’ iniziata, stessi orari e stesse modalità di una settimana fa. #neveaRoma: lo spettacolo si ripete :P

(l’immagine gira su Facebook)

°°°

20.00: Mezz’ora fa pioveva che Dio la mandava. Poi, nel giro di qualche minuto la pioggia è diventata neve. E s’è subito posata. Se continua così, cosa farà? :) [ps: qualcuno è interessato all'appartamento che si affitta nel palazzo di fronte? Ahò, all'ultimo piano c'abitava Gaucci con Elisabetta, ai bei tempi e prima di Gianfry! :D ]

Pensierini sparsi di mercoledì sera (io non volevo postare oggi… sto preparando la consegna di domani mattina e ho poco tempo, visto che nel pomeriggio m’è toccato dover arrivare alla Camilluccia (Roma Nord, XX Municipio, la parte più colpita dalla neve di venerdì), dove ho capito che cosa è voluto dire trovarsi con 30-50 cm di neve fuori della porta, visto che là le colline sono ancora tutte bianche; però ho chiuso accordi per un nuovo lavoretto, e quindi il viaggio me lo sono fatto mooolto volentieri. Poi però arrivano sollecitazioni niente male, e allora 5 minutini li trovo…)

1. Sul sito del Governo sono online i consigli per il freddo. Non commento. Si apprezza l’impegno, ma mi chiedo di nuovo se questi ci considerino un popolo di minus habentes con la sveglia al collo… Ma è la Sobrietà, bellezza. E mò ce la teniamo.

2. Questa è più importante: mi sto rendendo conto, e non solo io (se ne è parlato oggi con più di un amico), che i media stanno facendo passare un messaggio orribile, e che cioè qui a Roma non stiamo facendo altro che lamentarci per la neve, che siamo convinti di aver sopportato una catastrofe cosmica, incuranti – questo è il peggio - che nel resto di Italia si muore di freddo. Io vorrei che chi passa di qui, anche se per caso, e mi legge, sapesse che non è così. Io mi vergogno molto per questo, nel mio piccolo. Mi scuso, anche se non ho nulla per cui chiedere scusa: io sono preoccupatissima, e se apro i giornali e cerco notizie è solo per sapere cosa sta accadendo nella mia terra, che va dalla Valle d’Aosta alla Sicilia. Forse è chi ci sta dipingendo così che dovrebbe chiedere scusa a noi, ma da queste parti non ce l’aspettiamo e sappiamo che questo non accadrà mai: avete bisogno del vostro capro espiatorio, di un nemico rispetto al quale sentirvi migliori? Eccoci qui (sai che novità). Ed è ovvio che se i media continuano a parlare dell’emergenza a Roma come ne parlano, a tamburo battente e a reti unificate, e poi mandano immagini del Centro di Roma libero dalla neve (perché lì stanno i monumenti, e quelli fanno vedere; e perché tanto ormai questa è una vicenda solo ed esclusivamente politica e quindi quello che passa è pilotato all’origine) quelli che abitano nella Marsica e stanno bloccati dentro casa da due metri di neve poi si incazzano! Chi non si incazzerebbe? Puoi dar loro torto, se ti chiedono di parlare di loro e no dei Romani che invece se ne vanno a giocà a scivolarella al Circo Massimo? I disagi a Roma ci sono stati, ognuno di noi ne ha avuto grandi e piccoli (a me, per esempio, sono saltate già due visite guidate programmate da tempo, cosa per cui perderò dei soldi, e ho rimandato impegni e appuntamenti che ora devo recuperare, ma ci sta, e non me ne lamento nemmeno un po’. Per non dire del fatto che all’ora di pranzo mi sono trovata bloccata dentro casa perché col ghiaccio il balcone sopra il portone del mio palazzo ha cominciato a perdere pezzi e i vigili del fuoco hanno lavorato per almeno 3 ore; poi sono uscita dal negozio che comunica con l’androne, sennò alla Camilluccia come c’arrivavo? e non so quanto ancora siano stati qui). Per quello che mi riguarda, per le persone con cui ho parlato di questo, la gioia, l’eccitazione buona, il tornare bambini è il desiderio profondo di viversi questa cosa straordinaria è stata la cosa più forte. Ovunque mi giri, io trovo persone che parlano della nevicata di venerdì con gli occhi che brillano, e davvero mi stupisco di quello che poi devo leggere sui giornali o vedere in tv, che ci sta facendo passare per un popolo di indecenti chiagniefotti egoisti. Non è così, e vi prego: credetemi. E la città è tornata alla normalità, gli uffici sono aperti e tutto funziona. Oltretutto, i paesini bloccati da due metri di neve ce li abbiamo alle porte di Roma, e molti di noi lì hanno i propri parenti. E i morti ci sono stati anche a Roma…

3. Non ho potuto non pubblicare la foto. Gira su Facebook. Già, perché a Roma, i Romani con questa nevicata ci si divertono da matti e giocano anche così. Altro che chiagniefotti…

4. Bel post da The Front Page. Impara, Italia. Impara (se puoi).

5. Fine. Torno al lavoro.

Ci voleva la neve per far sparire almeno per un giorno il camioncino-bar che staziona davanti alle Colonnacce. Lui, e quell’altro bancarellaro venditore di schifezze che vengono spacciate per souvenir. Come da foto qui sopra, sabato mattina in una Via dei Fori Imperiali chiusa al traffico come di domenica e invasa da persone in evidente difficoltà a causa della neve, ma tutte molto allegre (mi sto chiedendo sempre più quale messaggio sia giunto al resto della Nazione su come a Roma s’è vissuta questa cosa, ma oggi sto ancora in vacanza-da-neve, e quindi soprassiedo), si è mostrata ai miei occhi increduli una visione che faceva parte ormai dei miei ricordi più lontani: le Colonnacce libere.

Stamattina il malefico camioncino stava di nuovo al suo posto (forse pure ieri, ma io ieri non sono uscita). La foto qui sotto è presa volutamente da lontano, coi mucchietti di neve ghiacciata in primo piano, altrimenti la differenza con una foto scattata un mese fa sarebbe stata nulla. Sì, vabbe’, c’è ancora un po’ di neve sul tetto della casetta medievale sotto Tor de’ Conti e sull’estradosso dell’abside della Basilica di Massenzio, ma valla a vedè…

Lo so che a chi non è di Roma questo post non dice alcunché, ma non lo pretendo (nel caso invece ci fosse un po’ di curiosità, guardare qui, e qui). Chi invece da anni cerca disperatamente di poter scattare foto delle Colonnacce libere, sono sicura apprezzerà molto, e capirà. Un consiglio: tra venerdì e sabato si dovrebbe replicare; preparate quindi le macchine fotografiche, perché poi ci vorrà la prossima nevicata a liberare le Colonnacce dal camioncino-bar. Dai Tredicine, purtroppo, mi sa nemmeno quella.

Abbiamo appurato che quelli in servizio permanente effettivo stanno usando la neve di Roma per crocifiggere Alemanno. Abbiamo anche appurato che c’è gente che non apre il proprio cuore nemmeno di fronte alla poesia della neve, e all’eccezionalità dell’evento. Sul primo punto lo ammetto, mi sto rifiutando di informarmi, e per un semplice motivo: so come vanno queste cose. Mi è bastato vedere quello che è successo venerdì mattina: fino a mezzogiorno, che pioveva e ogni tanto spruzzava neve, se ti facevi un giro per socialnetwork e per radio, Alemanno era un criminale che aveva chiuso l’attività didattica nelle scuole (ma le scuole no) e aveva fatto terrorismo psicologico ai romani. ‘Ndò stava la neve? Poi, quando ha cominciato a farla e a non fermarsi più, e sono cominciati i casini veri, allora Alemanno era un incapace, è tutta colpa sua, ne vogliono la testa e pure le budella da esporre sulla piazza del Campidoglio. E a dirlo erano gli stessi che la mattina parlavano di terrorismo psicologico, non altri (e che magari, tanto Alemanno è un noto cazzaro che fa terrorismo psicologico, erano usciti tutti belli belli con la macchina, come al solito. E poi si sono ritrovati bloccati sulla tangenziale e sul raccordo. Alè!). Ha preso anche a girare il solito video, così smart, così intelligggente, così figo: la neve? Tutta una cazzata di Alemanno. E allora sai che c’è? Dopo averlo sentito, il sindaco, difendersi ieri mattina a SkyTg24 (è colpa della Protezione Civile… no, è colpa tua…) ho deciso che fanculo tutti: non sporcherete la poesia di questi giorni. Già, perché a questa gente non frega un cazzo di chi è rimasto intrappolato sul raccordo, o di chi deve andare a lavorare e non sa come muoversi: sono i soliti culoalcaldo, quelli che su FB postano articoli di Repubblica dove si paragona la nevicata di venerdì e i disagi di ieri a una guerra! Poi prendono la loro strafighissima reflex da migliaia di euro e se ne vanno in giro a fare foto di guerra alla Città innevata e a metterle su Facebook. Ma brutti imbecilli! Ma lo sapete cosa è una guerra? Ci sono morti, orfani, vedove, feriti e mutilati in giro? Case sventrate? Ponti fatti saltare in aria? Io nelle vostre foto vedo solo monumenti ricoperti di bianco: dove sta il sangue? Questa gentucola con la loro fissa, con la loro anima sporca ha insozzato anche la neve: tutto, tutto pur di massacrare il loro nemico giurato. Ecco perché io mi rifiuto di leggere le notizie online, di aprire giornali, di vedere la tv: non voglio essere partecipe dell’ennesimo sciacallaggio. Dopo questo sfogo, le motivazioni del secondo punto vengono da sé.

E quindi, siccome ho deciso che questi giorni voglio godermeli come quella pupa che sono, e siccome io ieri ho visto gioia in giro, e tanta gente a godersi la neve con un sorriso ebete stampato sulla faccia (sai, noi qualunquisti…), a seguire una bella parata di pupazzi di neve. Ce ne stavano dappertutto, e domani non ci saranno più. Come la neve. Piccole, tenere, effimere presenze in una giornata memorabile e piena di poesia. Provo profonda pena per chi non ha saputo goderne.

 

 

 

 

 

Dalla mia finestra è così, ora. Basta traffico. Basta caos. Solo la neve. E Roma.

Vado a dormire che ne sta cadendo tanta. Ed è bellissimo. Rimarrei tutta la notte alzata a guardarla venir giù e a sentirla non fare rumore…

 

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