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Archivi Categorie: Gianni Alemanno

E’ ufficiale: al Comune di Roma sono fuori di testa. Con la scusa che «In un momento di carenza di fondi pubblici, per realizzare le opere è necessario attingere alle risorse private. Quindi, se un imprenditore vuole realizzare a sue spese un’opera, per quanto particolare, che può produrre lavoro e occupazione, non vi è motivo di scandalo» (lo ha detto il presidente della Commissione Bilancio di Roma Capitale, Federico Guidi), questi folli hanno preso in considerazione l’idea di realizzare sul lungomare di Ostia, XIII Municipio di Roma Capitale (per chi è di fuori e non sa), una pista da sci (qui). Sì, avete letto bene: pista da sci. Con neve finta. Per chi, non si sa.

L’ideatore del progetto, il consigliere comunale pidiellino Augusto Bonvicini, dice di essersi ispirato a Dubai.

Che qualcuno gli tolga il vino, per favore. E poi lo porti a fare un giro per Ostia, tutta (dal centro fino giù a Capocotta) e lo convinca che, magari, quei soldi potrebbero essere spesi per rattoppare le buche, pulire le strade, rinnovare le stazioni del trenino (che fanno schifo; ma loro non ci viaggiano sul treno e non lo hanno verificato, ovvio), abbellire le aiole che stanno fuori quelle stazioni e che sono più brulle di uno spiazzo della Penisola Arabica (ecco: prendessero magari qui ispirazione da Dubai) e rendere Ostia davvero presentabile al turismo internazionale che si dice ci si vuole portare e non un’appendice di terzo mondo sul litorale romano, come ora è. A Ostia ci si va per il mare (tipo come qui, qui, e qui). Per la montagna c’è il Terminillo, o Livata. Qualcuno lo dica a Bonvicini. E qualcuno dica ad Alemanno che se continua così c’ha poco da creare fondazioni e lanciare la candidatura per il 2013: vai avanti così e circondati di incompetenti (cosa che tanto hai fatto dal principio e ora è palese a tutti) e la gente, Gianni mio caro, ti manderà via a calci in culo.

Aggiornamento delle 19.50: Allora, la dichiarazione delle ultime ore è questa “In merito a quanto dichiarato dal consigliere municipale del XIII Municipio, Augusto Bonvicini, il Campidoglio tiene a precisare che il progetto di cui parla non ha avuto il parere favorevole di Roma Capitale” (qui). Ok. Benissimo. Che ora Roma Capitale o chi per lei non si faccia infinocchiare. E che Bonvicini si dia una calmata.

Roma. Basilica di Santa Maria Maggiore. La mia basilica: un 29 settembre di qualche annetto fa ci sono stata battezzata. Santa Maria Maggiore è una delle basiliche patriarcali di Roma, il che vuol dire una delle principali. E una delle più belle e delle più antiche (risale all’inizio del V secolo). Una delle più visitate dai turisti. Ha avuto la sfortuna di venirsi a trovare, dopo l’Unità di Italia, nel cuore di quello che poi sarebbe diventato l’Esquilino, ossia Piazza Vittorio, ossia China Town. Ossia, vicino la Stazione Termini e quel reticolo di strade piene di alberghi e pensioni anche equivoche. Da quando poi sulla piazza di Santa Maria Maggiore hanno aperto una SMA (qualche anno fa), la zona è diventata ricetto di disperati che alla SMA vanno a comprarsi la birra e le patatine, che poi consumano tranquillamente all’aperto: sui marciapiedi, sulle scale della fontana che orna la piazza, sulle scale della basilica. Anni fa, la sera, dopo la chiusura alle 7, la scalinata antistante la basilica accoglieva immigrati, la più parte nordafricani, che lì fumavano, bevevano e liberavano la vescica direttamente sulle colonne della facciata (opera insigne di Ferdinando Fuga: vale ricordarlo ai nostri amanti della cultura? Quelli che la cultura avanti tutto ma guai a chi tocca chi delle nostre opere d’arte fa una latrina a cielo aperto?). Poi, una sera, questi simpatici ospiti si accesero direttamente un focaraccio, contro quelle colonne… Sai? Faceva freddo e bisognava riscaldarsi… Peccato che il fuoco abbia il potere di rovinare il travertino, di cui le colonne sono fatte: lo scioglie. Insomma, per farla breve: si decise (non posso dire chi perché di preciso non lo so: il Vaticano direttamente? Il Capitolo di Santa Maria Maggiore? Il Vicariato di Roma? Non conta: la decisione fu presa dalle autorità vaticane) di mettere una bella cancellata a recintare la zona di sagrato che pertiene allo Stato Vaticano (per chi non lo sapesse: tutte le basiliche patriarcali sono zona extraterritoriale, non più Italia ma Vaticano), così da impedire i bivacchi e i falò. La stessa operazione era stata fatta anni dietro sul retro della basilica, su Piazza dell’Esquilino (vedi foto sopra), dove è la monumentale scalinata sulla quale noi – bambini e poi ragazzetti della zona - andavamo a goderci il primo sole di primavera e i tramonti (guarda dritta a ovest), ci incontravamo, giocavamo, chiacchieravamo… era un po’ il nostro muretto. Niente, nada, nicht: un bel giorno fu recintata anche lei, perché era occupata da gente non proprio raccomandabile, che non amava mischiarsi con noi, e che beveva, si ubriacava, liberava la vescica contro i muri della chiesa e accendeva falò… Via! Un pezzo di città tolto ai suoi abitanti. E ancora sta recintata, con le transenne. I simpatici e graditissimi ospiti che ci hanno rubato la scalinata, ora, si riuniscono nella piazza, intorno all’obelisco messo lì da Sisto V alla fine del ’500, contro il quale continuano a liberare la propria vescica…

Io vedo la basilica dalle finestre di casa mia. Le sue campane scandiscono i quarti d’ora della mia giornata. La strada su cui abito porta il suo nome. Eppure, ormai e da tempo, passarle davanti mi provoca dolore. Perché mi sembra un fortino assediato da tutte le brutture che stanno invadendo la nostra Città come radici di una pianta mortifera, che vanno sempre più giù, sempre più giù, e che senza che nessuno le estirpi (in fondo guarda che belle le foglie che danno! Le piante piangono se le tagli, non lo sai?), ci stritoleranno. Radici contro le quali nessuno fa niente. Mi hanno tolto la scalinata su Piazza dell’Esquilino, e amen. Mi hanno tolto la scalinata davanti alla facciata, e amen. Sono costretta a mandar giù veleno ogni volta che vedo qualcuno che piscia contro l’obelisco di Sisto V. E amen. Se vado a fare la spesa alla SMA e attraverso la piazza antistante la basilica, mi tocca passare davanti a un suk da terzo mondo: camioncini dei Tredicine ben piazzati, banchetti di souvenir, e gli immancabili cingalesi che ti si fiondano addosso come api attratte dal miele per venderti la loro roba. Si ferma un gruppo di turisti con la guida che spiega la facciata, la piazza, la chiesa, la colonna tolta alla Basilica di Massenzio e messa lì da Paolo V Borghese? Zum! Eccoli che ti aggrediscono: compra compra. Figuriamoci chi vuol fare una foto… Mi fanno tenerezza i turisti che cercano l’inquadratura giusta per evitare tutto questo: è impossibile, e quando mostreranno le foto ai loro amici, dovranno forse anche dire due parole per spiegare che si trovavano a Roma. E diranno che ovunque, per la città, si sono ritrovati addosso quella fauna invadente e fastidiosa: camioncini di Tredicine, cingalesi e cinesi che si avvicinano per venderti la loro roba, cingalesi che ti vogliono fare la foto (accade a Fontana di Trevi), cingalesi che ti vendono le rose, zingari che ti chiedono l’elemosina o che, non veduti, ti sfilano il portafoglio, e ragazzoni americani che ti vengono a raccogliere all’uscita dalla metro offrendo visite guidate tenute da società e guide non autorizzate, cioè abusive. Racconteranno che sulla metropolitana, a tutte le ore, salgono zingari che suonano; e che questo ormai lo fanno pure sugli autobus.* Spiegheranno che tutta questa commedia si svolge sotto gli occhi dei vigili ubani, dei carabinieri, dei finanzieri, che se ne strafottono e non vedono. Quando ci sono. Anche questa, in fondo, è l’immagine dell’Italia all’estero, quella che sta tanto a cuore ai nostri parrucconi sinistri. O no?

Alemanno, t’avevamo votato perché ci liberassi di questo. Non lo hai fatto. E Roma sta andando sempre più giù. Fai qualcosa, finché puoi. Perché con chi verrà dopo di te (mica crederai di venir rieletto?), le cose andranno sempre peggio. Fai qualcosa e onora le promesse elettorali: chi ti ha votato, lo ha fatto perché voleva una città vivibile e non ce la faceva più a campare in contesti da terzo mondo, non ce la faceva più a vedere la propria città invasa e umiliata in questa maniera. Non ce la faceva più a sentirsi assediato a casa propria. Che poveri illusi che siamo stati.

*Questa però mi sa che la racconto un’altra volta, perché i turisti sono gli unici che li pagano a questi, e qualcosa non torna.

Ed ecco quello che accade in una mattina di settembre su Piazza di Santa Maria Maggiore…

venditori di sciarpe davanti alla cancellata

 

roba di gran qualità

pensava volessi acquistare la sua roba...

20 settembre 1870, giorno sommamente infausto per chi scrive. Anzi: XX Settembre, come con vezzo neoclassicheggiante i buzzurri (non ve la prendete: è termine storico e antico, non dispregiativo) di Torino hanno chiamato la via dei ministeri, quando i nordici i ministeri li imposero a Roma e per costruirli devastarono la fascia verde che cingeva a nord la città, distruggendo ville rinascimentali e monumenti antichi, comprese le mura del VI secolo a. C. (ma questa è un’altra storia).

20 settembre 2011. Giorno di nuove, ulteriori follie. A seguire, un breve campione:

Follia 1. Il presidente super partes della camera dei deputati ha aperto nuovamente bocca per dare aria alla lingua (e non dico cosa avrei voluto scrivere, in realtà). Ma lui, e tutti i finiani, operano per il bene della Patria, si sa.

Follia 2. Coppia di finiani che hanno aperto bocca anche loro per dare aria alla lingua, come il loro capo: finiano 1 e finiano 2.

Follia 3. Quelli che bisogna farli entrare in Europa. Quelli che manco ci sono entrati e già dettano le condizioni (ma si sa, è nella loro cultura e vanno accettati per come sono, anzi… non farlo denoterebbe un’intollerabile chiusura culturale).

Follia 4. A Roma Alemanno tenta di bloccare lo scempio non dico quotidiano, ma quasi, che si fa di piazze e strade storiche in occasione di manifestazioni e cortei. Il sindaco sta lavorando a un’ordinanza che le vieti e che sposti le manifestazioni in posti più consoni. E sarebbe pure ora! Piazza Navona, Colosseo, Piazza del Popolo, Circo Massimo, Via Cavour, Piazza dell’Esquilino, Piazza San Giovanni in Laterano (che, lo ricordo, è la cattedrale di Roma e deve chiudere quando ci sono concertoni e comizi, per non dire di come la struttura “balli” quando gli altoparlanti sono attivi anche solo per le prove nei giorni precedenti l’evento: provato di persona, e l’effetto è impressionante) vanno tutelati. Ma la CGIL insorge: no, perché il diritto a manifestare non si tocca! Ma chi ve lo tocca, brutti scassaminchie che non siete altro? Manifestate h24, 7 giorni su 7, 12 mesi all’anno, rendendo la vita ai Romani e a chi si trovi in città impossibile e non vi basta? Ma non era a sinistra che si tutelava la cultura e l’arte, una volta?

Follia 5. Dopo aver combinato quello che hanno combinato, i pm di Napoli si sono finalmente convinti di quello che in tanti ci dicevamo a bassa voce: il processo Tarantini non è di competenza territoriale loro. E quindi ecco che, colpo di scena! Le carte passano a Roma. Meraviglioso… Ma a questi non li ferma nessuno?*

Follia 6. A Lampedusa ennesima rivolta degli immigrati, al momento in corso. Folli. Folli noi a non esserci rotti le palle come dovremmo. Folli a non reagire come dovremmo. Folli a tollerare tutto questo. Folli a tenerci la nostra follia.

*Il video è evidentemente dedicato a loro: c’è piena competenza territoriale nella location delle immagini e nel concetto espresso dalla traduzione in italiano del titolo.

E’ tornato. Rassegnamoci.

Io questo famigerato numero di dicembre di “Pocket” ancora non l’ho letto, ma qui e là in rete si trovano stralci dell’intervista al tipo. Oggi mi sono capitate sotto agli occhi le dichiarazioni sullo stato della pulizia della Città. L’ex sindaco avrebbe detto:

«Non voglio far polemica (noooooooooooooooooo!), però mi sembra evidente che oggi Roma è più sporca, addirittura sono tornati in città i famigerati manifesti 6×9, il decoro urbano è davvero una chimera (invece quando c’eri te…)».

Lui spara cazzate (è nelle sue abitudini). Ma stavolta trova Qualcuno che gli risponde come si merita:

«A Roma si dice “Ancora rosica”. Non gli è ancora passata», ha replicato immediatamente Alemanno. «Sulla pulizia della città stiamo migliorando. A gennaio ci sarà l’applicazione del nuovo contratto di servizio dell’Ama e ogni giorno faremo la raccolta dei rifiuti in tutta la città. Quando invece c’era Veltroni i rifiuti venivano raccolti una volta al mese. Quindi Veltroni dovrebbe stare un po’ zitto», ha aggiunto il sindaco. In merito poi alle critiche espresse dall’ex sindaco sui cartelloni pubblicitari, Alemanno ha replicato: «Sono esattamente quelli che c’erano ai tempi suoi, anzi con qualche cartellone abusivo in meno. Quindi anche su questo dovrebbe tacere».

Ecco, appunto: taci. Ce fai più bella figura.

Alemanno contro tutti

Così titola e commenta oggi il Corsera online le iniziative di questi giorni da parte del Sindaco di Roma: decreto-lavavetri, regolamentazione dei cortei, provvedimenti anti-parcheggiatori abusivi e per la lotta a graffito selvaggio.

Caro Corsera: Alemanno non è contro tutti. Alemanno è per Roma. Tanto che, guarda un po’, un sondaggio Ekma condotto fra i cittadini per verificare il loro gradimento verso i propri sindaci registra per il mio Sindaco un 59,3%, percentuale in crescita (GA ha vinto le amministrative con il 53% dei voti).

Noi l’abbiamo votato (anche) per questo: perché ci dia una città degna di questo nome. E troppo stiamo ancora pazientando… Chi non vive a Roma forse non capisce. Chi ha gli occhi foderati di ideologia, pure se Romano o qui residente, non capisce e non vede, senza forse. Io, lo confesso, esulto quando leggo che se non ci si metterà d’accordo con i sindacati, Alemanno regolamenterà il casino-cortei con un’ordinanza.

Avrei voluto linkare a chiusura di queste poche riflessioni un bell’editoriale apparso ieri sulla prima pagina della Cronaca di Roma del Corsera, a firma di Corrado Ruggeri: “Il diritto di sentirsi rispettati”, ma non l’ho trovato. Ne copio quindi alcuni passi:

Ci sono diritti che non si toccano. E ce ne sono altri che, secondo alcuni, possono essere manipolati, ignorati, travolti. [...] E’ quello che accade a Roma quando capita di dover rendere compatibili il diritto sacrosanto di manifestare e quello, altrettanto sacrosanto, di poter vivere le proprie giornate senza dover restare prigionieri di ingorghi provocati da manifestazioni alle quali partecipano folle più o meno numerose. Prevale sempre il primo, il diritto alla sfilata. E il cittadino si sente indifeso.

La gente di Roma è stufa di dover rinunciare a vivere con serenità il week end, di doversi fermare in casa per evitare di restare imbottigliata nel traffico [...] magari perché ci sono, come l’altro sabato, tre cortei in un giorno (e l’Autrice aggiunge che sabato i suoi sono rimasti bloccati in macchina a Termini, in linea d’aria 500 metri da casa, per due ore: stava passando la manifestazione contro il razzismo…).

E’ chiedere troppo di regolamentare [...] cortei e sfilate che negli stessi giorni si sovrappongono, si mescolano, si incrociano, nell’assoluto disprezzo di chi in questa città vive, lavora, fatica, paga le tasse e vorrebbe, qualche volta, rilassarsi?

Domani (oggi) si incontreranno il sindaco e il prefetto, proveranno a trovare un’intesa [...] cercando di salvaguardare i diritti di tutti. Se l’accordo non ci sarà, Alemanno ha già fatto sapere che alla fine deciderà lui adottando “ogni prerogativa di legge per tutelare le legittime istanze dei cittadini”. Vorrebbe evitare un atto d’imperio, e tutti ci auguriamo che sia così. E’ il primo cittadino di Roma e tocca a lui tutelare chi nella Capitale vive tutti i giorni.

Discorso analogo vale per i lavavetri. [...] A volte la loro presenza – quasi sempre indisponente – diventa addirittura minacciosa, soprattutto nei confronti delle donne. C’è chi sostiene che “i Romani hanno diritto ad essere lasciati in pace” (dichiarazione di Federico Guidi, consigliere PdL del Comune, n.d.A.). Si può dargli torto?

 

 

Pare che ci siamo: martedì sarà firmata l’ordinanza comunale che vieterà di ”esercitare mestieri non autorizzati sul suolo pubblico e di turbare il traffico”. In pratica, l’ordinanza che la maggior parte dei Romani aspettava da tempo, massimamente quelli che hanno votato per Alemanno (tra cui la soprascritta). Dovrebbe così finire quello spettacolo indecente che a Roma va in scena quotidianamente a TUTTI i semafori della città: mendicanti (per lo più zingari e bambini), lavavetri (per lo più zingari e bambini, ma spesso anche donne), venditori di cianfrusaglie (per lo più cingalesi), i cosiddetti “cappottini” (gente fatta venire periodicamente dall’Est Europa e costretta a mendicare vestita solo di cappotto, ma a piedi scalzi, per fare pietà). Da un po’ pure i giocolieri, che sovente bloccano il traffico per terminare i propri numeri (ma chi glielo ha chiesto? Se voglio vedere un acrobata, vado al circo… o no?).

Serve dire che i Romani non ne possono più? (qui la notizia sul Messaggero, con commenti illuminanti). E’ un assalto quotidiano, che spesso ha portato anche a episodi sgradevoli, quali aggressioni all’automobilista che non voleva pagare. Pure l’Autrice, qui, una volta s’è beccata uno sputo da una zingara perché la sua amica, al volante, non aveva voluto pagare la compare, alla quale per altro nessuna di noi due aveva chiesto di pulire il parabrezza. Niente rispetto a palpeggiamenti e botte, che a volte hanno avuto anche esiti tragici.

Un’ordinanza simile, come è noto, è stata adottata qualche tempo fa a Firenze, da un’amministrazione di centrosinistra: serve altro per capire che si tratta di decoro, di civiltà, di dovere verso i cittadini di mantenere per loro una città vivibile? Qui non si tratta, insomma, di destra e sinistra, ma di buon senso e vivere civile. Di Bellezza, se vogliamo.

Ma c’è dell’altro, ed è un punto ugualmente importante: i semafori di Roma sono tutti rigorosamente spartiti tra bande e clan. Dietro le varie attività (illegali, tutte: non va scordato) c’è un racket mostruoso e capillare che impiega donne, bambini, storpi (finti o veri).

Quindi: motivi di legalità, di decoro urbano, e di umanità (non da ultimo) spingono a ritenere questa ordinanza necessaria. Anche perché (cito dal Corsera):

A differenza di quella già applicata a Firenze, l’ordinanza di Roma conterrà non solo sanzioni per chi non la rispetterà, bensì anche la possibilità di un reinserimento sociale qualora si appurino condizioni di sfruttamento. [...] Per i soggetti deboli è previsto un percorso di assistenza: in caso di donne e bambini il Campidoglio provvederà a farli seguire da assistenti sociali, così come in caso di vittime del racket.

Ora… Potevano mancare loro? Eccoli qui:

semaforo day

… svariati sinistri di Comune, Provincia e Regione (guarda Tarzan: il primo a sinistra… non se ne perde una!). I quali, tutti, si sono detti sdegnati dall’iniziativa del Comune e hanno subito organizzato un bel “Semaforo Day” sotto il Campidoglio! Su Repubblica la notizia è in home page (e come te sbagli!), con tanto di galleria fotografica e video. A questa gente vorrei chiedere in quale città vivono, se a loro va bene così, se va bene vedere bambini che invece di stare a scuola o più semplicemente di fare i bambini, devono stare ai semafori a chiedere l’elemosina. Vorrei chiedere loro quale proposta abbiano per risolvere il problema, soprattutto a quelli di Provincia e Regione, che governano.

Roma ormai è alla deriva, e nessuno che la ami veramente sopporta più di vederla ridotta così. Inutile dire che ai miei occhi ai signori della foto di Roma non frega un piffero.

Mi auguro che questa ordinanza arrivi presto, che diventi operativa subito e che sia applicata come Cristo comanda. Roma lo esige, e lo merita.

Li aspettavo… i soliti coglioni.

Quelli di Militia.

Era solo questione di tempo, e un po’ mi stavo preoccupando che ancora non si fossero fatti vivi. Con il loro stile unico e inconfondibile.

Quello che prevede le solite cazzate, il solito posto in cui appenderle, vittime protagoniste diverse a seconda dei fatti (oggi i gay). E la solita vittima non protagonista.

E per fare ’sta genialata ci avere messo pure un bel po’ di giorni…

Siete proprio dei coglioni!

ps: ho voluto mettere il link al Mattino, e non a quotidiani più romani, come ad esempio il Messaggero, o alla cronaca romana di altri quotidiani più nazionali, come il Corriere, perché francamente di registrare qui sopra la beatificazione di Zingaretti, che ora fa l’amico dei gay e si fionda al Village, proprio non mi andava. E sui suddetti quotidiani questo si trova. In bella mostra e dappertutto. Vomitevole…

Voglio tornare, devo tornare su quello di cui ho scritto ieri: le aggressioni ai ragazzi di Roma e Rimini, e la cagnara sinistra che si è scatenata intorno ad esse.

Innanzitutto: l’accoltellatore è stato preso. Ora: che venga processato presto e che sconti la pena fino all’ultimo giorno. Punto.

In secundis: l’incontro in Campidoglio di stamattina tra il Sindaco e i rappresentanti della comunità gay romana (e non solo) è andato – pare – davvero bene. Mi sembra di leggere commenti positivi, piovuti anche da “insospettabili” come Franco Grillini o Aurelio Mancuso, presidente nazionale dell’Arcigay, seguito da Fabrizio Marrazzo, presidente di Arcigay Roma. Date un’occhiata qui, quiqui. Per Imma Battaglia (dall’ultimo link dei tre appena inseriti):

 ”La cosa importante e’ che da un fatto negativo sia nata una collaborazione moderna che responsabilizza la politica. Collaborazione che deve essere presa a modello in tutta Italia”.

Niente di meno…

Alemanno ha dichiarato che darà il proprio sostegno per l’approvazione della legge Concia contro l’omofobia. E che andrà al Gay Village, come ieri gli era stato chiesto da Imma Battaglia, ribadendo che:

“L’idea che ci sia un’amministrazione di centrodestra che possa far aumentare l’intolleranza sessuale nella città è uno di quei teoremi propagandistici che non fanno bene a nessuno. Al contrario questa amministrazione vuole fare di tutto per sottolineare che la legge e il rispetto della persona umana debbano valere per tutti. Siamo in prima linea per dimostrare che questa posizione non ha alcuna eccezione”.

E già… Perché, ovviamente, da sinistra si continua a punzecchiare. Lo ha fatto ieri sera, ad esempio, Lady Frangetta. Lo fa l’immancabile Repubblica (i cui giornalisti neanche sanno scrivere correttamente i nomi dei ministri…). Ma a noi cale poco, in realtà. Anche perché il giochino sinistro è stato tanato: qui e qui, ad esempio. Niente di nuovo sotto il sole. A Roma lo si sa bene…

Dopo il coinvolgimento di Alemanno, l’Arcigay ha chiesto – nuovamente – quello di Fini, inviandogli oggi la richiesta di riprendere quanto prima la discussione in aula sulla legge Concia. Qui il link. E Che Fini risponda quanto prima. Positivamente.

Chiudo queste riflessioni con la speranza che il ragazzo ricoverato si riprenda prestissimo. Chiudo anche chiedendomi perché dei fatti di Rimini si parla di meno (nessun sindaco da sciacallare lì?? I gay di destra, e politicamente impegnati, non meritano attenzione e solidarietà?).

E chiudo con un grazie enorme al mio Sindaco.

I fatti sono questi:

1. Qualche sera fa due ragazzi sono stati aggrediti fuori il Gay Village, qui a Roma, da un pazzo furioso infastidito dal fatto che i due si stessero baciando, e forse anche dalla loro reazione alle prime offese (tutte verbali). Uno dei due è stato accoltellato, ha dovuto subire un intervento chirurgico molto delicato e ancora oggi è giudicato in condizioni molto gravi. L’altro è stato ferito alla testa con una bottiglia rotta, e gli sono stati applicati dei punti. Il fatto è esecrabile. Osceno. E osceno oltre ogni limite è che l’aggressore non è stato arrestato perché non è stato trovato in flagranza di reato. In altre parole: è stato denunciato a piede libero, e lasciato andare. Non credo servano ulteriori commenti. Capisco che la legge è legge, ma se la legge è sbagliata: non si deve dire? Qui non si tratta dell’essere gay o meno. Si tratta del fatto che se uno mi accoltella e mi riduce in fin di vita, deve finire dentro e processato. Punto. Mi permetto un’altra considerazione sull’avvenuto: nessuno è intervenuto per salvare i due ragazzi, tranne un uomo (mi pare…). Una sola persona. Eppure di gente lì ce ne era in quantità mentre la cosa avveniva. Tutti spaventati. O meglio: tutti vigliacchi? Etero e gay? La vigliaccheria non fa distinzioni di orientamento sessuale, evidentemente! (Scusate la punta polemica, ma le persone che si girano dall’altra parte per me sono tutte, indistintamente, dei coglioni).

Andiamo avanti: la cosa ha scatenato le inevitabili reazioni. Per Vladimiro Guadagno/Vladimir Luxuria, che s’è subito fiondato all’ospedale per andare a visitare il ragazzo operato (e che per farlo ha deciso di indossare meravigliosi orecchini a pupazzetto, con i quali sarebbe apparso davanti alle telecamere: il momento e l’occasione erano assolutamente adatti!), è stata l’occasione per denunciare via-mantra: “Mai vissuti, a mia memoria, tempi così bui a Roma”.

Archiviato Guadagno, mi preme riportare le parole di Imma Battaglia:

“L’aggressione di ieri e’ avvenuta fuori dal villaggio, dove c’e’ sempre molta sicurezza, e purtroppo noi l’abbiamo appreso soltanto oggi. Ora la cosa piu’ importante e’ tutelare il ragazzo ma e’ gravissimo che l’aggressore non sia ancora in galera per un cavillo procedurale. Siamo soddisfatti dell’intervento del Sindaco che ha chiesto che venga subito imprigionato, anche perche’ e’ un pregiudicato e tossicodipendente”.

Appunto. Pregiudicato e tossicodipendente. Assassino mancato. E libero… Ce n’è abbastanza per incazzarsi a morte?

E, visto che la Battaglia lo nomina, veniamo al Sindaco di Roma, Gianni Alemanno. Che infatti s’è incazzato:

“E’ inaccettabile che un accoltellatore che ha agito con un chiaro movente di intolleranza sessuale sia soltanto denunciato a piede libero per un mero cavillo procedurale. Ancora una volta devo protestare vivamente per una decisione adottata da un magistrato. Senza certezza della pena qualsiasi politica di sicurezza è delegittimata”.

E, va aggiunto, il Comune di Roma si costituirà parte civile “contro il criminale che ha tentato di uccidere due ragazzi con movente di intolleranza omofobica” (è sempre Alemanno che parla).

La presa di posizione del Comune di Roma e del Sindaco ha raccolto il plauso di Franco Grillini e della Battaglia. Oltre che delle persone di buon senso. E domani in Campidoglio ci sarà un incontro tra i rappresentanti della comunità gay e il Sindaco, dal quale si spera possano uscire indicazioni e progetti concreti. Però, come era facile immaginare, l’altro versante politico romano ha cominciato il walzer dell’accusa… e te pareva! Quale ghiotta occasione!! Noi siamo i buoni, voi no! Ecco: se permettete, io di fronte a queste cose vado in bestia. Due perle su tutte, entrambe prese da qui:

Stefa­no Pedica, senatore dell’Idv: «Da parte di Alemanno non basta l’indignazione, ma serve un intervento serio se il sindaco non vuole rendersi complice di quanto acca­de ». Complice??? Ma scherziamo? E che dovrebbe fare? Dicci un po’, caro Pedica?

A seguire, Luigi Nieri, assessore regionale al Bi­lancio, che tuona: “L’aggressione del Gay Village, che si aggiunge ai troppi episodi accaduti negli ultimi mesi, è ancora più grave perchè maturata nel clima di intolle­ranza e di criminalizzazione delle diversità che si è voluto creare ad arte in città“. Claro, no? Alemanno o è complice o è artefice di questi tempi bui in cui Roma è piombata dal 28 aprile dell’anno scorso.

Sarà. E sarà che ormai qui ci siamo abituati: ma sento un po’ puzza di sciacallaggio… Forse val la pena ricordare a lorsignori che gli Altri Due ex sindaci di Roma non è che che abbiano brillato per iniziative pro-gay. Qualche esempio? Ci rinfreschiamo la memoria insieme?

Vogliamo ricordarci i contorsionismi di Rutelli, che negò… pardon: revocò il patrocinio al Gay Pride del 2000?

Veltroni o Rutelli hanno mai sfilato al Gay Pride? Cosa che, per altro, si pretendeva da Alemanno l’anno scorso? Ricordate la canzoncina di Fiorello?

Veltroni, ad esempio, dov’era quando si inaugurava la Gay Street romana? In un clima pesante, inoltre: qualche giorno prima la polizia aveva fermato due ragazzi che si baciavano in pubblico e il giorno precedente una transessuale era morta a seguito di un’aggressione. Era il 2 agosto 2007 , giusto per collocare l’evento da un punto di vista cronologico. E Walter Veltroni era il sindaco di Roma… (Qualcosa del genere era accaduto anche qualche anno prima, nel 2001. Ma anche lì Uolter pensò bene di non presenziare).

Fa ridere poi la risposta che Veltroni diede al Circolo Mario Mieli per la domanda su cosa intendessero fare i candidati PD per la questione glbt.

E mi fermo qui…

Chiudo scrivendo che la Procura di Roma ha chiesto oggi la custodia cautelare in carcere per l’aggressore. E che Imma Battaglia ha invitato il Sindaco al Gay Village, “per rassicurare la popolazione gay e far sentire la vicinanza dell’amministrazione”. Io, personalmente e nel mio piccolissimo, sarei fiera come non mai di vedere il mio Sindaco al Gay Village.

2. Ora la seconda storia. Atroce. E accaduta a Rimini. Qui due ragazzi sono stati aggrediti da un vicino, nel cortile di casa, durante un’operazione di parcheggio. Va detto anche che questa storia assume un aspetto particolare da un punto di vista politico: l’aggredito è un esponente del centro-destra, Daniele Priori, cofondatore con Benedetto Della Vedova di Libertiamo e vicedirettore di GayLib. E il fatto è accaduto in una città, e in una terra, che davvero non si può accusare di tendere a destra (politicamente parlando) e di chiusura mentale. Eppure… Cosa dirà ora Luxuria? Alzerà il tiro e sposterà il buio da Roma all’Italia intera? E gli autorevoli esponenti del Pd? Che faranno? Ora che non hanno un Alemanno da incastrare?

Chiedo scusa… L’ultima parte del ragionamento può sembrare decisamente di parte. Lo è, volendo. Ma il fatto è che io di fronte a queste cose mi indigno. Punto. Non mi piace che un ragazzo che lotta tra la vita e la morte in ospedale, e che è stato aggredito perché gay, venga usato come strumento politico da chi, diciamocelo, per i gay non è che poi politicamente abbia fatto molto. Ma che pretende dalla parte politica opposta che faccia tutto…

Ritirate fuori i Di.Do.Re. Che si faccia la legge contro l’omofobia. Che i cretini tacciano. E che io, e tanti come me, si possa esser fieri del Governo che abbiamo votato.

 

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