I fatti sono questi:
1. Qualche sera fa due ragazzi sono stati aggrediti fuori il Gay Village, qui a Roma, da un pazzo furioso infastidito dal fatto che i due si stessero baciando, e forse anche dalla loro reazione alle prime offese (tutte verbali). Uno dei due è stato accoltellato, ha dovuto subire un intervento chirurgico molto delicato e ancora oggi è giudicato in condizioni molto gravi. L’altro è stato ferito alla testa con una bottiglia rotta, e gli sono stati applicati dei punti. Il fatto è esecrabile. Osceno. E osceno oltre ogni limite è che l’aggressore non è stato arrestato perché non è stato trovato in flagranza di reato. In altre parole: è stato denunciato a piede libero, e lasciato andare. Non credo servano ulteriori commenti. Capisco che la legge è legge, ma se la legge è sbagliata: non si deve dire? Qui non si tratta dell’essere gay o meno. Si tratta del fatto che se uno mi accoltella e mi riduce in fin di vita, deve finire dentro e processato. Punto. Mi permetto un’altra considerazione sull’avvenuto: nessuno è intervenuto per salvare i due ragazzi, tranne un uomo (mi pare…). Una sola persona. Eppure di gente lì ce ne era in quantità mentre la cosa avveniva. Tutti spaventati. O meglio: tutti vigliacchi? Etero e gay? La vigliaccheria non fa distinzioni di orientamento sessuale, evidentemente! (Scusate la punta polemica, ma le persone che si girano dall’altra parte per me sono tutte, indistintamente, dei coglioni).
Andiamo avanti: la cosa ha scatenato le inevitabili reazioni. Per Vladimiro Guadagno/Vladimir Luxuria, che s’è subito fiondato all’ospedale per andare a visitare il ragazzo operato (e che per farlo ha deciso di indossare meravigliosi orecchini a pupazzetto, con i quali sarebbe apparso davanti alle telecamere: il momento e l’occasione erano assolutamente adatti!), è stata l’occasione per denunciare via-mantra: “Mai vissuti, a mia memoria, tempi così bui a Roma”.
Archiviato Guadagno, mi preme riportare le parole di Imma Battaglia:
“L’aggressione di ieri e’ avvenuta fuori dal villaggio, dove c’e’ sempre molta sicurezza, e purtroppo noi l’abbiamo appreso soltanto oggi. Ora la cosa piu’ importante e’ tutelare il ragazzo ma e’ gravissimo che l’aggressore non sia ancora in galera per un cavillo procedurale. Siamo soddisfatti dell’intervento del Sindaco che ha chiesto che venga subito imprigionato, anche perche’ e’ un pregiudicato e tossicodipendente”.
Appunto. Pregiudicato e tossicodipendente. Assassino mancato. E libero… Ce n’è abbastanza per incazzarsi a morte?
E, visto che la Battaglia lo nomina, veniamo al Sindaco di Roma, Gianni Alemanno. Che infatti s’è incazzato:
“E’ inaccettabile che un accoltellatore che ha agito con un chiaro movente di intolleranza sessuale sia soltanto denunciato a piede libero per un mero cavillo procedurale. Ancora una volta devo protestare vivamente per una decisione adottata da un magistrato. Senza certezza della pena qualsiasi politica di sicurezza è delegittimata”.
E, va aggiunto, il Comune di Roma si costituirà parte civile “contro il criminale che ha tentato di uccidere due ragazzi con movente di intolleranza omofobica” (è sempre Alemanno che parla).
La presa di posizione del Comune di Roma e del Sindaco ha raccolto il plauso di Franco Grillini e della Battaglia. Oltre che delle persone di buon senso. E domani in Campidoglio ci sarà un incontro tra i rappresentanti della comunità gay e il Sindaco, dal quale si spera possano uscire indicazioni e progetti concreti. Però, come era facile immaginare, l’altro versante politico romano ha cominciato il walzer dell’accusa… e te pareva! Quale ghiotta occasione!! Noi siamo i buoni, voi no! Ecco: se permettete, io di fronte a queste cose vado in bestia. Due perle su tutte, entrambe prese da qui:
Stefano Pedica, senatore dell’Idv: «Da parte di Alemanno non basta l’indignazione, ma serve un intervento serio se il sindaco non vuole rendersi complice di quanto accade ». Complice??? Ma scherziamo? E che dovrebbe fare? Dicci un po’, caro Pedica?
A seguire, Luigi Nieri, assessore regionale al Bilancio, che tuona: “L’aggressione del Gay Village, che si aggiunge ai troppi episodi accaduti negli ultimi mesi, è ancora più grave perchè maturata nel clima di intolleranza e di criminalizzazione delle diversità che si è voluto creare ad arte in città“. Claro, no? Alemanno o è complice o è artefice di questi tempi bui in cui Roma è piombata dal 28 aprile dell’anno scorso.
Sarà. E sarà che ormai qui ci siamo abituati: ma sento un po’ puzza di sciacallaggio… Forse val la pena ricordare a lorsignori che gli Altri Due ex sindaci di Roma non è che che abbiano brillato per iniziative pro-gay. Qualche esempio? Ci rinfreschiamo la memoria insieme?
Vogliamo ricordarci i contorsionismi di Rutelli, che negò… pardon: revocò il patrocinio al Gay Pride del 2000?
Veltroni o Rutelli hanno mai sfilato al Gay Pride? Cosa che, per altro, si pretendeva da Alemanno l’anno scorso? Ricordate la canzoncina di Fiorello?
Veltroni, ad esempio, dov’era quando si inaugurava la Gay Street romana? In un clima pesante, inoltre: qualche giorno prima la polizia aveva fermato due ragazzi che si baciavano in pubblico e il giorno precedente una transessuale era morta a seguito di un’aggressione. Era il 2 agosto 2007 , giusto per collocare l’evento da un punto di vista cronologico. E Walter Veltroni era il sindaco di Roma… (Qualcosa del genere era accaduto anche qualche anno prima, nel 2001. Ma anche lì Uolter pensò bene di non presenziare).
Fa ridere poi la risposta che Veltroni diede al Circolo Mario Mieli per la domanda su cosa intendessero fare i candidati PD per la questione glbt.
E mi fermo qui…
Chiudo scrivendo che la Procura di Roma ha chiesto oggi la custodia cautelare in carcere per l’aggressore. E che Imma Battaglia ha invitato il Sindaco al Gay Village, “per rassicurare la popolazione gay e far sentire la vicinanza dell’amministrazione”. Io, personalmente e nel mio piccolissimo, sarei fiera come non mai di vedere il mio Sindaco al Gay Village.
2. Ora la seconda storia. Atroce. E accaduta a Rimini. Qui due ragazzi sono stati aggrediti da un vicino, nel cortile di casa, durante un’operazione di parcheggio. Va detto anche che questa storia assume un aspetto particolare da un punto di vista politico: l’aggredito è un esponente del centro-destra, Daniele Priori, cofondatore con Benedetto Della Vedova di Libertiamo e vicedirettore di GayLib. E il fatto è accaduto in una città, e in una terra, che davvero non si può accusare di tendere a destra (politicamente parlando) e di chiusura mentale. Eppure… Cosa dirà ora Luxuria? Alzerà il tiro e sposterà il buio da Roma all’Italia intera? E gli autorevoli esponenti del Pd? Che faranno? Ora che non hanno un Alemanno da incastrare?
Chiedo scusa… L’ultima parte del ragionamento può sembrare decisamente di parte. Lo è, volendo. Ma il fatto è che io di fronte a queste cose mi indigno. Punto. Non mi piace che un ragazzo che lotta tra la vita e la morte in ospedale, e che è stato aggredito perché gay, venga usato come strumento politico da chi, diciamocelo, per i gay non è che poi politicamente abbia fatto molto. Ma che pretende dalla parte politica opposta che faccia tutto…
Ritirate fuori i Di.Do.Re. Che si faccia la legge contro l’omofobia. Che i cretini tacciano. E che io, e tanti come me, si possa esser fieri del Governo che abbiamo votato.