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Archivi Categorie: Gianfranco Fini

20 settembre 1870, giorno sommamente infausto per chi scrive. Anzi: XX Settembre, come con vezzo neoclassicheggiante i buzzurri (non ve la prendete: è termine storico e antico, non dispregiativo) di Torino hanno chiamato la via dei ministeri, quando i nordici i ministeri li imposero a Roma e per costruirli devastarono la fascia verde che cingeva a nord la città, distruggendo ville rinascimentali e monumenti antichi, comprese le mura del VI secolo a. C. (ma questa è un’altra storia).

20 settembre 2011. Giorno di nuove, ulteriori follie. A seguire, un breve campione:

Follia 1. Il presidente super partes della camera dei deputati ha aperto nuovamente bocca per dare aria alla lingua (e non dico cosa avrei voluto scrivere, in realtà). Ma lui, e tutti i finiani, operano per il bene della Patria, si sa.

Follia 2. Coppia di finiani che hanno aperto bocca anche loro per dare aria alla lingua, come il loro capo: finiano 1 e finiano 2.

Follia 3. Quelli che bisogna farli entrare in Europa. Quelli che manco ci sono entrati e già dettano le condizioni (ma si sa, è nella loro cultura e vanno accettati per come sono, anzi… non farlo denoterebbe un’intollerabile chiusura culturale).

Follia 4. A Roma Alemanno tenta di bloccare lo scempio non dico quotidiano, ma quasi, che si fa di piazze e strade storiche in occasione di manifestazioni e cortei. Il sindaco sta lavorando a un’ordinanza che le vieti e che sposti le manifestazioni in posti più consoni. E sarebbe pure ora! Piazza Navona, Colosseo, Piazza del Popolo, Circo Massimo, Via Cavour, Piazza dell’Esquilino, Piazza San Giovanni in Laterano (che, lo ricordo, è la cattedrale di Roma e deve chiudere quando ci sono concertoni e comizi, per non dire di come la struttura “balli” quando gli altoparlanti sono attivi anche solo per le prove nei giorni precedenti l’evento: provato di persona, e l’effetto è impressionante) vanno tutelati. Ma la CGIL insorge: no, perché il diritto a manifestare non si tocca! Ma chi ve lo tocca, brutti scassaminchie che non siete altro? Manifestate h24, 7 giorni su 7, 12 mesi all’anno, rendendo la vita ai Romani e a chi si trovi in città impossibile e non vi basta? Ma non era a sinistra che si tutelava la cultura e l’arte, una volta?

Follia 5. Dopo aver combinato quello che hanno combinato, i pm di Napoli si sono finalmente convinti di quello che in tanti ci dicevamo a bassa voce: il processo Tarantini non è di competenza territoriale loro. E quindi ecco che, colpo di scena! Le carte passano a Roma. Meraviglioso… Ma a questi non li ferma nessuno?*

Follia 6. A Lampedusa ennesima rivolta degli immigrati, al momento in corso. Folli. Folli noi a non esserci rotti le palle come dovremmo. Folli a non reagire come dovremmo. Folli a tollerare tutto questo. Folli a tenerci la nostra follia.

*Il video è evidentemente dedicato a loro: c’è piena competenza territoriale nella location delle immagini e nel concetto espresso dalla traduzione in italiano del titolo.

Oddio! Pazze risate!! Non gli si regge più la panza! Che divertente lo scherzo sulla moschea a Sucate!!! Ieri in tutta l’Italia socialnetworkizzata non si parlava… si rideva d’altro: il tweet sulla moschea di Sucate e l’idiotissima risposta dello staff della Moratti (come da foto allegata in alto). A seguire, inevitabili gruppi Facebook come se piovesse (qui, qui e qui, per ora e per quanto io ne sappia…) e autocelebrazione infinita dei tuittettari, la categoria umana da socialnetwork a me più odiosa in assoluto: un concentrato di presuntuosi, conformisti, ossessivi-compulsivi affetti da coazione a ritittuare le imbecillità più totali e a vivere felici nell’acquario. Gente che si sbrodola addosso, insomma. Gente che va in sollucchero perché un tipo anonimissimo (tale @orghl) trae in inganno un altrettanto anonimissimo tuittatore in nome della Moratti (che però i suoi collaboratori se li dovrebbe scegliere meglio…). Sì, vabbe’, può anche essere divertente, ma de che stamo a parlà? Di aria: ve ne siete resi conto? Ma davvero vi basta tanto poco per andare in orgasmo (come dicevano i nostri bisnonni e per rimanere sul pezzo)???

Permette, quindi, di ricordare che c’è stato di meglio in passato: si tratta di questo. Sublime. Altro che Sucate e Via Giandomenico Puppa…  Altro che il sottovuoto spinto e anonimo di Twitter. Bisogna sopportare per un po’ l’arroganza fastidiosa di quello a sinistra, ma vedere Water (in persona e non in pixel) che va in puzza non ha prezzo! ;)

Gira su Facebook :P

Gianfrà, ma non ti pare arrivato il momento di farla finita? Ma sei un uomo o che?

Che disgusto

(E che disgusto che, nella Giornata della Memoria, i principali giornali online d’Italia siano tutti interessati solo ed esclusivamente alla patonza, mentre nel Mondo sta accadendo di tutto… Per non dire di quello che è accaduto a Palazzo Madama stamattina. Ma si sa: tira più… Che schifo…)

Quello che era super partes

E i coglioni che ci credevano. E che ci credono ancora. E che vedono in un giuda così il simbolo dell’onestà.

Se questa è l’Umanità (e questa è l’Umanita, purtroppo) come si può pensare che ci sia Speranza di Bene?

Qualcuno potrebbe spiegare a Fini il significato del termine lapidazione e, soprattutto, gli effetti di tale azione? Lo scopo per cui si applica e s’è sempre applicata? Tra tutti gli intelligentissimi che lo circondano ce ne sarà uno in grado di farlo, no? Di spiegargli che il fine della suddetta lapidazione è la morte… E’ semplice: trattasi della MORTE.

Gianfry, di’ un po’: lo conosci il significato della parola morte?

Ecco: il fine della lapidazione è la morte. Una morte atroce. Non è “Se sei bello ti tirano le pietre”… No: è proprio la morte.

Qualche mese fa girava in rete un video che riprendeva la lapidazione di una donna (eh sì: la lapidazione è privilegio femminile! Almeno questo lo saprai, Gianfry caro??). Mi feci coraggio e lo guardai… Sono stata male per giorni. Sto male ancora adesso se ci ripenso. Quella morte allucinante, e poi la cosa più inumana (ammesso che ci possa essere una gradazione di inumanità): i lapidatori che si accanivano a calci e pestoni sul corpo della povera vittima, ormai evidentemente senza vita, mirando in particolare alla testa allo scopo di sfondargliela. Hai visto mai  non fosse andata al Creatore dopo il gentile trattamento a pietre… Alla fine, quando la povera stava riversata in un lago di sangue che le usciva dal cranio (quindi tanti dubbi sul fatto che fosse morta e schiattata non ce ne dovevano essere), l’amorevole suggello finale: quei galantuomini ne hanno ricoperto il corpo di sputi, spesso conditi a calcetti di ulteriore, ribadito disprezzo.

Ecco cosa essere lapidazione islamica.

Confesso che avrei voluto cercare quel video e metterlo qui, giusto per rammentare cosa voglia dire lapidazione. Ma poi, al ricordo di simili immagini, non me la sono sentita: il rispetto per quella creatura martoriata ha prevalso. Che riposi in pace.

E io devo sentire un signore piacente, abbronzato, ben messo e pasciuto usare a ogni pie’ sospinto e in ogni dove tale termine per definire ciò che è stato fatto alla sua famiglia, per quanto criticabile? Mi sembra che stiano tutti bene a casa Fini, no? Vivi, belli, piacenti, pasciuti e abbronzati. Soprattutto: vivi. E anche liberi di agire liberamente, senza paura di essere giudicati per questo, condannati e  quindi sepolti vivi nella parte inferiore del corpo, mentre la parte superiore – quella che comprende la testa (giusto per essere chiari) – viene lasciata libera e svettante per essere presa a sassate. Fino alla morte.

Ecco: io vorrei un po’ più di rispetto. Un po’ più di proprietà di linguaggio. Che non si parli di lapidazione islamica a cazzo di cane. A maggior ragione da parte di uno che con le parole ci fa camminare i treni (come si dice dalle mie parti). E mi si scusi il francesismo, ma certi paragoni, certi riferimenti lessicali mi mandano il sangue al cervello.

Soprattutto nei giorni in cui non si fa che parlare di una certa Sakineh Mohammadi Ashtiani.

Li leggi i giornali, Gianfry?

Ieri è nata la secondogenita di Elisabetta Tulliani e Gianfranco Fini. Auguri, auguri e ancora auguri!!

Non si sa però ancora quale nome la pupa riceverà. Sembra, tuttavia, che la scelta potrebbe cadere su Martina, almeno a leggere questo articolo del Giornale.

Ora, lasciatemi cazzeggiare un po’ sull’argomento, e permettetemi di dire che… no! Gianfry, ti prego: Martina no! Ci si chiama mezza Roma così! E ormai non va più nemmeno tanto… E poi che facciamo? Martina e Carolina? Come Cip e Ciop? Bibì e Bibò? Qui Quo Qua? E, ti imploro, cerca di evitare anche la triade Giulia-Camilla-Chiara: lo sai meglio di me che tutte le baby-radical di Corso Trieste e Centro Storico portano questi nomi…

Gianfry, non mi rovinare la domenica, e almeno su questo, ti prego: non mi deludere!

Aggiornamento del 12 ottobre, 20.30: Gianfry! Martina ci si chiama la figlia di Water! Ti prego, ti imploro, ti supplico in ginocchio sui ceci: NON LO FARE! Tipregotipregotiprego… Ti rendi conto? Stai a diventà proprio de sinistra e io non te riconosco più… :-(

[sfogo]

Volevo partire tranquilla. Ma a quanto pare non è possibile…

Non ne volevo nemmeno scrivere, un po’ (moltissimo) perché non mi sento in grado… non sono in grado di parlare di queste cose. Un po’ perché sono davvero stanchissima e riesco solo a cazzeggiare (magari nemmeno tanto bene).

Però poi… Insomma: ma che cazzo di casino sta succedendo? L’ultima, fresca di pochi minuti, è che Fini querela Feltri per l’editoriale di ieri su Il Giornale a motivo dei riferimenti “mafiosi” al dossier sexy che riguarderebbe esponenti di AN.

Insomma: ma smettersela… no? Darsi una calmata… no? Granfranco caro: prendere il telefono e risolversi i problemi con Silvietto in privato, no? Ma come mai ti piace così tanto l’applauso sinistro, da un po’? Sbattere i cazzi nostri in piazza e di metterli a disposizione di quelli là, che non aspettano altro? Ma ti pare una mossa saggia? Ma che gioco stai facendo? Perché ti piacciono da matti le coccole della sinistra? Perché ti danno l’illusione di avere ragione, forse? (cito Feltri di ieri, ebbene sì!). Pure tu come Veronica? Le cose non vanno con Silvio, e allora le si dicono a mezzo stampa?

Volare un po’ più in alto, magari? Ma è così tanto difficile?

Agire da galantuomini?

Pensare al bene del Paese?

Tutti…

E noi? Noi che t’abbiamo eletto, caro Gianfranco… Noi che vi abbiamo eletto tutti e abbiamo messo la nostra fiducia nelle vostre mani… Noi che v’abbiamo affidato la rinascita della Nazione… cazzo! Ma ci meritiamo di assistere a questi teatrini indegni? Sembrate ragazzini dell’asilo… E io mi sento tanto scema a incazzarmi così, ma non riesco a starmene tranquilla. A girarmi dall’altra parte…

Ma davvero l’Italia è migliore di chi la governa, come dice quello? Smentitemi… Vi prego, fermatevi. Fatevela finita. Facciamo tutti un passo indietro, perché così non si va da nessuna parte… Perché così si va solo verso la fine.

E Dio solo sa quanto io speri di sbagliarmi. Ma infondo io di politica non capisco niente, e quindi questo è altamente probabile…

Aggiornamento delle 15.40: Solidarietà del PD a Fini… Il cerchio s’è chiuso?

E sempre perché oggi vado a ruota libera: m’è capitato di leggere questo. Ecco, io penso che Macioce abbia tremendamente ragione… Avere a cuore l’Italia… E pensare che c’è chi ha da ridire pure sulla consegna delle case nuove in Abruzzo…

Questo non vuole e non può essere un post di politica.

Io sono una troglodita della politica: non ne capisco niente.

Il mio cuore sta a destra. Questo si sa. E io so bene che a destra ci sono sfumature infinite di nero. E che per parlare di politica con cognizione di causa, soprattutto da destra, bisognerebbe conoscere tutte quelle sfumature, capirne la valenza, le sottili differenze, la storia che ognuna di esse cela, le implicazioni ideologiche (si può dire?), i riferimenti culturali ecc. ecc. Bisognerebbe, magari, avere anche anni di militanza alle spalle, o una militanza in corso. Forse pure una laurea in Scienze Politiche, o in Legge, o in Economia Politica. In Storia dei Partiti Politici, magari…

Ecco: io tutto questo non ce l’ho. Vado a istinto. Cerco di tenermi informata per quel che posso, di valutare quel che leggo e apprendo col mio cervello. Ci provo, e tengo spesso le mie opinioni per me: non mi piace discutere. Sono un tipo pacifico, e sempre consapevole dei propri enormi limiti. Ogni tanto trovo qualcuno che la pensa come me, e allora è una gioia.

Qui sopra, nei giorni passati, ho scritto qualche cazzatella sfottosa (uno, due e tre) verso il nostro Presidente della Camera, che gioca a fare il super partes, e poi sta sempre dalla parte sua di sé. E’ da tempo, inoltre, che lui dice e fa cose nelle quali io non lo seguo più tanto. Cose per le quali devo sempre trovargli una giustificazione. Che però poi non trovo, che non riesco a trovare. E’ come se, da tempo, sentissi di non potermi più fidare di lui. Come se non mi sentissi più rappresentata da lui. Ma poca cosa: io sono ignorante, che posso pretendere? Finché l’unità e il bene del Paese sono tutelati, mi son sempre detta, facesse e dicesse quel che vuole. Farà parte del gioco, e lo saprà lui…

E intanto, dichiarazione dopo dichiarazione, applauso piddino dopo applauso piddino, i dubbi in me sono cresciuti a ritmi vertiginosi…

Passerà, mi dicevo. Speriamo che la finisca presto, mi auguravo…

Fino a pochi minuti fa, quando ho letto questo, e questo. Che dicono la stessa cosa. Sarebbero rumors, sembra…

Però, dentro di me, è scesa una tristezza infinita…

Qualche considerazione sul casino Repubblica/Avvenire/Giornale.

Iniziamo. Tempestiva l’organizzazione di una manifestazione per la libertà di stampa: il 19 settembre a Roma (e come te sbagli?). Meno male che per quella data, quasi certamente, non sarò in Città.

Ipocriti, i nostri giornalisti?

E, ovviamente, il Gianfry nazionale non poteva mancare di dire la sua (anche se sicuramente stimolato). Ci ha messo un po’, però, perché lui è super partes, e deve pensarci bene prima di parlare. Nel corso di un’intervista alla festa del Popolo della Libertà di Mirabello, ha infatti così chiosato:

“Io dico: fermiamoci, fermatevi, perché se si continua con quello che si è visto negli ultimi due mesi non si sa dove si va a finire (…) C’è il rischio di totale imbarbarimento, che si imbocchi una china pericolosa. Da qualche tempo in Italia non si polemizza tra portatori di idee, non si tenta di demolire un’idea, ma colui che l’idea ce l’ha. Si va dritti al killeraggio [quanto sei trendy! nda] delle persone, con buona pace della credibilità dell’informazione e della politica, ma anche della credibilità dell’Italia in Europa”.

Grazie, Gianfry: sei sempre così puntuale! Apri bocca sempre al momento giusto! Magari ti si vede sfilare pure a te il 19 settembre… oh, beninteso: sempre da Presidente della Camera! Sempre super partes!

Poi, sarà un caso, ma oggi ha aperto bocca un altro illustre esternatore, Massimino D’Alema:

“Una parte della destra comincia a capire che anche per loro Berlusconi è un problema”.

Eh? Prego? Chi?

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