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Archivi Categorie: Finavil

Ricordiamocelo. Ricordatevelo la prossima volta che li vedrete cianciare in tv con aria partecipe e compunta sull’eccessivo costo della politica, che bisogna tagliare, e la spending review (ma taglio delle spese no, che così magari lo capisce pure mia nonna?), e che ti credo poi che si vota Grillo ma che l’antipolitica no, e che blablablablablablablabla… E ariblablablablablablablabla…

Ieri a Montecitorio è andata in scena questa cosa vomitevole qui: si iniziava a discutere la riforma dei rimborsi elettorali ai partiti e si sono presentati in 15. Gli altri 615 dove stavano? E il loro presidente Fini il Super Partes, l’Uomo Nuovo della politica italiana, il Giusto? Il Che fai mi cacci? Il Probo, la Vittima… dove stava? A scegliere il costumino nuovo per la prossima stagione balneare? E tutti gli altri? Dove stavano? Dove stavate, l’anima de li mejo antenati vostri?

Poi, già che ci stiamo, gustatevi pure questa:

Mi devo sentire un’imbecille troglodita ignorante di politica se desidero che tutti quelli che ieri non si sono presentati a Montecitorio e quelli che qui sopra hanno votato contro vadano a zappare la terra, che non è nemmeno detto ci riescano perché quella del contadino è un’arte nobile e antica? Chi continua a difendere questi schifosi è solo chi desidera di fare parte della loro combriccola, prima o poi. Si vergognino! Gli uni e gli altri!

Avrà le sue colpe, è un’invasata vera (ma quanto vi piaceva prima questa sua passionalità politica, cari Barbari Sognanti e Cerchiaroli Magici, eh? Ora è facile rinnegarla: apprezzamento di passionalità politica a vostra insaputa, vero?), sarà arrivata a fare il vicepresidente del Senato e tutto il resto perché fedelissima di Bossi (a sua – di Bossi - insaputa anche qui), sarà tutto quello che vi pare, però a me l’altra sera a Porta a Porta Rosi Mauro ha fatto simpatia. Si è difesa come una leonessa, ci ha messo la faccia, ha ribattuto punto su punto le accuse che le venivano rivolte con una fierezza unica che, lo confesso, mi ha affascinato. Alla fine m’è sgorgata naturale solidarietà con lei, non fosse altro che per il suo coraggio e per la lucidità che ha mostrato di avere in una situazione che avrebbe sfiancato un elefante. Certo: magari l’atteggiamento di Rosi Mauro deriva solo da quella bella fodera di pelo interna allo stomaco che ogni creatura politica deve avere sempre ben spazzolata, però come non apprezzarla? Come non chiedersi: “Ma sta dicendo cose che se poi verrà fuori che non sono vere? Le sta dicendo davanti a tutta Italia… Ci sta mettendo la faccia!”. Il tutto, particolare per me non indifferente, mentre pochi minuti prima l’altra Lega, quella della Pulizia! Pulizia! Pulizia! in quel di Bergamo aveva tirato fuori un indecente e populista trito e ritrito armamentario di complotti, servizi segreti, Roma Ladrona (ancora?), non è colpa nostra, via a calci in culo (la solita signorilità…) chi ha tradito, baci alla bandiera padana (la stessa che campeggiava nello studio di Calderoli al posto del Tricolore, accompagnata dalla foto di Bossi al posto di quella di Napolitano: visto con i miei occhi e sfido chiunque a dire che non è così. Calderoli: un ministro della Repubblica Italiana che ha giurato sulla Costituzione… Ma è folklore e la Lega è un bravo alleato… com’era il mantra?). E corollario di baci di Giuda.

Insomma, in attesa che anche su Rosi Mauro si faccia chiarezza, io voglio dedicarle queste righe, e riportare qui qualche bel pezzo che mi è capitato di leggere tra ieri e stamattina. Perché non sono solo io (che nessuno sono) ad avere avuto impressione che della Rosi si stia facendo un capro espiatorio e che la si stia aggredendo con particolare e ipocrita accanimento, battendo soprattutto sul suo essere terrona (provate a digitare su Google il suo nome e vedete che accade), e poi donna (la Lega ce l’ha duro, in fondo in fondo…). E non solo io (che nessuno sono) ho notato la sua fierezza.

Anna Paola Concia, In difesa di Rosy Mauro, la donna scelta dai leghisti come capro espiatorio

Gilda Bisceglia, La pantera Rosy

Vittorio Feltri, Non bruciate la Rosi solo perché terrona

Massimiliano Scafi, Rosi contro tutti

Marco Santi, In difesa di Rosi mauro, vittima di mobbing al Senato (dopo aver letto quest’articolo mi sono chiesta: perché con Rosi si sta facendo così e con Fini no? Perché Fini sta ancora bello incollato alla sua sedia? Perché su Fini nessuno ha nutrito alcun dubbio? Perché nessuno ha preso alcun provvedimento? Anzi! faceva il galantuomo, lui! E c’era chi lo difendeva, chi parlava del suo onore, dell’aggressione infame di Libero e de Il Giornale… Impara, Finavil! Impara da Rosi. Imparate tutti voi finiani! Per quel che mi riguarda, dopo questi fatti lo schifo che provo per te e per quelli che ti sono venuti dietro e che ancora ti vengono dietro è paurosamente aumentato: e non credevo che questo potesse accadere). 

Perché il presidente della Camera, Gianfranco Fini, non si è dimesso dopo che lo ha fatto l’ex presidente del Consiglio Berlusconi? A porre la domanda a bruciapelo al presidente della Camera, durante un incontro con gli studenti di Scienze Politiche della Luiss, è stato uno studente che ha rammentato la promessa a suo tempo fatta dal leader di Fli. «Io lo dissi quando Berlusconi disponeva di una solida maggioranza – ha risposto Fini – ma Berlusconi si è dimesso quando questa stessa maggioranza è venuta meno».

La motivazione data dal Super Partes durante l’intervento di stamattina alla Luiss è cibo per imbecilli, ché tanto lui pensa che gli Italiani quello siano. Certo, a considerare la levatura intellettiva di chi gli va dietro, qualche dubbio viene… Lui, del resto, sa bene di sparare stronzate, e pensate un po’ che effetto deve fare alla sua mente vedere tutti i boccaloni che, più lui la dice consapevolmente grossa, più quelli abboccano: non ha poi ragione a farsi l’idea che dall’altra parte ci sia un gregge di idioti pronti a farsi perculare da lui? Possiamo dargli torto, alla fin fine a e a rigor di logica? Purtroppo no. Quindi c’è poco da lamentarsi se si rigira le frittate come ha fatto stamattina alla Luiss (e non solo).

La realtà, a modesto parere di chi scrive, è un filino diversa: la promessa di dimissioni fatta durante la famosa puntata di Annozero era un ricatto bello e buono. Della serie: ”Tu (Silvio) dimettiti, e poi mi dimetto anche io”. Il furbetto sapeva bene che il suo amato Silvio non si sarebbe mai dimesso allora e quindi, come tutte le persone meschine, faceva dipendere un proprio gesto da quello simile del suo avversario, provocandolo e sfidandolo: Fallo prima tu, fammi vedere se hai il coraggio di farlo, che poi lo faccio anche io. Come dire a qualcuno: Suicidati, che poi se tu mi fai vedere che hai il coraggio di farlo, lo faccio pure io.

Certo.

Peccato che lui le proprie dimissioni le avesse promesse mesi prima, per i motivi che tutti conosciamo. Silvietto suo non c’entrava niente. Ma si sa: i cazzari amano alzare sempre più l’asticella quando fanno promesse: chiamasi verifica della coglionaggine di chi mi ascolta. E’ più forte di loro, una droga bella e buona per il loro narcisismo. Il bello, però, è che c’è chi ancora crede a questo qui. Il bello è che, mentre lui prendeva per il culo gli Italiani con simili imbecillità, c’era pure chi gli credeva e lo difendeva. E che c’è pure chi lo difende oggi.

Povera Italia…

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