
Qualche pomeriggio fa su La7 è andato in onda Amore mio aiutami, con Alberto Sordi e Monica Vitti. Mentre lo vedevo, insieme a mia nonna, a un certo punto ho pensato a voce alta: “Nonna, vedrai che un giorno ci diranno che la Vitti se ne è andata… Così… In silenzio…”. Nonna ha annuito, e ci siamo continuate a vedere il film. Ma io non ho interrotto i miei pensieri. Pensavo a quello che avevo appena detto e a quanto ami e ammiri questa donna meravigliosa. Una signora inarrivabile: classe, bravura, gentilezza, grazia, ironia e bellezza sublime. Bellezza che quasi sparisce rispetto a tutte le altre qualità: Monica Vitti è forse l’unica donna (dovrei scrivere “attrice”, ma mi sembra così riduttivo…) che, pur possedendo una bellezza assoluta, è riuscita a far passare questo dono di Madre Natura in secondo piano rispetto all’arte di cui era (è) portatrice. Monica Vitti s’è ritirata dalle scene anni fa, per malattia. Non la si vede più. Intorno a lei è stato eretto un muro di silenzio dalla famiglia, e questo è sacrosanto. Per questo un giorno ci diranno che lei se ne è andata, quando tutto sarà successo e a noi non resterà che prendere atto della notizia.
Oggi Monica Vitti compie 80 anni. Dei giornali online, trovatemene uno che la celebri in prima pagina. E’ più interessante dare notizie (scelgo a caso) sul nuovo uomo della Knox, sulla colite di Anna Valle, sul libro di Vasco Rossi o sulle offese di Ibrahimovic a Pepe Guardiola. Se si deve parlare di cinema, allora vanno alla grande Zingaretti che dice che fa il papà, e la Lollobrigida leopardata sul red carpet del Festival del Cinema di Roma: questo sta andando in onda a quest’ora sull’homepage del Corsera online (per dirne una). Gli occhi color d’acqua di Monica non ci sono, nemmeno in un angoletto. Oggi, se noi fossimo un Paese e un Popolo che ha memoria e contezza di cosa sia il Bello e di quelli che sono i propri monumenti, dovremmo celebrare Monica e renderle omaggio. Ma poiché così non è, e poiché questo è un Paese dove stravincono a mani basse volgarità e rumore, allora sì: meglio la colite di Anna Valle e Amanda Knox che ha trovato subito l’uomo. Per non parlare dell’attesa messianica per la prima puntata del nuovo programma di Sant’Oro, manco dovesse comunicarci a reti unificate la cura per qualche grave malattia.
Che poi forse, alla fin fine, è meglio così, che ci sia questo silenzio, questa indifferenza. Nel silenzio l’Arte e la Bellezza si apprezzano meglio, e si lasciano trovare solo da chi realmente le cerca. Senza illudersi che questa possa essere ancora una terra in cui Arte e Bellezza (e Signorilità) abbiano cittadinanza.