
“Accompagnavo un mio amico alla Sapienza che doveva pagare un bollettino e poi abbiamo trovato il corteo e ci siamo uniti. Mi sono trovato in mezzo agli scontri per caso e ho perso la testa. Non faccio parte dei Black Bloc, non condivido le loro azioni e la loro violenza. E non hanno il coraggio di manifestare a volto scoperto. Non portavo cappucci, solo una sciarpa ed ero riconoscibile facilmente. Infatti mi hanno arrestato (…) Non ho un orientamento politico. Vado a votare ma non dico per chi. Non frequento centri sociali e a Roma conosco poche persone”.
Così ha detto Fabrizio Filippi, al secolo Er Pelliccia. E ha trovato chi ci ha abboccato. O ha voluto abboccarci. Io manco commento prese per il culo tipo:
- uffici aperti alla Sapienza (la principale università i Roma, per chi non lo sapesse) il sabato mattina/necessità di venire a Roma a La Sapienza per pagare un bollettino, che in teoria può essere pagato in un ufficio postale in qualsiasi angolo d’Italia;
- trovare per caso il corteo e unircisi;
- sempre, beninteso per caso, ritrovarsi in mezzo agli scontri e…
- … ancora solo per caso, perdere la testa, caricare un estintore (da dove?) e tirarlo addosso alle forze dell’ordine.
Tutto avvenuto per caso. Che certe cose avvengano per caso il Filippi deve averlo imparato sui libri di psicologia (studia psicologia il fanciullo, ve lo siete dimenticato, per caso?).
Ma il capolavoro dell’Impellicciato è il giudizio sui black bloc, che lui non stima, anzi disprezza ”perché non hanno il coraggio di manifestare a volto scoperto. Non portavo cappucci, solo una sciarpa“. Capite? Lui, Er Pellicciotto, è un eroe! Manifesta (sempre per caso) con una sciarpa tirata su a coprirgli la faccia. Sciarpa che si doveva essere portata per caso, visto che a Roma quel giorno si schiattava di caldo… però forse a Barbarano Romano, paese natio del Cavalier Pelliccia no, ora che ci penso bene… la mattina che s’è mosso dal paesello doveva far fresco e mammina gli deve aver fatto prendere la sciarpetta per coprirsi la gola, che non si sa mai! E lui è stato così bravo e ubbidiente che la sciarpetta se l’è tenuta su pure quando s’era tolta la maglietta per il gran caldo patito mentre a Roma giocava a Tiriamoci l’Estintore Addosso… che ragazzo d’oro!!!
Salvo poi calarsela per farsi fotografare a doppio dito alzato. Er Cojone.
Capite? Lui, Er Pelliccia da Barbarano Romano, non solo nega e rinnega, ma ma dall’alto della propria dirittura morale si permette pure di dare giudizi, di criticare quei teppisti organizzati a mo’ di esercito che si chiamano black bloc, additando loro la giusta via alla protesta: la guerriglia per caso. Quasi un’azione futurista.
Poi, ovviamente, non ci fa sapere per chi vota. Perché lui vota, giustamente. E lucido com’è, avrà esercitato perfettamente il diritto/dovere democratico del voto. Un esempio di civiltà, il Filippi. Però facciamoci passare la curiosità: lui, il Probo, si alza nuovamente la sciarpetta di mamma sulla bocca, come il 15 ottobre, e per caso non ci dice per chi.
Questa è l’Italia.
Abbiamo speranze di salvarci?
Se volete farvi del male: questa è l’intervista der Pelliccia a La Repubblica di oggi. La Repubblica, l’organo ufficiale dei teppisti per caso. Nel caso.
Aggiornamento delle 16.20: Coscienza vuole che io precisi che Fabrizio Filippi non è libero, tecnicamente, ma a casa in attesa del processo con l’obbligo di firma tre volte a settimana. Coscienza vuole che io specifichi che il post è stato da me scritto perché non ne posso più dell’andazzo. E l’andazzo, nella figura di Fabrizio Filippi e delle sue gesta è: “Ho tirato l’estintore per spegnere l’incendio… Passavo lì per caso… Ero venuto a Roma per accompagnare un amico a pagare un bollettino all’università… Tiro estintori a volto scoperto perché non sono vigliacco come i black bloc…”. E perché simili stronzate finiscono su Repubblica. E perché ce le vogliono far bere. E perché c’è qualcuno che se le beve. Perché è grave che qualcuno chiamato Fabrizio Filippi si muova da Barbarano Romano per venire a far casino a Roma, ma è ancora più grave che qualcun altro – sempre chiamato Fabrizio Filippi – si muova da Barbarano Romano a Roma per accompagnare un amico a fare qualcosa di pacifico e si ritrovi per caso a tirare estintori in mezzo alla guerriglia. E che ci sia chi ritenga l’una cosa e l’altra assolutamente possibile e reale.