Poi un giorno Bobo Maroni ci dirà quanti voti ha racimolato con questa frase, che la leggenda dice abbia scritto ieri sulla bacheca del suo profilo Facebook appena appreso della decisione di abolire la tessera del tifoso, sua creatura:
Io, Bobo dei miei maroni, sono romanista e la tessera del tifoso ce l’ho: l’ho dovuta fare per poter usufruire l’anno scorso - e per UNA sola volta - dell’abbonamento di mia zia in Tribuna Monte Mario, noto luogo di facinorosi teppisti. In quell’occasione, i tifosi juventini, sistemati in Distinti Nord, sfondarono a calci i vetri che separavano il settore ospiti in cui loro stavano e la Monte Mario, dove ero io. La Polizia, che ormai deve stare fuori degli stadi e davvero non s’è mai capito eprché, ci mise secoli ad entrare per evitare il peggio e io, che ho messo piede per la prima volta all’Olimpico a 5 anni e di problemi non ne ho mai avuti, ho avuto paura come mai prima. Non aggiungo altro.
Solo una cosa, però: avete rotto con la vostra romanofobia del cazzo, e il vostro bisogno di dover raccattare il consenso che non avete più con le vostre uscite monodirette. Mi piacevi, Maroni, sai? Ma anche con te ha funzionato la regola aurea che vale per tutti: dai tempo, e le persone si riveleranno per quello che sono. Le persone grandi e di cuore, come quelle piccole e i pusillanimi. Tu ti sei rivelato per quello che sei: un poveraccio con il cervello di un verme. Fai parte, pensa, della schiatta imbecille di quelli che lo scudetto del ’42 ve l’ha fatto vincere Mussolini e quello dell’83 Andreotti, frase che di solito sta in bocca a laziali e comunisti. E ho detto tutto.
Questo pezzo di Brignano te lo dedico con tutto il cuore. Tutto per te e per quelli come te. I paladini del rutto continuo.
Aggiornamento del 14 marzo: . Ma guarda… Ma mica s’era capito! Allora, Bobo? Quanti voti c’hai fatto con l’uscita contro la Roma dell’altro ieri?

