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Archivi Categorie: 15 ottobre 2011

Ma com’era la storia?

Venne il giorno che Mario Monti incontrò i gggiovani e le donne… Ohhhh… Come dire di andare a vedere gli ultimi esemplari di panda gigante e scongiurarne l’estinzione attraverso la sola imposizione dello sguardo.

Poi Mario Monti incontrò le parti sociali, che si dissero disponibili a fare sacrifici per il bene del Paese. Lo dice pure La Repubblica! Ohhh… ma che miracolo incredibile! I sindacati sono diventati buoni, ci dicono i giornalisti. Ettecredo! E’ il Monty-Effect! Scontato, direi. Idiota chi s’aspettava il contrario, soprattutto quei menagramo di destra ancora un po’ incazzati perché si son visti scippare il voto.

Poi venne il Giorno dei Ministri (ieri), e Francesco Profumo, neo-quello dell’Istruzione si affrettò a dichiarare: “Partirò dagli studenti e dai ricercatori; bisogna parlare con loro, ascoltare le loro aspirazioni e cosa si aspettano dal futuro”.

Poi venne oggi:

- sciopero nazionale dei Cobas (e le parti sociali pronte ai sacrifici?). Mezzi pubblici bloccati ovunque.

- cortei degli studenti in tutta Italia. A Milano stamattina la polizia ha caricato gli studenti che volevano andare all’assalto della Bocconi. A Roma, invece, il corteo non autorizzato (perché a Roma ci sarebbe un blocco dei cortei in centro voluto dal sindaco dopo i fatti del 15 ottobre, macchissenefrega?) si è unito a quello dei Cobas e vuole raggiungere il Senato, dove stasera si voterà la fiducia al Governerrimo Monti. Forse vogliono andare a parlare con Profumo… La città intanto è bloccata di giovedì mattina, che non è un giovedì qualunque tra l’altro, per questi quattro gatti (come da foto allegate), che però urlano e son particolarmente bravi a sfracassare le parti basse.

- pure se non c’entra niente con scioperi e cortei di oggi: Leonardo Vecchiolla, quel caro ragazzo che aveva dato l’assalto alla camionetta dei carabinieri a Piazza San Giovanni il 15 ottobre e che era pronto ad andare a scalmanarsi in Val di Susa se non fosse stato preso prima della manifestazione del 22 ottobre, è stato rimesso in libertà.

Cosa è cambiato rispetto a qualche giorno fa? Qualcuno me lo dice? Ma non siamo entrati nell’Età dell’Oro? L’oro de chi?

“Accompagnavo un mio amico alla Sapienza che doveva pagare un bollettino e poi abbiamo trovato il corteo e ci siamo uniti. Mi sono trovato in mezzo agli scontri per caso e ho perso la testa. Non faccio parte dei Black Bloc, non condivido le loro azioni e la loro violenza. E non hanno il coraggio di manifestare a volto scoperto. Non portavo cappucci, solo una   sciarpa ed ero riconoscibile facilmente. Infatti mi hanno arrestato (…) Non ho un orientamento politico. Vado a votare ma non dico per chi. Non frequento centri sociali e a Roma conosco poche   persone”.

Così ha detto Fabrizio Filippi, al secolo Er Pelliccia. E ha trovato chi ci ha abboccato. O ha voluto abboccarci. Io manco commento prese per il culo tipo:

- uffici aperti alla Sapienza (la principale università i Roma, per chi non lo sapesse) il sabato mattina/necessità di venire a Roma a La Sapienza per pagare un bollettino, che in teoria può essere pagato in un ufficio postale in qualsiasi angolo d’Italia;

- trovare per caso il corteo e unircisi;

- sempre, beninteso per caso, ritrovarsi in mezzo agli scontri e…

- … ancora solo per caso, perdere la testa, caricare un estintore (da dove?) e tirarlo addosso alle forze dell’ordine.

Tutto avvenuto per caso. Che certe cose avvengano per caso il Filippi deve averlo imparato sui libri di psicologia (studia psicologia il fanciullo, ve lo siete dimenticato, per caso?).

Ma il capolavoro dell’Impellicciato è il giudizio sui black bloc, che lui non stima, anzi disprezza ”perché non hanno il coraggio di manifestare a volto scoperto. Non portavo cappucci, solo una  sciarpa“. Capite? Lui, Er Pellicciotto, è un eroe! Manifesta (sempre per caso) con una sciarpa tirata su a coprirgli la faccia. Sciarpa che si doveva essere portata per caso, visto che a Roma quel giorno si schiattava di caldo… però forse a Barbarano Romano, paese natio del Cavalier Pelliccia no, ora che ci penso bene… la mattina che s’è mosso dal paesello doveva far fresco e mammina gli deve aver fatto prendere la sciarpetta per coprirsi la gola, che non si sa mai! E lui è stato così bravo e ubbidiente che la sciarpetta se l’è tenuta su pure quando s’era tolta la maglietta per il gran caldo patito mentre a Roma giocava a Tiriamoci l’Estintore Addosso… che ragazzo d’oro!!!

Salvo poi calarsela per farsi fotografare a doppio dito alzato. Er Cojone.

Capite? Lui, Er Pelliccia da Barbarano Romano, non solo nega e rinnega, ma ma dall’alto della propria dirittura morale si permette pure di dare giudizi, di criticare quei teppisti organizzati a mo’ di esercito che si chiamano black bloc, additando loro la giusta via alla protesta: la guerriglia per caso. Quasi un’azione futurista.

Poi, ovviamente, non ci fa sapere per chi vota. Perché lui vota, giustamente. E lucido com’è, avrà esercitato perfettamente il diritto/dovere democratico del voto. Un esempio di civiltà, il Filippi. Però facciamoci passare la curiosità: lui, il Probo, si alza nuovamente la sciarpetta di mamma sulla bocca, come il 15 ottobre, e per caso non ci dice per chi.

Questa è l’Italia.

Abbiamo speranze di salvarci?

Se volete farvi del male: questa è l’intervista der Pelliccia a La Repubblica di oggi. La Repubblica, l’organo ufficiale dei teppisti per caso. Nel caso.

Aggiornamento delle 16.20: Coscienza vuole che io precisi che Fabrizio Filippi non è libero, tecnicamente, ma a casa in attesa del processo con l’obbligo di firma tre volte a settimana. Coscienza vuole che io specifichi che il post è stato da me scritto perché non ne posso più dell’andazzo. E l’andazzo, nella figura di Fabrizio Filippi e delle sue gesta è: “Ho tirato l’estintore per spegnere l’incendio… Passavo lì per caso… Ero venuto a Roma per accompagnare un amico a pagare un bollettino all’università… Tiro estintori a volto scoperto perché non sono vigliacco come i black bloc…”. E perché simili stronzate finiscono su Repubblica. E perché ce le vogliono far bere. E perché c’è qualcuno che se le beve. Perché è grave che qualcuno chiamato Fabrizio Filippi si muova da Barbarano Romano per venire a far casino a Roma, ma è ancora più grave che qualcun altro – sempre chiamato Fabrizio Filippi – si muova da Barbarano Romano a Roma per accompagnare un amico a fare qualcosa di pacifico e si ritrovi per caso a tirare estintori in mezzo alla guerriglia. E che ci sia chi ritenga l’una cosa e l’altra assolutamente possibile e reale.

La manifestazione no-tav di ieri in Val di Susa si è svolta fortunatamente senza violenze. Atti simbolici (tagliare le reti), proteste, insulti agli agenti (ci vuoi rinunciare?), slogan (saranno stati i soliti), riedizione in sedicesimo della Resistenza (il bosco evoca) e tutto è andato liscio. Il leader del movimento, Alberto Perino, esulta e sottolinea la pacificità dei suoi adepti, aggiungendo che : “Chi ha gufato perché finisse male è deluso” (volevi morti e feriti, Perì?).

Il Corsera riporta questi numeri: 20.000 manifestanti (dicono) controllati da 3000 uomini delle forze dell’ordine. Nei giorni precedenti: 419 persone identificate, 286 vetture perquisite e 3 persone denunciate a piede libero perché in possesso di materiale sospetto.

Libero questi: “747 persone identificate, 491 auto controllate, 11 denunciati, sei fogli di via obbligatori e sequestri di maschere da sub e antigas, bastoni di legno chiodato, caschi, parrucche, bandiere e magliette nere, cesoie, tronchesine e paracolpi imbottiti. Forse a evitare gli incidenti è stato anche il numero, decisamente più basso, di partecipanti: 3.500 secondo la Questura di Torino, 15.000 secondo il presidente della Comunità Montana, Sandro Plano. Un numero a metà strada l’ipotesi più probabile, in ogni caso molti di meno rispetto alle ultime manifestazioni.”.

E a questo punto io mi chiedo: ma agire così anche per la manifestazione del 15 ottobre no? Ci volevano i fatti di Roma per capire che bisognava fare opera di prevenzione? Per aprire gli occhi? Si pensava che tutto quel flusso di minacce e proclami da parte della galassia indignata, sotto gli occhi di chiunque volesse leggerlo e a portata di orecchio di chiunque volesse ascoltarlo, fosse uno scherzo? Una ragazzata?

Io avrei voluto che uno sforzo simile fosse stato fatto anche per Roma il 15 ottobre. Avrei voluto quei controlli, quelle perquisizioni, quella attenzione. Avrei voluto vedere sfilare a capo del corteo non tre misere camionette e una sparuta fila di poliziotti, ma una vera e propria truppa (guardatele le foto sopra: sono mie, non dico il falso). E ne avrei voluti vedere in giro, a controllo di quella massa spaventosa di gente, e a tutela della mia Città e dei suoi cittadini. Una volta anche il più spennacchiato dei cortei era preceduto e concluso da un numero consistente di poliziotti o carabinieri. Il mio palazzo, addirittura, era protetto da una camionetta perché sede di uffici di un sindacato tra i tre maggiori: niente di questo è stato fatto sabato 15 ottobre.

Alcuni quotidiani (Libero e Il Giornale, ad esempio) oggi celebrano lo svolgimento tranquillo della manifestazione di ieri come una vittoria delle forze dell’ordine e dello Stato. Non è così: ieri lo Stato s’è solo svegliato e ha deciso di alzare le chiappe.

La realtà è un’altra. Sì, Perché lo Stato ha perso  due volte: la prima il 15 ottobre a Roma, dove avrebbe dovuto agire e non l’ha fatto. E la seconda ieri, in Val di Susa, dove ha dimostrato che , quando vuole e ci si impegna, lo Stato è in grado di agire: il 15 ottobre, a Roma, non ha voluto e non s’è impegnato.

Roma, sentitamente, ringrazia.

Palina di una fermata di autobus in piazza San Giovanni, lunedì 17 ottobre. Il disco giallo serve per le note dell'ATAC. La foto è mia

Ti dà un po’ l’idea della goccia nel mare… Però oggi ne hanno preso un altro, tra l’altro pronto alla scampagnata in montagna, precisamente in Val di Susa: dopo un week end in una città d’arte, come negarsene uno a contatto con la natura?

Mi concedo una nota di pessimismo: se si va di questo passo, quanto ci metteranno a prenderli tutti? So che non dovrei pensarlo. So che dovrei dire grazie a chi l’ha preso. So che non è facile acchiappare qualcuno sulla base di una foto, anzi. Però penso a quello che hanno fatto alla mia Città, penso allo sgomento e alla rabbia di una settimana fa, penso a quello che tutti noi temiamo accada (e tutti loro minacciano accadrà) domani in Val di Susa, e allora mi chiedo: ma di questo passo quando li prenderanno tutti? Li prenderanno mai tutti?

Comunque, mi tolgo gli occhiali che stasera mi fanno vedere nero e… la notizia è questa, ed è comunque bella (al di là delle mie lune storte): hanno preso uno dei criminali che hanno assaltato il blindato dei Carabinieri a Piazza San Giovanni sabato scorso. Si chiama Leonardo Vecchiolla e c’è venuto da Ariano Irpino. L’hanno arrestato mentre si organizzava per andare in Val di Susa per la manifestazione no tav di domani. L’accusa è di tentato omicidio.

Anche lui, come Fabrizio Filippi, studia psicologia.

Indegna te, cara “ragazza madre”. Non serve nemmeno dire perché.

Indegna pure te, cara Valeria Teodonio, che l’hai intervistata, non l’hai denunciata e hai messo su questo articolo indecente.

Fate ridere. Una che pare pronta per sposare un mussulmano integralista, ma che in realtà è solo una vigliacca che si fa nascondere viso e voce: parli come Paperina e voi fà la rivoluzione?

L’altra che la appoggia, con il suo tono strascicato, contrito e compiaciuto: “Questa è una mamma…”.

No, cara Valeria Teodonio: questa è una criminale fuori di testa. E te, complice che la nascondi, sei una criminale tale e quale a lei.

Aggiornamento del 20 ottobre – Oggi Mario Giordano ha dedicato al video della black bloc Paperina e della connivenza pelosa e indegna di Repubblica ai criminali di Roma questo articolo: Viva la mamma violenta. Adesso Repubblica santifica i devastatori. Appunto.

Ieri il sindaco Alemanno ha deciso di vietare i cortei a Roma per un mese, mettendo a disposizione per dei sit-in una a scelta di ben cinque piazze del centro di Roma. Mica in periferia. No: al centro. Centro di Roma, che forse val la pena di ricordarlo, è patrimonio mondiale dell’Unesco, oltre che porzione della città intensamente abitata (a differenza di tanti centri storici di città importanti che nel finesettimana si svuotano) e frequentata da quantità incredibili di turisti, soprattutto nei finesettimana quando – di regola – si svolgono i cortei. Poi, sai com’è?, ci sarebbero pure i Romani, quegli strani abitanti della Città chiamata Roma che magari il centro se lo vorrebbero godere ogni tanto. Non parliamo poi dei residenti di Monti e Esquilino, i rioni in cui passano i cortei: questi si meriterebbero il Nobel per la Pazienza. Insomma: Alemanno, a morto caldo dopo i fatti di sabato scorso, ha detto: “No, ora per un po’ basta. Datevi una regolata e manifestate senza bloccare la città”. So che fuori la notizia non arriva, ma qui a Roma è da sempre che si tenta di limitare i cortei. I cortei e l’invasione dei pullman turistici sono la croce degli abitanti del Centro storico, e dei sindaci di ogni colore: e il problema non s’è mai risolto.

Come era ovvio aspettarsi, la decisione di Alemanno ha scatenato reazioni incontrollate! La FIOM, che avrebbe dovuto/dovrebbe sfilare per il centro di Roma (solito percorso) il 21 ottobre (notate bene: venerdì, cioè giorno feriale!) è insorta: i fiommini vogliono-fortissimamente-vogliono sfilare! Roba che nemmeno Kate Moss alle Settimane della Moda di Milano: la passarella di Via Cavour è mille volte meglio! Ce vengono apposta a Roma: vuoi togliere loro questa soddisfazione? Pure io! Pure io!

SEL, addirittura, ha detto che farà ricorso al TAR contro la decisione “anticostituzionale” di Alemanno.

Ora, io vorrei dire a questi signori che sono persone indegne. Cuori senza rispetto. Ma hanno sì o no la vaga idea di quello che è successo qui sabato? Hanno o no una vaga idea di come ci si senta? I giornali scrivono “Roma ferita”: pensano forse, lorsignori, che sia solo un titolo ad effetto? No. Non lo è: qui ci sentiamo TUTTI feriti, perché noi che ci abitiamo siamo Roma. Soprattutto chi quei disordini li ha vissuti a pochi metri da casa. Chi ogni giorno passa davanti alle vetrine sfondate e ai palazzi anneriti dalle fiamme. Ora, io mi chiedo: con quale razza di coraggio questi egoisti vogliono venire qui e sfilare? Ribloccare la Città e i suoi abitanti? I suoi turisti? Costringerla a un’altra giornata di ferma? Di tensione? Di galera per tutti noi? A una sola settimana da quello che è successo?

Non è come andare a fare festa a casa del morto?

Non è come andare a fare casino nella stanza d’ospedale in cui sta ricoverato qualcuno che ha solo bisogno di stare in pace e riprendersi un po’ dopo che gli hanno menato di brutto?

Ma un po’ di pietà non ce l’avete? Ma andare in piazza e basta non vi basta, vampiri bestie che non siete altro?

Oggi il sindaco, ospite al TG1, ha riferito che il Vicariato ha annullato la processione di sabato prossimo, e così la Comunità Ebraica romana il piccolo corteo dal Ghetto al Campidoglio in programma per oggi per festeggiare la liberazione di Shalit (qui sotto, al minuto 6 se non volete vedere tutto il video). E che questo è stato fatto proprio per rispetto del momento difficile che la Città sta passando.

Ma qui parliamo di Romani veri. No di gente che viene, prende, pretende e batte i piedi. Senza rispetto e senza ritegno. Tanto la città non è la sua. Che je frega?

 

L’hanno preso. Di Bassano Romano (Viterbo), ovviamente di buona famiglia, 24 anni. Si chiama Fabrizio Filippi, soprannominato “Er Pelliccia”. Io l’avrei piuttosto chiamato “Er mutanda calata”, ma tant’è…

E’ il biondo scalmanato che sembrava fosse andato sabato pomeriggio scorso ai giardinetti di San Giovanni per giocare a Tiriamoci l’estintore addosso. Invece ora si scopre che “voleva spegnere l’incendio” (parole sue).

Voi fà er simpatico, ce voi perculà, ma sei solo un coniglio e devi finì in gabbia, che quello è er posto tuo

ps: ora aspettiamo tutti che confessi di essere di Casa Pound. E’ solo questione di ore.

Piccolo aggiornamento delle 17.50: il fratello der Pelliccia si è candidato con SEL al consiglio comunale del proprio paese. Deve essere davvero dura per un militante SEL avere un fratello che milita in Casa Pound e si vende al Governo per rovinare la manifestazione indignata…

Che poi, a Pellì, sei proprio un cojone! Ma come ti viene in testa di farti fotografare a viso scoperto mentre fai il dito alla macchina fotografica, così in pieno sole? Sei un po’ pippa, a Pellì… Un vero combattente, astuto e intelligente non si fa riconoscere! Se t’hanno preso hanno fatto proprio bene!

Notizia dell’ultima ora: pare che abbiano identificato l’emulo di Carlo Giuliani. Quello della foto qui sopra. Un altro seguace del gioco Tiriamoci l’estintore addosso (detto anche Se ti tiro l’estintore addosso è perché ti voglio bene). Dovrebbe essere un ragazzo della provincia di Roma.

Ora, per cortesia, prendetelo, ficcatelo al gabbio e lasciatecelo tutto il tempo che s’è meritato di starci.

(E intanto Alemanno vieta cortei per un mese. Solo sit-in. Credetemi: sembra una briciola, ma a me sembra un sogno: almeno per un mese si respira…)

Lo hanno riconosciuto e lo hanno trattato in maniera indegna: eccoli qui i gggggiovani senza futuro, quelli del corteo pacifico e colorato, la parte migliore del Paese, quelli che fra un po’ vinceranno democratiche elezioni e che di democratico non mi sembra abbiano propio niente.

Mi chiedo solo una cosa: perché non profondere tanta energia per allontanare anche la riconoscibilissima truppa di quelli tutti incappucciati, il volto coperto da kefie e scialli vari? Quelli che vanno a passeggio col casco in testa (che eccentrici e bizzarri!). Quelli dall’aspetto non proprio accomodante e tutti vestiti di nero? Quelli molto black (bloc)? Anche questi erano ben identificabili, e non erano calati a Roma da tutta Italia per gita culturale. Lo sapevano pure i polli.

No.

Questi qui sono stati fatti accomodare nel corteo. Li si è lasciati sfilare, belli compatti. E si è permesso così loro di fare quel per cui erano venuti qui da tutta Italia. Di portare a termine il loro folle piano.

Quindi ora, cari Indignati de Che, non fate le verginelle: li avete visti perché erano tanti, non potevate non riconoscerli, non potevate non sapere cosa avevano in mente. Ma li avete inclusi nel vostro corteo pacifico e colorato.

Diventandone complici.

Io sono indignata.

Io sono incazzata nera.

Indignata, incazzata nera e furibonda per quello che sta accadendo sotto casa mia e nella mia Città dalle 2. Capisco il corteo. Capisco che sono tanti, tanti quanti non ne ho mai visti. Capisco il diritto a manifestare. Capisco le improvvide leccate di culo di Draghi, che oggi ha dimostrato che razza di cervello di formica inetto a qualsiasi discorso politico abbia.

Indignata che le forze dell’ordine non li seguano passo passo. Ma pensavano di aver a che fare con degli scolaretti di prima elementare in gita?

Indignata se è vero, come ho sentito a RaiNews, che i responsabili della Soprintendenza ai Monumenti abbiano detto qualcosa tipo: “Non siamo preoccupati per i monumenti. Non serve vigilanza. Vedremo come va…”. Ed è andata che hanno occupato la Basilica di Massenzio.

E’ andata, che come era prevedibile, abbiano sfasciato la mia banca, la CARIM, all’incrocio tra Via Cavour e Via dei Serpenti. Ma Maroni non se lo immaginava? Noooooo! Si sarà parlato con Draghi, che lo ha sicuramente convinto che son bravi ragazzi, che hanno ragione ad essere indignati!

E’ andata che hanno sfasciato le vetrine di Elite, uno dei supermercati dove vado a fare la spesa.

E’ andata che hanno dato fuoco a tre macchine.

E’ andata che prima della manifestazione hanno arrestato quattro persone.

E’ andata che poco fa (guarda la foto sotto) abbiano bloccato un’autoambulanza e un furgone dei pompieri.

E’ andata che ora, mentre scrivo, la polizia li sta caricando a San Giovanni… San Giovanni, la cattedrale di Roma! San Giovanni che deve stare chiusa per questa feccia criminale che deve esprimere la propria rabbia. Ma rabbia de che? Ve li avrei voluti far vedere! Più teste bianche che giovani. Stracciaroli firmati e con mega macchine fotografiche al collo che io non potrei permettermi nemmeno in cento vite. I soliti slogan. Un mare di bandiere rosse.

Indignati del cazzo, mi fate schifo.

 Aggiornamenti (17.45):

- a un manifestante è saltata la mano causa bomba carta.

- si vedono in tv cariche e scontri a San Giovanni. Nessuno protegge la basilica e i monumenti lì intorno.

- bombe carta lanciate contro uffici del Ministero della Difesa a Via Labicana; l’edificio è andato a fuoco ed è crollato il tetto.

- sotto casa mia a Via Cavour, continuano a passare autoambulanze e pompieri; il corteo è finito e stanno pulendo la strada.

- è partito lo squallido teatrino delle interpretazioni/giustificazioni/letture politiche/accuse/difese… Io vorrei solo che, dopo questa, a Roma non venissero più organizzati cortei.

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