
Ci sono stati 21 aprile felici nella mia vita, e oggi non posso che ricordarli e sentirne la mancanza. Erano i 21 aprile che si passava a festeggiare dalla mattina alla sera, di solito con quella pazza insostituibile che è stata la mia ex migliore amica (alla terza ferita inferta, o porcheria agita – fate voi - è stata gentilmente dalla sottoscritta sfanculata, e spero che non ci sia un terzo ritorno-coda-fra-le-gambe, perché i miei vaffanculo sono preziosi e non mi piace abusarne e sprecarli così, senza che sortiscano effetto). Erano giornate assurde, che non può capire chi non ama Roma come la amiamo noi che qui ci siamo nati e cresciuti e, soprattutto, noi che abbiamo deciso di dedicarle la nostra vita. Noi, traviati dai papà che ci portavano al Foro Romano e al Colosseo nelle domeniche mattina di quasi quarant’anni fa, quando lì si entrava gratis e con le macchine si passava sotto l’Arco di Costantino. Ci sono andata a fracicarmi le scarpette belle della Prima Comunione nelle pozzanghere del basolato sotto l’Arco di Costantino, trentacinque anni fa: non erano ancora stati fatti gli scavi della Meta Sudans, l’Arco non era ancora stato restaurato con i ponteggi-show (ci si saliva, era il 1988 e la gente faceva file interminabili… l’ho fatta anche io e non lo dimenticherò mai quel marmo visto tanto da vicino…), e non c’era la recinzione che ora isola l’Arco e lo protegge dai turisti e dai vandali. Non c’erano i finti centurioni (a proposito: io tifo per voi!!!), non c’erano i camion-bar di Tredicine, non c’erano truppe infinite a autogenerantesi di cingalesi a venderti ogni cosa in ogni dove.
Ecco: 21 aprile sono gli auguri che questi matti che si chiamano Romani si fanno la mattina dicendosi “Buon Natale!”. Sono i fiori che si portano alle statue di Giulio Cesare e di Ottaviano Augusto ai Fori Imperiali, rigorosamente gialli e rossi. Sono il cielo luminoso e limpido di oggi (oggi, come 2765 anni fa, che sennò Romolo gli uccelletti svolazzanti dal verso giusto nel verso giusto lassù sul Palatino come li vedeva?). Sono le scampagnate ai tempi della scuola fra le rovine dei palazzi degli imperatori, fra le pratoline dei prati magici intorno alla casa di Nerone e nell’aria che ormai parla già di vera primavera e di addio all’inverno. Erano i 21 aprile che poi, visto che la sorte è stata benevola con me, ho avuto la fortuna di festeggiare nei luoghi più magici di questa Città, fra le rovine sue più preziose, e spesso con chi però oggi nella mia vita non c’è più. 21 aprile è un legame folle che si ha con Qualcosa di grande e di solo nostro, che zompa secoli e secoli e si va ad accucciare nell’epoca in cui tutto era sogno, era perfetto e in cui la Storia era ancora di là da venire. Ci si nasce, col 21 aprile dentro.
21 aprile, oggi 2012, è anche e soprendentemente soprattutto, giornata di bilanci. Penso a chi oggi non mi ha fatto quegli auguri e non ha ricevuto i miei. Tutto secondo copione. Penso ai pazzi che invece me li hanno fatti. A quelli che hanno fatto gli auguri a Roma. Grandi, grossi e fregnoni… uomini di quasi 50 anni, madri di famiglia e professionisti affermati (categorie qui citate perché conformisticamente abitate da persone serie) che scrivono parole d’amore per la loro Città sulla loro bacheca di Facebook, collezionando auguri e commenti di passione per Lei. Penso all’ultimo 21 aprile che ho festeggiato coi santi crismi, ormai tre anni fa: tutta la giornata a fare su e giù per Roma, da un evento all’altro. C’era il sole… lo ricordo come ora: i Fori Imperiali, il Circo Massimo e poi i Musei Capitolini, all’inaugurazione di non so quale mostra col sindaco, al suo primo 21 aprile, che parlava a due metri da me… Che entusiasmo che c’era tre anni fa… La vita si ferma , il 21 aprile, e la si dedica a Lei, a Roma, Amore infinito.
Poi il 21 aprile all’ospedale (due anni fa) e il 21 aprile dell’anno scorso, che manco ricordo che ho fatto ma di certo niente di che, visto che ho il vuoto e a memoria di quei giorni ricordo solo di un tipo che s’era messo in testa chissà cosa e che mi stava infastidendo oltremisura con modi tanto aggressivi che temevo di ritrovarmelo ad aspettarmi sotto il portone per insultarmi de visu… Il 21 aprile di oggi… I tempi cambiano: l’amica per condividere la giornata non c’è più e la paura che si faccia viva con la scusa degli auguri è enorme (io oggi non voglio cavoli: è festa!). La mattina l’ho passata in Archivio, su carte di secoli fa che parlano della mia Città e dei suoi monumenti (anche dell’Arco di Costantino…), perché dell’amore per Roma io ho fatto il mio lavoro. Oggi pomeriggio avrei voluto andarmene in giro, ma c’è troppa confusione e va bene così, anche perché è stasera che si festeggia: con il mio più caro amico, il suo ragazzo (“Che il 21 aprile se non lo passo con te non è festa! Liberati da ogni impegno e andiamo ai Fori Imperiali!!”: me l’ha detto stamattina) e con chi vorrà venire con noi.
Credo che questo post rimarrà privato per un po’…
1 aprile 2013: ho ripescato questo post, che avevo dimenticato di aver scritto… da oggi lo metto online visibile a tutti.