Guarda, io capisco la curiosità. Ammetto che vedere la nave gigante mezza affondata debba fare un certo effetto. Vederla dal vivo, intendo. Sembrerò un mostro, ma non ce la faccio a giudicare male chi è andato al Giglio a vedere la Costa Concordia. Ma questo, mi rendo conto, se ragiono pensando alla curiosità buona, quella che porta le persone a voler vedere con i propri occhi, senza schermi, qualcosa che comunque passerà alla Storia. Solo che poi, mi do subito, a breve giro di posta, dell’imbecille da sola. Perché si sa – e io lo so benissimo – che chi è andato al Giglio nel finesettimana appena passato, e chi ci andrà nei prossimi, lo ha fatto spinto non dalla curiosità buona, quella che muove il mondo (insieme a tante altre cose), ma spinto dalla curiosità morbosa. Quella che poi ti porta a farti fare la foto in posa col relitto, mentre fai le smorfiette e ci manca poco che alzi le dita a fare la V guardando l’obiettivo.
L’ultima gira su Facebook. Se volete vederne altre e finire di schifarvi: qui.




8 Comments
Deve essere una gran soddisfazione per certe menti. Pigliare, partire, prenotare la notte, la mattina alzarsi, vestirsi in fretta e furia per trovarsi lì, con la reflex e portarsi a casa le prove. E, guarda che poi ti parla una che fa le foto ai cimiteri monumentali ma… quando è troppo è troppo, persino anche per me.
Elly
Vedere questi imbecilli in posa a farsi fotografare con la nave sullo sfondo e un sorriso idiota in faccia per “portarsi a casa le prove” provoca solo nausea. Te li vedi quando faranno vedere le prove agli amici? Organizzeranno una bella cena? Frittatone di cipolle, birra e…?
Fotografare i cimiteri monumentali è un’altra cosa, Elly, se si cerca l’atmosfera e l’arte, non “prove” da esibire. Se mi capita, lo faccio anche io. E non mi metto in posa davanti alle tombe, come non credo proprio lo faccia tu.
Si, i cimiteri monumentali fanno parte del patrimonio artistico e li fotografo appunto per quello. Una sola volta mi è capitato di farmi fare una foto accanto ad una tomba. La tomba però, era quella di Jim Morrison. Ma questi sono altri discorsi in effetti. La stupidità e la realtà vanno molto oltre ogni perversa immaginazione.
Elly
Infatti, Elly.
M’è venuto in mente un altro fenomeno di turismo del dolore: quello in Abruzzo dopo il terremoto. Te la ricordi questa foto? Io, ti giuro, non ho mai capito che cosa si ridessero ‘sti due.
http://rerummearumfragmenta.wordpress.com/2009/09/02/247/
Uh, quella l’avevo rimossa dalla memoria. Bhe, abbiamo anche Avetrana, più recente anche.
Elly
Già…
Avete dimenticato Cogne… stessa roba, quando era appena successo c’è stato il turismo morboso alla villetta del misfatto…
Inutile dire che concordo con voi.
Già… La lista è lunga, purtroppo, cara Kizzy…