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Archivio mensile:luglio 2011

Ma ve ne siete accorti del silenzio dei nostri sinistri socialnetwork-oriented sulla carneficina che ormai da mesi sta avvenendo in Siria, e che oggi sta vivendo un’altra pagina tragica ad Hama? Ve lo ricordate il casino immondo che hanno fatto quando a sparare sul suo stesso popolo è stato Gheddafi, giusto qualche mese fa (questo tanto per mettere bene a fuoco che non puoi apprendere delle carneficine libiche e ignorare quelle siriane, perché i mezzi di informazione quelli sono e anche se in misura e con enfasi diversa, danno notizie dell’una e dell’altra cosa)? E ve lo ricordate l’altrettanto ignobile silenzio durante i mesi dell’Onda Verde iraniana? Ovviamente, vi ricordate anche del tifo sfrenato che hanno fatto per i rivoltosi egiziani anti Mubarak. Io però questo tifo sfrenato pro rivoltosi siriani non lo vedo: eppure questi, più degli egiziani, chiedono democrazia e si rivoltano al tiranno (per usare il loro gergo). Dov’è la differenza? Perché Mubarak sì e Bashar al-Asad no? Perché Gheddafi sì e Ahamadinejad no? I morti egiziani e libici valgono di più di quelli iraniani e siriani? I principi dei rivoltosi di Teheran e di Hama hanno meno valore di quelli del Cairo o di Bengasi? Perché quando è scoppiato il casino in Libia la mia pagina FB è stata invasa da richieste di aiuti al popolo libico, di esortazione all’abbattimento del tiranno Gheddafi (diciamo che erano le solite due, tre persone, ma martellavano i coglioni a sangue, come si dice a Lione) e ora niente? Silenzio? Dove è finita la sete di democrazia (sempre per usare il loro linguaggio)? Quella che sbandieravano come motore della loro indignazione? Dov’è? Dov’era quando Ahamdinejad sterminava il suo stesso popolo, che pure era sceso in piazza invocando la libertà tale e quale (no?) a quello che è sceso in piazza per le strade di Libia e che ora si sta facendo trucidare dai cecchini di al-Asad?

Desaparecido. Non pervenuto. Missing.

Tutti zitti.

Perché?

Anvedi! Guarda quelli di Google che si sono inventati! Un doodle per li 500° della nascita di Giorgio Vasari! Verrebbe quasi la licenza di pensare che anche a Google stiano uscendo dal mainstream, che induce a celebrare solo l’arte e gli artisti cooltrendy. Quelli da posterino nelle stanzette di chi così si sente amante ed esperto d’arte. Quelli le cui opere finiscono sul dorso dei quadernoni.

Niente niente pure Vasari fosse cool e trendy, e io mai me ne sono accorta? Che le Vite siano il best seller dell’estate? Controllerò la prossima volta che andrò al mare: se il mio vicino leggerà l’edizione del 1558, ne avremo la conferma!

Fuor di scherzo: sorprendente, positivamente sorprendente, questa scelta da parte di Google di celebrare i 500 anni della nascita di Vasari. Oggi molti internet-navigatori ignari di storia dell’arte si chiederanno chi mai fosse, e già questo sarebbe un traguardo. I più avventurosi clikkeranno sul doodle, e questo sarà già un piccolo risultato. Simili iniziative dovrebbero essere fatte più spesso, giusto per uscire dal mainstream dei soliti Van Gogh, Monet-Manet, Kandinskij, Picasso e di tutte quelle cose scontatissime che vanno a comporre i suddetti doodle. Tra questi pure quello, in verità leggerissimamente meno scontato, di Calder, quello dei 999 contatti al blog (scusate l’autocitazione, ma l’evento me lo ricorderò a vita! :D ). Solo un appunto: l’immagine scelta fa pensare sulle prime a un sarcofago, a un monumento funerario con tanto di ritratto del defunto. Ci sono pure le fiaccole funerarie! Ecco, magari per celebrare i 500 anni dalla nascita si poteva creare qualcosa di più appropriato: sarebbe bastato avere un po’ più di fantasia, applicarsi un po’ di più. Ma i doodlari di Google vanno capiti: si sono avventurati in un terreno poco battuto. Uscire dal mainstream non è poi sempre così facile.

ps: tra una celebrazione e l’altra, non dimentichiamoci di questa vicenda qui, e delle ultime notizie: qui, qui e qui. Povero Vasari…

A volte penso davvero che ci sia chi non abbia niente da fare nella propria vita. L’ozio è il padre dei vizi, e pure dell’imbecillità: in Germania due avvocati bavaresi hanno denunciato alla Corte Penale Internazionale dell’Aja papa Benedetto XVI per crimini contro l’umanità.

La notizia è qui e non mi pare che stia girando, al momento, sui nostri giornali online.

Perché poi succede che una mattina (era ieri) esci per qualche giro intorno casa. Poca roba, in realtà:

1. banca per controllare se ti è stato pagato un lavoro;

2. libreria per acquistare la guida che ti accompagnerà nelle vacanze che stai organizzando;

3. biblioteca per riconsegnare libri in prestito che stanno andando in scadenza;

4. e supermercato, soprattutto, perché devi pur nutrirti.

E succede che mentre stai tra il punto (1) e il punto (2) [con replica tra il punto (3) e il punto (4), sulla via del ritorno], capiti di striscio nel bel mezzo di un set cinematografico. In piazza della Madonna dei Monti. Ce ne girano tante di scene lì, sai che novità. Però c’è tanta gente a guardare, una gran confusione… Hanno pure messo quei cosi gonfiati per aria. E allora ti avvicini un po’ di più, per sbirciare meglio… Ci deve stare qualche pezzo grosso!

E poi vedi un ometto piccolo piccolo…

Aggiornamento delle 20.30: ma sì, mettiamoci qualche altra foto, pure se di pessima qualità (mannaggia a me e a quando ho deciso di lasciare la digitale a casa!)

 

Nel mio rapido giro per giornali online di stamattina sono incappata su questo splendido articolo di Antonio Socci, pubblicato su “Libero”. L’argomento è il pazzo di Oslo, la sua fede e il modo con cui è stato etichettato dalla stampa. Più che modo, bisognerebbe dire parola: cristiano.

Ora, forse, va fatta una breve premessa: io non ho il dono della fede. Lo vorrei, ma nel profondo mi manca. E’ possibile che Dio esista, ma io non lo so. Non lo vedo. Un po’ (un po’ tanto) papalina lo sono, questo sì: ma è un fatto culturale e nient’altro, e con l’argomento di cui qui si scrive non c’entra niente. Ecco, questo giusto per dire che se torno a battere su questo punto non è perché la fondamentalista cristiana (ma che definizione è, poi?) sia io, e che voglia difendere strenuamente un pazzo solo perché questi sul proprio profilo Facebook si definiva “cristiano”. Il punto è un altro, e riguarda il modo in cui il folle è stato presentato, fotografato e spiegato sui media: m’è sembrato proprio che tutti i non-cristiani (e se non tutti, di certo molti) siano andati in brodo di giuggiole quando hanno appreso che l’assassino si dichiarava appartenente a questa fede. Improvvisamente, e finalmente, avevano qualcuno che dimostrava il loro teorema di sempre, e che cioè i cristiani, se ci si mettono, possono ammazzare in nome del proprio credo e che in questo sono esattamente come gli islamici, forse pure peggio.

Sì, certo. E io sono Monica Bellucci.

Questo fastidio lo avevo sfogato qui sopra qualche giorno fa, a caldo. Poi mi sono messa in attesa di sapere le motivazioni della strage, avendo poco tempo per leggere e approfondire le notizie come vorrei (purtroppo, ma sto in consegna di lavoro e il tempo è ridotto all’osso). Intanto riflettevo. Riflettevo che il tipo è cristiano come io sono bionda alta e con gli occhi azzurri. Mi chiedevo perché, pur passando per xenofobo e anti-islamista, avesse deciso di andare a far strage di persone del suo popolo, quelle sì alte bionde e con gli occhi azzurri. Povere cretaure immolate sull’altare della follia di un pazzo scatenato. Perché non s’era appostato davanti a una moschea? Sai quanti islamici avrebbe fatto fuori? Le moschee ci sono in Norvegia, o no? Perché, invece, ha scelto l’isola? Perché ha scelto quei poveri ragazzini inermi? Cosa c’è di cristiano in tutto questo? Cosa fanno i fondamentalisti cristiani, poi? Come organizzano le proprie giornate? E cosa c’è di islamofobo e razzista in quello che ha fatto? Cosa lo ha spinto a scegliere le sue vittime, quelle vittime?

Guardatela questa foto: guardatelo come fissa l’obbiettivo del fotografo, compiacente e soddisfatto mentre la macchina della polizia se lo porta via. Che gli fareste a uno così? Quanto parla questa foto? Anche io, insomma, sono sempre più convinta che la matrice del gesto di Breivik sia la pazzia più totale, infarcita di stronzate similculturali come i Templari (fuggire, fuggire a gambe levate e senza indugio da chi parla di Templari ad mentulam canis, e non per interesse storico e professionale! E’ provato per esperienza personale, credetemi), la Massoneria e altre boiate simili. Non ho energie neanche per sfogliare il suo memoriale, ma immagino i deliri che ci sono dentro.

Ora, in conclusione: Antonio Socci dice tutto, tutto quel che penso e lo dice come solo lui sa fare. Un unico appunto al suo pezzo: Michele Serra è un imbecille, se ha scritto quelle cose che Socci riporta. Ed è ovvio che le ha scritte. Io capisco che Socci sia un grande, grandissimo galantuomo, ma io – personalmente – mi son rotta un po’ le palle di vedere definiti da uomini di grande sensibilità e intelligenza (Socci, nel caso) come “intelligenti” uomini che non lo sono (Serra, nel caso) solo per fair play. Che sta sempre e solo dalla nostra parte. Ma questa è un’altra storia.

ps: Poi mi chiedo anche, a latere, come sia possibile che i servizi segreti norvegesi attenzionassero il macellaio Breivik fin dal 2009, e che nonostante questo gli sia stato permesso di fare quello che ha fatto. Mi chiedo come sia possibile che l’unico elicottero della polizia di Oslo ci abbia messo un’ora ad arrivare sull’isola da quando era stato chiamato, e come fosse possibile che su quell’elicottero non c’era una persona, dico una, che avesse con sé una pistola! E’ questa la civilissima Norvegia?

Allora, fatemi capire che succede.

Una (= la soprascritta) se ne va per 48 ore scarse a pochi kilometri da Roma, giusto un po’ di mare e svago in compagnia di un caro amico. Niente internet, niente giornali, solo qualche notizia che arriva dalla tv: le solite beghe e assurdità di questo Paese che si ama alla follia, ma che sta francamente cominciando a rompere le palle per come va avanti ogni volta che lo si vede un attimo da lontano: bastano pure 40 minuti di Via Aurelia, da Roma in direzione nord, v’assicuro. Poi si torna, con un gran senso di nausea per tutto (o quasi) quello che si è lasciato su questa tastiera che ora sto ticchettando per scrivere. No, non è il lavoro, ma altro. Le notizie, ad esempio. Approfondire lo spettacolo pietoso della politica, i dispettucci tra partiti e correnti e correntine delle correnti. Papa va al gabbio, Tedesco no. Ovvio: i Migliori al gabbio non ci finiscono. Chissà con Penati ora che accadrà…

Poi, di striscio, leggi che il sindaco galantuomo che si son scelti i milanesi (perché ve lo siete scelto tutti, e mo’ ve lo tenete) sta glorificando quel dolce ragazzo che 10 anni fa a Genova tentò di accarezzare un carabiniere tirandogli addosso un estintore; peccato che il carabiniere reagì: sparò e ammazzò il dolce ragazzo dell’estintore. Il dolce ragazzo non sapeva che gli estintori non si tirano addosso alle persone, massime ai carabinieri che hanno pure la pistola e che ti possono sparare e uccidere. Il dolce ragazzo con l’estintore non sapeva che non stava giocando alla guerriglia, ma che poteva rimetterci la pelle. Ah, scusate… giusto: questo avviene nel mondo delle persone normali, quelle che hanno il contatto con la realtà, non nel mondo dei figli di papà che non sanno le cose come vanno. Perdonatemi. Mi chiedo davvero come mai Tettamanzi non ne abbia ancora chiesto la beatificazione… Forse sono ancora in tempo, a meno che non sia già arrivato Scola…

Passando oltre: le avete viste le facce abbronzate dei Tre del Terzo Polo? Avranno organizzato la convention di ieri sotto l’ombrellone! Oh, per carità del Cielo: non c’è niente di male ad andare al mare, mica è vietato, e da Roma il mare si raggiunge facile. Roma arriva sul mare, e là si chiama Ostia (anche se quei tre dubito vadano a Ostia a confondersi coi pvoletavi, gli immigrati e i pendolari della spiaggia). Però… cavolo! Quella era abbronzatura ben curata, e io francamente mi chiedo quando questi trovino il tempo per farsela prima e curarsela poi. Però a pensarci bene, che devono fare o dire, o escogitare di nuovo? Son sempre le solite cazzate, sempre il solito concetto: Silvio, levati dalle palle! La frase la fanno dire al più abbronzato dei tre, che la sa bene: la ripete da un anno, accusando l’altro (= Silvio) di cacciarlo. L’ha sdoganato lui il concetto, del resto: ne ha il copyright ed è giusto che lo proclami ogni volta che se ne para l’occasione. Sempre stando super partes, si intende: credo che nessuno qui ne dubiti.

Infine: il caos di ieri a Oslo. Una cosa agghiacciante. All’inizio si pensava al terrorismo islamico, anche perché era arrivata la rivendicazione. Poi, stamattina, le notizie sono altre: l’autore (o uno degli autori) sarebbe un tal Anders Behrin Breivik, norvegese. Non si sa ancora perché abbia fatto ciò che ha fatto. Però sul Corsera online ci si affretta a definirlo “estremista di destra” (stamattina verso le 9) e “fondamentalista cristiano” (ora), anche se lo si dipinge come una “figura ancora tutta da definire“. Sì, però intanto qualche bella pecetta addosso gliela avete appioppata. Qui sembra che per fare una strage tu debba essere per forza un fondamentalista religioso, e che in tal senso islam e cristianesimo pari sono. Meglio fermarmi qui con le riflessioni, ma chi ha orecchie per intendere, intenderà. Tanto il copione è sempre lo stesso.

Un’ultima cosa, e lasciatemi essere frivola e superficiale: per uno scarnissimo post dedicato a Calder un bel po’ di mesi fa, scritto per altro in un giorno che ricordo per una particolare tristezza addosso, ieri sono arrivate su questo blog 999 visite, quando il mio massimo storico era stato di 84 (e già mi pareva una festa!). Quindi, considerando che la santa di ieri era Maria Maddalena e che l’Arte è stata veicolo di questo piccolo avvenimento, ho inserito nel post l’immagine di un dipinto che amo molto: la Maddalena di Piero di Cosimo, conservata nella Galleria Nazionale d’Arte Antica di Palazzo Barberini, a Roma.

Almeno mi consolo con la Bellezza.

 

Ci sono stati uomini che hanno continuato nonostante intorno fosse tutto bruciato

Perché in fondo questa vita non ha significato se hai paura di una bomba o di un fucile puntato

Irresistibile! :mrgreen:

(L’ho trovata sulla pagina fans di Krancic su Facebook. Magari, poi, leggersi questo)

Non c’è che dire: la storia di Spidertruman impazza. E già solo per questo andrebbe seguita con molta attenzione da chiunque abbia una naturale e irrefrenabile propensione all’entomologia applicata alla specie umana. Io ce l’ho e quindi sono fottuta: Spidertruman mi ammalia come e più di ogni ultima puntata di CentoVetrine. Ma quello che più mi fa impazzire sono le reazioni che si stanno scatenando in rete. Ieri mattina, quando ho scritto il primo post dedicato alla questione, la cosa era fresca e quindi ancora passibile di sviluppi “logici”, nel senso che il tipo (= Spidertruman) prometteva di spifferare chissà quali sputtanamenti alla casta, e tutti lì ad aspettare. Gli sputtanamenti non sono arrivati, ma in compenso sulla sua pagina Facebook sono arrivati una valanga di “mi piace”. Poi il blog e poi la pagina Twitter. E poi pure la pubblicità sul blog, eccheschifo! Lui, oggi, promette di svelare la propria identità: certo che nell’incuriosire il tipo si diverte; solo un consiglio, caro: datte una mossa, perché il giochino aspettate che mo’ parlo ormai è stato sgamato.

Accanto a tutto questo gran parlare, si sono levate le voci di quelli che non ci credono, che dicono che Spidertruman sia un cazzaro che sta copiando parti de “La Casta”, e che tutti i boccalonicoglioniitalioti (ovvibile vazza o gvuppo umano a cui lovo, avguti e intelligentissimi, oltveché moooolto fuvbi – poiché si sa che l’italiano non lo fveghi ed è lui che ti fvega - non appavtengono) abbiano abboccato all’ennesima bufala mediatica. Eh sì, infatti ‘ste cose capitano ogni giorno!!! I suddetti intelligenti non si rendono conto che, se davvero così è (e che cioè Spidertruman è qualcuno che s’è inventata una colossale presa per il culo), allora quello su cui tutti dovremmo riflettere è la reazione pazzesca al fenomeno; tra l’altro di domenica e a luglio, quando la gente normale sta al mare e ha meno accesso a internet. Io non ho problemi ad ammettere di essermi lasciata prendere per il culo qualche ora: ne va del mio onore? Mi tolgono la cittadinanza italiana? Non credo. Ora sto a vedere cosa accade, e modello il mio punto di vista su quello che sta accadendo: ieri mattina c’era da entusiasmarsi, già dall’ora di pranzo un po’ meno, mentre prendeva corpo “il fenomeno”, e allora è questo – il fenomeno Spidertruman – che cominciava a farsi più interessante delle sputtanate promesse e non date.

Qualche cosetta in chiusura: a capo del post ho inserito il video di un tipo che incarna esattamente la tipologia di saputello a cui facevo riferimento ieri nei commenti al post scambiati con Elly.

E poi, qui, l’intervento di Paolo Attivissimo, noto sbufalatore. Il quale, mi sembra, inquadri perfettamente il punto (almeno secondo il mio sentire): guardare il dito per non guardare la Luna. Ma all’italiano fuvbo piace guardare il dito, perché gli è a portata di naso, si sa, e ci arriva prima.

Qui il bel pezzo di Stella e Rizzo, pubblicato stamane sul Corriere. Mi sembra che questi due di casta se ne intendano…

Vedremo nei prossimi giorni come la telenovela evolverà, e allora si potranno fare le valutazioni più corrette.

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