Ok, non ce la faccio a non scriverlo. Mi devo sfogare.
Ma cos’è questo schifo che si sta scatenando intorno alla vicenda Schettino? Cos’è questo esercizio di garantismo culoalcaldo? Ci stavate forse voi sulla nave a rischiare di fare la fine dei sorci? I processi si fanno in aula, ok, ma è chiaro ai garantisti culoalcaldo cosa è successo al Giglio? Ancora che si scandalizzano perché le telefonate tra Schettino e De Falco sono finite online? E’ questo il problema? Perché non si chiede, questa gente che tanto si scandalizza culoalcaldo, come cavolo sia stato possibile che un incapace gagà stesse lì a guidare una nave che trasportava più di 4000 persone? Ma che si credeva, lui e chi ce l’ha messo? Che si stava su Love Boat? Perché non si scandalizza per questo? Perché non si scandalizza che la vita di 4000 persone sia stata messa in mano a un incapace? Perché non si scandalizzano, i garantisti culoalcaldo, che il personale della nave non parlava italiano? Perché non si scandalizzano del fatto che che l’sos – a quanto pare – sia stato lanciato dai passeggeri mentre il loro capitano invitava alla calma, che niente era successo? Perché il loro problema è difendere Schettino dal linciaggio mediatico, e nemmeno una parola, UNA, su chi è morto mentre se ne stava in vacanza, per incompetenza e cialtroneria a 360 gardi? Di Schettino, della Costa Crociere, del personale di bordo. No, il problema dei garantisti culoalcaldo è difendere Schettino, e no incazzarsi a bestia per i morti che si potevano evitare. Si devono leggere deliri tipo questo, che Schettino ha sputtanato l’immagine dell’Italia faticosamente recuperata? E quelli che si sono impegnati per salvare chi si poteva salvare, non sono italiani forse? Quelli non li vedete? Quelli non vi fanno notizia? In quelli non riuscite a immedesimarvi? Quelli non vi inorgogliscono? E la gente del Giglio, che si è prodigata per aiutare i naufraghi? Non la vedete? Non esiste ai vostri occhi, abituati evidentemente a osservare più il male che il bene?
No: colui in cui immedesimarsi è lui, Francesco Schettino. Lo so, il volo che sto per fare è pindarico. Quello che dice Gramellini in parte è vero, purtroppo. Ma il punto è che a me quelli che somigliano più di tutti a Schettino sembrano proprio i garantisti culoalcaldo, altro che gli italioti! E non parlate di italioti ai garantisti cuoalcaldo, che si ritengono tanto superiori al vile popolame connazionale! Loro (i garantisti culoalcaldo? Gli italioti?) non vedono responsabilità, solo diritti. Schettino ha cercato di mettersi il culo al caldo abbandonando la nave, come sembra? Ebbene: loro filosofeggiano sulla vicenda col culo ben piazzato sul caldo morbido delle loro seggioline, a scrivere articoli, a tuittare cazzate (tipo Velardi e altri svariati pesci piccoli), a commentare idiozie. Loro sono quelli sempre per Caino, li avessi mai sentiti pronunciare una parola per Abele. Loro sono quelli che la coscienza se la lavano veloce veloce, sono quelli che le responsabilità mai, quelli che non sbagliano, quelli che li senti parlare di diritti solo a senso unico. Quelli che dei morti non gliene frega un cazzo: il loro eroe è Schettino, la vittima. I loro eroi non sono gli uomini che hanno salvato chi poteva essere salvato. No: la loro ideologia da garantisti culoalcaldo li porta a enucleare da tutta la terribile storia del Giglio solo ciò che dà corpo alle loro paranoie, e si fottano i morti. E pure chi s’è dato da fare. E allora, bravi soldatini, perseguono il loro scopo: salvate il soldato Schettino. Ma non è che, cari garantisti culoalcaldo, nei panni di Schettino pure voi ve la sareste svignata per tentare di mettere in salvo e al caldo le vostre chiappe?
Sia chiaro: non sono forcaiola e penso che la verità in casi come questi abbia bisogno di un po’ di tempo per uscire fuori tutta, ma a leggere i resoconti e ad ascoltare le registrazioni delle famose telefonate che tanto fanno indignare i garantisti culoalcaldo un’idea me la sono fatta (alzi la mano chi si sente neutrale in questa vicenda) e mi sembra proprio che a quello sprovveduto di Schettino non resti molto margine di innocenza. Se innocente risulterà, tante scuse, e i garantisti culoalcaldo avranno il loro eroe e la conferma alle loro paranoie ideologiche. Un po’ come quando qualche tempo fa esultarono con toni da stadio per l’assoluzione di Sollecito e Knox, e si fottesse la povera Meredith. Se si riconoscerà che la manovra a 180 gradi fatta per tornare indietro verso il porto sia stata una sua iniziativa per salvare i passeggeri avvicinandosi alla riva abitata, sarà ringraziato. Io per ora attendo l’evolversi dei fatti e penso ai morti, e nel mio cuore ringrazio chi si è dato da fare per salvare i passeggeri e chi era rimasto intrappolato nella nave. Ammetto che quel che ho sentito e letto mi fa propendere per la colpevolezza di Schettino, ma io sono una perfetta Nessuno e quindi questa è e rimane la mia personalissima posizione. Quello che invece mi infastidisce a mille, ed è a questo che è dedicato il post, sono quelli che stanno facendo della vicenda Schettino una questione di principio, nutrimento per il proprio autocompiacimento a stare dalla parte di chi viene additato a mostro.
E intanto Velardi insiste. Eccoli qui i garantisti culoalcaldo: parolai, tutto va bene, ma anche no. L’importante è difendere le proprie posizioni. Fare finta in pubblico di praticare il dubbio, ma dentro di sé aver già deciso da quale parte stare.
Mi fermo qui. Per stasera può bastare. Provo, lo confesso, un sottile senso di disagio per essermi sfogata su questa cosa, ma è stato più forte di me. L’ipocrisia mi dà alla testa. Difendere l’impossibile per una questione di principio è innaturale ai miei occhi, soprattutto quando di mezzo ci sono dei morti, e quando si ammette la colpevolezza… ops! scusate: la responsabilità di chi quei morti per buona parte ce li ha sulla coscienza (rileggetevi Velardi a proposito). Poi parliamo magari del fatto che sarebbe il caso che una buona volta si cercassero eroi positivi e non negativi. Che si riconoscessero le responsabilità di chi sbaglia. Se Schettino sarà riconosciuto colpevole, avrà sulla coscienza un numero considerevole di vite ammazzate. Voglio sentire quel giorno i garantisti culoalcaldo cosa diranno. Ma in fondo a loro cosa fregherà, quel giorno? Loro continueranno a stare culoalcaldo, avranno intanto trovato un altro eroe da difendere per principio.
Al gabbio quel giorno ci andrà Schettino. Mica loro.
Piccola aggiunta dopo la mezzanotte del 18 gennaio: ho riletto questo post, scritto di getto e sull’onda di emozioni un po’ forti che avevo provato (anche) a seguito di alcuni discorsi fatti da qualcuno che conosco e frequento, fortunatamente non mio amico. Non più. Non so che farmene di gente così nella mia vita: mi sarebbe impossibile scambiarci qualsiasi pensiero, visto che l’ideologia cieca mi è insopportabile. L’amabile creatura ha dimostrato in pasato tutto il suo valore di persona vigliacca e immatura, molto simile a quello di Schettino, dello Schettino in bambola al telefono con De Falco. Dello Schettino che è stato eletto a martire dai garantisti senza se e senza ma, ai quali la persona di cui sopra si vanta di appartenere. Dello Schettino che, sembra abbia abbandonato la nave, e mentito al De Falco. Dello Schettino che, pare, sia fuggito di fronte al dolore altrui. Sono stata portata, dopo aver sentito i discorsi farneticanti di quel qualcuno (dovevate vederlo! Prima, con una tipa che gli dava man forte faceva tutto lo sbruffone e si riempiva la bocca di belle parole garantiste, nemmeno un pensiero ai morti. Poi, quando un altro tipo gli ha portato i fatti, che lui non conosceva nello specifico, allora s’è azzittito e non ha più saputo cosa ribattere), a fare un parallelo tra questa persona e lo Schettino, lo Schettino del “linciaggio mediatico”, quello stesso linciaggio mediatico che tanto dà alla testa ai garantisti duri e puri. C’è molto di personale, quindi, nello sfogo di cui sopra, ed è forse giusto che io lo specifichi da qualche parte. Considerazioni che nascono da conversazioni, o sarebbe meglio dire: ascolto. Perché sarà, ma a me ultimamente va sempre meno di mettermi a discutere. Quando senti qualcuno farneticare in quel modo, cosa vuoi fare? Lasci parlare, e dentro di te prendi atto di ciò e di chi hai davanti agli occhi. Rallegrandoti poi che certa gente non appartenga alla tua vita di tutti i giorni. Il resto, fatto di concetti profondi come quelli di Gramellini, o di Velardi, e di certe perle intercettate qua e là in rete, è stata solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso della mia sopportazione.